Imprenditori e liberi professionisti stanno diventando sempre più consapevoli dell’importanza della pianificazione previdenziale, riconoscendo quanto sia fondamentale per garantire una pensione serena e un futuro sicuro.
In un contesto economico in evoluzione e con una crescente incertezza sul sistema pensionistico pubblico, questa intervista con Gianluca Barbagallo, CEO di Prometeo Investing offre preziosi consigli per coloro che vogliono pianificare al meglio il proprio domani.
Scopriremo insieme le strategie più efficaci, gli errori comuni da evitare e come costruire un percorso previdenziale che protegga il tuo tenore di vita anche dopo il ritiro dal lavoro.
Cos’è la pianificazione previdenziale e perché è importante per una pensione serena?
La maggior parte degli italiani non pensano alla pensione: la considerano una fase della vita molto lontana, di cui preoccuparsi “più avanti”, oppure sono scoraggiati e pensano “è meglio concentrarmi sul lavoro, tanto la pensione non la vedrò mai.”
Ma è necessario approcciarsi a questa tematica a mente fredda, perché un approccio emozionale non consente di prendere le decisioni giuste per migliorare la propria situazione.
Quando è consigliabile iniziare a pensare alla pianificazione previdenziale?
Il prima possibile.
Perché secondo i dati delle Nazioni Unite l’aspettativa di vita aumenta, mentre la popolazione sarà destinata a un calo nel tempo. Gli italiani, quindi, potranno vivere sempre più a lungo ma saranno sempre di meno.
Questo è un problema perchè gli anziani (che avranno smesso di lavorare) saranno sempre di più in rapporto ai lavoratori, che pagano le pensioni con i contributi che versano, che invece saranno sempre di meno. Quindi la coperta è corta e per mantenere la situazione in equilibrio lo Stato potrà pensare di dare pensioni più basse ai pensionati e di mandare in pensione i lavoratori sempre più tardi.
La situazione non è rosea, ma si può rimediare.
Le opportunità per farlo ci sono e naturalmente è importante comprendere che non possiamo più attendere passivamente la pensione pubblica, ma dobbiamo essere noi stessi ad attivarci. Chi andava in pensione 20 anni fa poteva aspettarsi un assegno mensile molto simile al suo ultimo stipendio, mentre chi inizia a lavorare adesso sarà fortunato se arriverà metà o a due terzi lavorando molto di più. Inoltre, ormai poche persone hanno una carriera lineare durante tutta la loro vita: in un’epoca come la nostra, in cui il lavoro è più fluido ( e molto spesso precario), si tende a cambiare spesso lavoro e anche modo di lavorare.
Pensiamo ad esempio ad un tecnico informatico che inizia come dipendente e poi decide di mettersi in proprio aprendo la partita IVA: in questo caso avrà versato in due diverse casse dell’INPS e queste due posizioni potranno essere “riordinate” in più modi, che non porteranno tutti al medesimo risultato.
Quali errori comuni vedi spesso fare dalle persone nella pianificazione della loro pensione?
L’errore più comune è il ritenere i fondi pensione tutti uguali.
Spesso la gente mi dice che sta facendo già un piano di accumulo per la sua pensione. Il problema è che non sa che ne esistono centinaia di tipi diversi (fondi pensione aperti, chiusi e PIP) e che la maggior parte sono prodotti pessimi che non daranno nessun valore nel tempo a causa dei costi esorbitanti. Ritengo che un aspetto importante da considerare quando si sceglie un fondo pensione, siano i costi: anche una piccola differenza di costi, applicata sui tanti anni di adesione al fondo, può portare ad una grande differenza nel risultato finale. Inoltre, i rendimenti futuri del fondo sono incerti, nessuno sa prima quanto potrà guadagnare il fondo, però i costi sono certi: allora è più importante minimizzare i costi che sperare in un alto rendimento.
Ritengo quindi che sia importantissimo farsi seguire per scegliere il fondo pensione più adatto alle proprie esigenze; non c’è da temere se ne avete già cominciato uno in quanto il trasferimento da un fondo pensione ad un altro si può sempre fare ed è gratuito.
Altro errore che le persone commettono spesso è il non scegliere il giusto comparto per il proprio fondo pensione.
I fondi pensione presentano al loro interno diversi comparti, linee d’investimento più prudenti o più aggressive: a seconda della tua propensione al rischio e del tuo orizzonte temporale, il consulente può aiutarti a selezionare il comparto migliore per non perdere opportunità di guadagno che invece puoi sfruttare. A volte ad esempio vedo ragazzi di 25 anni avere un fondo pensione prudente che rende l’1% all’anno.
Ci sono strategie specifiche per chi vuole andare in pensione anticipatamente?
Il mondo del lavoro non è fatto solo di dipendenti: tanti italiani sono professionisti o lavoratori autonomi e la loro situazione previdenziale è diversa. Ad esempio, queste categorie versano meno contributi dei dipendenti in proporzione a quanto guadagnano, il che vuol dire pensioni più basse. Capire cosa fare per migliorare la loro situazione è quindi indispensabile. Inoltre, molti professionisti non versano i contributi all’INPS, ma ad una cassa previdenziale che raccoglie gli iscritti ad una specifica categoria, come: commercialisti, avvocati, medici etc. Ognuna di queste casse ha regole diverse da quelle dell’INPS, il consulente previdenziale le conosce e può quindi suggerire al cliente la soluzione migliore.
Quello che succede attualmente è che i medici ad esempio, continuino a lavorare oltre i 70 anni, non perché ne abbiano voglia, ma perché sono costretti a farlo per mantenere il proprio tenore di vita. Andranno in pensione infatti riceveranno una pensione nettamente inferiore ai soldi che guadagnavano mentre erano a lavoro.
Un altro desiderio di molti lavoratori è quello di smettere di lavorare prima della data della pensione, per poter passare del tempo con la famiglia, per dedicarsi ai loro hobby o semplicemente perché il lavoro è molto stressante: in quest’ottica si può pensare di creare un obiettivo di investimento per raggiungere un capitale che mi permetta di avere una rendita da affiancare alla pensione.
Una volta affrontati i numerosi problemi relativi alla pensione pubblica, bisogna concentrarsi su come integrarla. Lo Stato ha previsto strumenti che godono di particolari agevolazioni proprio per andare incontro a questa necessità, che sarà sempre più sentita.
Lo strumento principale per garantirti un’entrata aggiuntiva, una volta smesso di lavorare, è il fondo pensione. Grazie ad esso, accantonando una parte delle tue entrate durante la vita lavorativa, metterai da parte un capitale che potrai usare una volta in pensione per mantenere il tuo tenore di vita. Nel fondo puoi inoltre versare il tuo TFR (se sei un lavoratore dipendente) ed effettuare anche dei versamenti volontari.
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