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Leadership femminile: una risposta alle sfide (aziendali e non) del nuovo millennio 

Leadership femminile: una risposta alle sfide (aziendali e non) del nuovo millennio 
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Perché a volte è così complesso correggere un collaboratore quando commette un errore? 

Perché talvolta troviamo difficile prendere una decisione

Perché spesso, nonostante tutti i nostri sacrifici e tutte le nostre buone intenzioni, ci capita di non ottenere i risultati che volevamo?

Tutte queste domande potrebbero sembrarti sconnesse o molto lontane tra loro.  A ben guardare però sono tutte collegate da un filo rosso: la tua capacità di riconoscere e gestire le tue emozioni. 

Una capacità tipica dei leader del nuovo millennio. Una capacità che noi donne abbiamo la responsabilità di trasferire ed espandere nella cultura aziendale. Al fine di trasformare non soltanto i risultati delle nostre organizzazioni, ma anche l’intera società.

Leadership emotiva: Il mondo è cambiato!

“Uno studio condotto su 250 dirigenti ha mostrato che la maggior parte dei manager ritiene che il lavoro vada svolto con la testa non con il cuore. Alcuni per giunta paventavano che eventuali sentimenti di empatia o compassione nei confronti di colleghi e collaboratori potessero entrare in collisione con i propri obiettivi organizzativi. 

Uno degli intervistati ha dichiarato che mostrarsi ricettivi nei confronti delle emozioni altrui è un’assurdità, perché a quel punto“diventerebbe impossibile gestire le situazioni”. Altri hanno vietato che soltanto coltivando il distacco emotivo si può trovare la forza di prendere le decisioni dure che spesso si impongono nel mondo degli affari. […] 

Lo studio citato risale agli anni 70 del secolo scorso quando il mondo aziendale era molto diverso da quello attuale. Vorrei provare a dimostrare che quel modo di vedere le cose irrimediabilmente antiquato, uno dei tanti lussi che non possiamo più permetterci.”

Daniel Goleman, Leadership Emotiva: Una Nuova Intelligenza Per Guidarci Oltre La Crisi, Rizzoli 2012. 

Sono passati già 12 anni dalla prima edizione di questo libro molto noto e letto per gli addetti ai lavori nel mondo della Self -Improvement e del business. Eppure qualcosa di questo messaggio sembra ancora sfuggire… soprattutto in quelle aziende in cui ci sono ahimè ancora troppe poche donne al vertice.

Perché? 

Per comprenderlo dobbiamo guardare alle nuove sfide del mercato del lavoro. Dobbiamo comprendere come sono cambiate le persone, le loro abitudini, le loro esigenze, le loro preoccupazioni e i loro desideri. Questo perché, non dimentichiamocelo mai, le aziende sono fatte di persone e per le persone. E quindi se vogliamo avere un’azienda che funzioni, si sviluppi e abbia un impatto importante nel mondo non possiamo esimerci dal comprendere i fenomeni sociali e culturali che stanno caratterizzando la nostra epoca e quella che verrà.

Che cosa ci attende?

Fino a non molto tempo fa si parlava tanto di come attrarre in azienda i Millennial. Ad oggi la stessa attenzione riguarda la generazione Z. Questo significa che nelle nostre aziende sono presenti almeno quattro tipologie di generazioni diverse che devono cooperare al fine di raggiungere una meta comune. 

Se già prima i millennial avevano caratterizzato una rottura rispetto a modi e metodi di gestione delle risorse umane, ad oggi la generazione Z ci pone di fronte a sfide inedite sempre più ambiziose e complesse. (Leggi qui per approfondire).

E che dire delle generazioni successive?

Fra qualche anno avremo in azienda per la prima volta persone che hanno iniziato prima a maneggiare dispositivi come cellulari o tablet anziché carta e penna. Inoltre viviamo in un mondo sempre più interculturale. I confini si sono allargati a tal punto che risulterà impossibile per un leader del nuovo millennio ragionare con parametri e paradigmi culturali tarati su un campione di popolazione limitato al proprio territorio di appartenenza. 

Questi sono fatti che, lo si voglia o no, chiunque abbia un’attività deve prendere in considerazione se vuole continuare ad esistere. 

In questo mescolarsi di credenze, abitudini e generazioni diventa sempre più necessario diventare abili nell’instaurare buone relazioni, una buona comunicazione e dunque conoscere e dirottare al meglio le proprie emozioni e quelle altrui.

Una missione “femminile”

Lo scenario appena descritto rappresenta una chiamata per molte di noi.  Ciò che sembra richiederci la società in questo momento storico è di prenderci la responsabilità di divulgare e trasferire gli aspetti tipici dell’energia femminile (energia di cui sono dotati anche gli uomini).

Quest’ultima infatti è rappresentata dai caratteri dell’accoglienza, dell’ascolto, della ricezione, dell’intuito, della riflessione e della ciclicità. L’essenza dell’energia femminile è l’amore, dunque la cura e il nutrimento inteso come formazione e la ricerca di sé sono gli elementi principali con cui le leader lavorano sui propri gruppi per tagliare importanti traguardi. 

Questo si collega molto alla forte esigenza di identificare i propri valori e la propria missione spirituale. Un’esigenza sempre più pressante per le nuove generazioni che necessitano di guide e di feedback che possano infondere in loro fiducia e motivazione. 

Molto più che un “lavoro”

Il lavoro, infatti, per la maggior parte delle persone oggi non è più il simbolo di uno status, né rappresenta soltanto la necessità di uno stipendio per vivere. 

Ciò che viene richiesto alle aziende da parte di candidati e collaboratori è partecipare a una missione sociale. Poter contribuire. Una missione quindi che vada oltre il fatturato o l’espansione fine a se stessa. 

Il potere da solo non basta più, servono senso e significato. Servono punti di riferimento ed esempi non solo del “successo” ma della piena realizzazione di sé. Esempi di integrità, equilibrio e trasparenza. Esempi che non neghino la verità e il potere delle proprie emozioni e del mondo interiore, ma che anzi, innalzino queste caratteristiche tipicamente umane al fine di crescere dapprima come individui e poi come professionisti o lavoratori. 

Anna Marras dice spesso che “le donne sono il sole della società”. E io ci credo profondamente. Noi siamo le rappresentanti del miscuglio cosmico di terra e cielo. In noi risiedono le radici della terra e il potere generativo. Lo sviluppo del nuovo, la vulnerabilità del cambiamento. 

Alla riscoperta del proprio potere personale 

Questo non fa di noi esseri “fragili” o da tutelare come degli animali in via di estinzione. 

Fa di noi una potenza incommensurabile. 

Le donne percepiscono i sentimenti e le emozioni in modo molto ricettivo da sempre. Spalle e confidenti di una vita, amiche e complici di fronte a un destino storico che le ha messe da parte per molto tempo… fino ad ora. 

Il messaggio che voglio trasferire con questo articolo è il messaggio di cui si fanno portavoce quattro grandi imprenditrici, quattro donne che hanno fondato l’associazione L’impresa è Donna

riprendente possesso e consapevolezza del vostro grande potere, delle vostre grandi abilità originarie, perché ora più che mai c’è bisogno del vostro grande contributo per rendere il mondo delle aziende ( e non solo ) un posto migliore. Non già soltanto per noi stesse, ma per tutti gli attuali e futuri collaboratori, gli attuali e futuri figli di questa società, per tutti gli esseri umani al di là del loro genere, della loro provenienza o della loro cultura. 

Il futuro è nelle tue mani! 

Se senti di voler contribuire a questo nuovo e grande cambiamento scrivici in redazione alla mail: redazione@imprenditore.info

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Claudia Bosi

Editor e Ghost Writer per Engage Editore. Dopo anni di studi di Filosofia sono approdata nel mondo del lavoro e sono riuscita a fare di un dono la mia professione, grazie al contributo di persone illuminate capaci di vedere oltre un semplice curriculum. Io amo le storie delle persone, indago fra sogni ed esperienze vissute. Penso che la scrittura e la lettura siano armi potentissime che l'essere umano ha a disposizione. Le cose essenziali per crescere, comunicare, apprendere e ricordare. In quest'arte c'è la vita e il senso di ogni grande sviluppo e scoperta, è lo specchio dell'anima che riflette l'umanità tutta. Con le parole scritte si rivoluziona il mondo, ci si apre agli altri, si scopre qualcosa di sé, si lascia una traccia indelebile da qui all'eternità.

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Come vibrare ad alte frequenze e ascoltare la verità del nostro corpo
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Come vibrare ad alte frequenze e ascoltare la verità del nostro corpo 

“A volte quando siamo colmi di situazioni complesse, cariche delle dure prove a cui la vita ci ha messo di fronte, se non abbiamo la consapevolezza di quello che ci sta accadendo sprofondiamo nell’ombra della rabbia e del rancore. Ci ritroviamo in un angolo a rimuginare sulle ingiustizie che stiamo vivendo, chiudendoci in noi stesse per la paura che continuare ad aprirci al mondo possa recarci ulteriore dolore. 

Il nostro corpo così inizia ad assimilare una goccia di veleno dopo l’altra, ci trasforma fino al punto da non riconoscere più la nostra immagine riflessa nello specchio. Sì perché il nostro corpo è una spugna e di tutto ciò che ci mettiamo dentro, lui ne fa tesoro. Sia in positivo che in negativo. Il nostro corpo infatti è una verità immensa: decide, parla e, se non viene ascoltato o assecondato, somatizza ogni cosa.”

È iniziata così la mia chiacchierata con Sabrina Belhor, giovane imprenditrice siciliana, titolare del centro benessere Elisir. Il suo centro non è solo un posto in cui ricercare la propria bellezza esteriore, ma anche e soprattutto un luogo in cui poter ridonare equilibrio al rapporto tra mente, corpo ed emozioni.

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Diventare imprenditrice: “perché no?!”
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Diventare imprenditrice: “perché no?!” 

A volte le cose accadono e basta. A volte le opportunità si presentano alla porta senza darti alcun appuntamento.

Saperle cogliere, però, non è così banale, né scontato. Bisogna essere nel posto giusto al momento giusto e soprattutto con il mood giusto.
Sì perché quando un treno passa, se non hai l’entusiasmo per esplorare nuove mete… è tutto inutile!

È questa la storia di Silvia Caminati, una giovane imprenditrice emiliana, titolare dell’Osteria Dei Girasoli, un ristorante curato e accogliente, situato a pochi passi dal centro di Sassuolo.

Una ragazza dai modi gentili, con il sorriso di chi ha capito bene quanto valore abbia la vita.

Un’imprenditrice che non si aspettava di diventarlo, ma che ha avuto il coraggio di provare la gioia di incoronare un grande sogno.

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Il Coraggio Di Fiorire: Intervista a Doretta Scutti
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Il Coraggio Di Fiorire: Intervista a Doretta Scutti 

Quando si parla di impresa, di realizzazione personale o professionale, si parla spesso di coraggio. Coraggio di cambiare, di sciogliere compressi, di tuffarsi nel vuoto, di rischiare, di investire ecc. Ma che cosa significa davvero, avere coraggio? E come possiamo noi ogni giorno alimentarlo e farlo vivere al di là di ogni paura e giudizio? 

L’etimologia della parola coraggio deriva dal latino coratĭcum o anche cor habeo, aggettivo derivante dalla parola composta cŏr, cŏrdis cioè ’cuore’ e dal verbo habere ossia ‘avere’. L’origine della parola coraggio dunque risiede nell’espressione: avere cuore. 

Per comprendere il significato di “coraggio”, dunque, dobbiamo passare attraverso l’esplorazione del nostro cuore.

Se ci pensi quando accordiamo uno strumento che cosa facciamo? Allineiamo le frequenze sonore affinché possa esserci un’armonia. E se rifletti su quello che accade quando prendi un accordo con qualcuno, ti puoi rendere conto che, in sostanza, fai sì che le vostre volontà vibrino alla stessa frequenza. 

Avere coraggio vuol dire quindi connettersi alla sede dell’amore, la forza più grande che esista, quella che supera ogni paura, ogni dolore, ogni giudizio. Significa tornare a vibrare con le proprie frequenze più intime, quelle appunto del cuore, che sanno come connettere ciò in cui crediamo con ciò che facciamo. 

Ed è proprio questo che ha fatto Doretta Scutti a un certo della sua vita, quando ha deciso di rifiutare un posto fisso, quando ha deciso di aprire il suo negozio e poi di chiuderlo per rivoluzionare il suo business.

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