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Leadership Femminile tra Empatia e Pugno Duro 

Leadership al femminile tra empatia e pugno duro

Come equilibrare al meglio sensibilità e determinazione 

“Che cosa faresti, se vedessi arrivare un’auto a tutta velocità che sta per investire qualcuno in mezzo alla strada, proprio lì, davanti ai tuoi occhi? Saresti pronto a spingere con tutte le tue forze quella persona, pur sapendo che potrebbe cadere e farsi molto male, per salvarle la vita?”

Sono queste le domande che mi ha fatto Lara Campoli, quando le ho chiesto di parlarmi di leadership femminile, portandomi a riflettere sulla necessità di trovare un equilibrio tra forza e dolcezza, tra comprensione e assertività. 

Lara Campoli è una giovane donna di 30 anni, a capo di una Onlus che aiuta gli imprenditori in difficoltà dal nome Imprenditore Non Sei Solo https://imprenditorenonseisolo.it/. Un progetto nato cinque anni fa e che oggi è una vera e propria istituzione. Sono infatti più di 600 gli imprenditori a cui INSS fino ad ora è riuscita a salvare l’azienda e, in certi, casi la stessa vita. 

Lara ha fatto dell’Aiuto la sua professione, dopo aver compreso che è l’Aiuto l’unica sua vera missione. Ed è proprio questo che fa da trait d’union tra empatia e pugno duro in fatto di leadership, secondo Lara. 

Comprensione o compassione? Una differenza importante 

“Non puoi aiutare qualcuno che è in difficoltà, se non riesci a bilanciare questi due aspetti apparentemente antitetici e contraddittori della tua personalità” – mi dice Lara – “Io sono come un chirurgo. Con tatto e gentilezza cerco di fornire una diagnosi chiara del problema, ma poi sono costretta a intervenire. In certi casi, operando anche a cuore aperto”. 

Se non facesse così, Lara probabilmente si ritroverebbe piena di un carico emotivo insopportabile e al contempo completamente inutile per le persone che ha deciso di assistere. Di fronte a certe situazioni, in cui ti trovi di fronte a persone che stanno perdendo tutto, l’azienda, la casa, la famiglia, persone che hanno un conto in banca bloccato e gli avvocati alla porta, devi infatti essere predisposto all’ascolto, ma anche a dire dei “NO” a gran voce. 

Se una persona è in forte difficoltà, spesso, è perché ha nascosto una serie di problemi come fossero polvere sotto un tappeto. Ha perso di lucidità, è completamente in balia del vortice delle sue giustificazioni. E tu, se vuoi fare la differenza per la sua vita, devi imparare a prenderti la responsabilità di generare cambiamenti. Sia nel suo modo di pensare che nel suo modo di fare. 

Per riuscirci è necessario pertanto conciliare empatia e assertività. Ma ancor prima di questo è importante chiarire una cosa. Comprensione e compassione sono due cose differenti. La prima richiede di sospendere il proprio giudizio, di ragionare con occhi esterni, senza i filtri della propria esperienza o delle proprie convinzioni. La seconda, invece, identifica il sentimento di pietà verso coloro che sono infelici e stanno soffrendo. 

Secondo Lara, la compassione in termini di aiuto concreto serve a ben poco. Anzi. Generalmente blocca l’azione anche del miglior intenzionato. “Il medico pietoso fa la piaga purulenta” – mi ricorda. La giusta chiave è l’equilibrio. A volte, soprattutto noi donne, abbiamo paura di essere aggressive, scomposte o maleducate, quando ci esponiamo con fermezza. Altre volte, invece, ci mostriamo molto più dure di quello che siamo, per la paura di essere tacciate come esseri fragili, troppo vulnerabili e sensibili per ricoprire ruoli di comando.

Ma è davvero così? Siamo davvero destinate a sentirci costantemente inadatte, se ci troviamo in una posizione di leadership? 

Responsabilità significa assumersi dei Rischi 

“Fino a qualche tempo fa” – mi racconta Lara – “io non pensavo che avrei mai trovato il mio posto nel mondo. Non sapevo fare nulla in modo eccellente, ero una professionista del mondo del marketing come tanti altri. Avevo chiari i miei valori, ma pensavo che non si sarebbero mai potuti conciliare con un lavoro. Non mi sentivo né carne, né pesce. Pensavo che l’aiuto sarebbe sempre stato soltanto un extra”. 

Ora invece l’aiuto è parte integrante della sua quotidianità, l’aiuto è il suo lavoro. Lara è riuscita ad andare oltre l’apparente contraddittorietà tra i suoi valori e il suo “stipendio”, tra la sua sensibilità e la sua ambizione. Ognuno di noi puoi essere e fare ciò che vuole solo se se ne assume la piena responsabilità. Questo richiede di farsi carico di diversi rischi come, nel caso di Lara, di recare dolore a qualcuno, per estirpare un male maggiore. Ci sono momenti in cui è giusto mostrare tolleranza, ascolto e comprensione, altri in cui non puoi permetterti di dare manforte a scuse. In cui non puoi accettare nessuna ulteriore giustificazione. 

“Se non lo faccio io chi lo fa? Se non la spingo io quella persona, a costo di romperle una gamba, nel giro di qualche secondo sarà investita dall’auto in corsa. Qual è la scelta giusta? Che cosa è meglio?” – Così termina la mia chiacchierata con Lara.  

Se hai deciso di aiutare qualcuno, nel tuo lavoro o nella tua vita privata, comincia a pensare agli effetti che vuoi generare su quelle persone. Non ti preoccupare di quello che la gente potrebbe pensare di te. A volte ti diranno che sei troppo scontrosa, altre volte ti diranno che sei troppo tollerante. Qualcuno penserà di te che sei un maschiaccio, altri potrebbero ritenerti troppo buona per riuscire ad avere polso.

Non importa! Impara a bilanciare queste due parti di te, nella convinzione che ciò che fai ha uno scopo nobile. 

Un no pronunciato con convinzione è molto migliore di un sì pronunciato unicamente per compiacere o, ancora peggio, per evitare problemi.

MAHATMA GANDHI

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Claudia Bosi

Editor e Ghost Writer per Engage Editore. Dopo anni di studi di Filosofia sono approdata nel mondo del lavoro e sono riuscita a fare di un dono la mia professione, grazie al contributo di persone illuminate capaci di vedere oltre un semplice curriculum. Io amo le storie delle persone, indago fra sogni ed esperienze vissute. Penso che la scrittura e la lettura siano armi potentissime che l'essere umano ha a disposizione. Le cose essenziali per crescere, comunicare, apprendere e ricordare. In quest'arte c'è la vita e il senso di ogni grande sviluppo e scoperta, è lo specchio dell'anima che riflette l'umanità tutta. Con le parole scritte si rivoluziona il mondo, ci si apre agli altri, si scopre qualcosa di sé, si lascia una traccia indelebile da qui all'eternità.

4 thoughts on “Leadership Femminile tra Empatia e Pugno Duro ”

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