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Le tecniche per incentivare i bambini e i ragazzi – Intervista a Elena Cavani

incentivare i bambini
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Pensi sia impossibile incentivare i bambini e i ragazzi esattamente come faresti con un tuo collaboratore?

Qualunque leader di successo sa che esistono delle tecniche per tirare fuori il talento dei suoi dipendenti. Perché non dovrebbe valere lo stesso per i ragazzi?

Oggi tratteremo questo argomento insieme ad Elena Cavani, coach di OSM che si occupa in particolare dei corsi di comunicazione della scuola MBS, Mind Business School.

Elena aiuta ogni giorno gli imprenditori a migliorare la loro comunicazione in azienda, per ottenere i risultati che desiderano. In questa intervista ci accompagnerà in un viaggio alla scoperta delle tecniche per diventare un buon leader anche in famiglia.

  • La comunicazione è importantissima, sia nel business che a casa. Quali sono gli esercizi che insegni come coach e che possono essere utili anche ai genitori per gestire la comunicazione con un adolescente che sembra non voler parlare o condividere i propri pensieri e sentimenti?

Come coach, insegnerei ai genitori alcune strategie che potrebbero aiutarli a migliorare la comunicazione con i loro figli adolescenti. Ecco alcune tecniche che suggerirei per incentivare i bambini e i ragazzi ad aprirsi:

  1. Trova il momento giusto: È importante scegliere il momento adatto per parlare con i tuoi figli. Cerca di individuare il momento in cui entrambi siete disponibili e non disturbati da altre attività o impegni. Rispettare la loro privacy e lo spazio personale è fondamentale per costruire un ambiente di comunicazione aperto.
  1. Mostra pazienza: Alcuni adolescenti possono essere riluttanti a condividere i propri pensieri e sentimenti. Devi sforzarti di dimostrare pazienza e rispettare il loro tempo, cercando di tirar fuori le informazioni “con le pinzette”. Evita di forzare la conversazione o di far sentire tuo figlio/a sotto pressione. Tirare fuori le informazioni con delicatezza e pazienza può aiutare a creare un ambiente in cui si sentano a proprio agio nel condividere ciò che provano.
  1. Chiedi in maniera diretta: Puoi anche chiedere apertamente ai tuoi figli quando sarebbe un buon momento per parlare. Fornire loro l’opportunità di scegliere il momento, può far sentire che il loro tempo e le loro esigenze sono rispettati. Inoltre, questo dimostra che sei interessato a stabilire una comunicazione aperta e consensuale.
  1. Organizza riunioni familiari regolari: Assicurati di avere momenti dedicati alla comunicazione in famiglia. Puoi organizzare riunioni familiari regolari una volta al mese, come fai con i collaboratori in ambiente aziendale. Queste riunioni possono creare uno spazio sicuro in cui ogni membro della famiglia può esprimere i propri pensieri, preoccupazioni o suggerimenti. Assicurati di creare un ambiente rispettoso e senza giudizi, dove ogni voce viene ascoltata e considerata.
  • Credo fermamente che l’ascolto sia fondamentale per capire veramente (e far sentire capiti) i nostri figli. Quali sono i metodi pratici per far sentire ai ragazzi che li stiamo ascoltando in maniera attiva?

Quando si tratta di far sentire ai ragazzi che li stiamo ascoltando in maniera attiva, ci sono alcuni metodi pratici che possiamo adottare.

Innanzitutto, è importante incoraggiare la sincerità nel dialogo con i nostri figli. Dobbiamo creare un ambiente in cui si sentano liberi di esprimere i propri pensieri e sentimenti senza paura di essere giudicati. Dovremmo evitare di interromperli o di correggerli continuamente, lasciando che si esprimano liberamente.

Un altro aspetto cruciale è essere presenti nel momento. Quando parliamo con i nostri figli, dobbiamo mettere da parte il telefono e dedicare loro la nostra attenzione esclusiva. Dobbiamo dimostrare un interesse autentico, facendo attenzione ai loro segnali non verbali e ascoltando attivamente. Questo significa mantenere il contatto visivo, annuire per mostrare che stiamo seguendo e fare domande pertinenti per approfondire la loro prospettiva. Ripetere o riassumere ciò che abbiamo sentito può dimostrare che siamo veramente impegnati nell’ascolto e nel comprendere ciò che ci viene detto.

Dobbiamo anche evitare di parlare male dei loro amici o fidanzati. Queste persone sono parte integrante della vita dei nostri figli e quindi meritano rispetto. Dovremmo incoraggiare un dialogo aperto in cui i nostri figli possano condividere le loro esperienze senza timore di essere giudicati o criticati.

  • Una delle frasi classiche dei genitori è “Mio figlio non mi ascolta”. Posso immaginare che, in molti casi, dietro problematiche di questo tipo ci sia una difficoltà di comunicazione. Cosa possiamo consigliare ai genitori alle prese con un rapporto deteriorato con i figli? Come possono riconquistare la loro fiducia e tornare a vivere un rapporto basato sull’ascolto reciproco?

Secondo me, dietro a problematiche di questo tipo spesso si nasconde una mancanza di connessione e comprensione reciproca. Però è importante ricordare che, sebbene ci possano essere stati errori nel passato, non tutto è perduto e si può lavorare per ristabilire un rapporto basato sull’ascolto reciproco e sulla fiducia.

Per iniziare dobbiamo imparare ad essere presenti quando i nostri figli chiedono aiuto, dimostrando che siamo disponibili e interessati ai loro bisogni. Questo crea un ambiente in cui si sentono ascoltati e supportati.

Un altro aspetto cruciale è dedicare del tempo di qualità ai nostri figli. Bisogna trovare momenti in cui siamo completamente presenti per loro, senza distrazioni. Possiamo fare delle attività insieme, come una passeggiata, un gioco o semplicemente sederci e parlare. Questi momenti rinforzano il legame e ci permettono di comprendere meglio i nostri figli.

Inoltre, coinvolgere i nostri figli nel processo di miglioramento della comunicazione può essere molto efficace. Possiamo chiedere loro suggerimenti su come vorrebbero che la comunicazione fosse migliore o cosa vorrebbero che facessimo diversamente. Questo dimostra che riconosciamo e rispettiamo le loro opinioni e che siamo disposti ad imparare insieme a loro.

Tuttavia, è importante ricordare che, mentre cerchiamo di migliorare il rapporto, dobbiamo mantenere il nostro ruolo di genitori. Dobbiamo stabilire dei limiti e mantenere una guida responsabile per i nostri figli. Non dobbiamo dimenticare che abbiamo il compito di fornire supporto, educazione e orientamento.

  • Nel libro di Wayne W.Dyer “Cosa volete davvero per i vostri figli”, autostima e comunicazione sono messi in stretta relazione. Tra le strategie per intervenire nell’immagine che i bambini hanno di loro stessi, mi hanno colpito in particolare alcuni consigli: “Dissuadere i bambini dalle automortificazioni” “Rivolgere sempre la critica al comportamento del bambino, senza riferirsi al suo valore come persona” e “Sorprendere i figli mentre fanno qualcosa di buono, ricordando spesso loro quanto sono straordinari”. Ti va di aggiungere a questa lista qualche tecnica pratica che aiuti i genitori a rafforzare l’autostima dei figli? 

La cosa fondamentale è non farli andare “fuori scambio”, perché questo li porta a diventare dei criminali. Faccio riferimento ai genitori che hanno la tendenza a viziare i figli, magari a causa dei sensi di colpa perché sono spesso fuori casa. In questo modo i ragazzi si abituano a prendere senza dare (o dando poco) e questo atteggiamente può diventare veramente pericoloso nel loro approccio futuro.

Uno strumento molto utile per far crescere la loro autostima in modo sano è stabilire insieme delle mete raggiungibili e creare un sistema di statistiche per monitorare i progressi fatti. Ovviamente si può anche pensare ad un piano di incentivi che va modificato in base all’età. Così puoi passare dagli smile per i bambini piccoli, alle ricompense monetarie per i ragazzi. Questo metodo è molto efficace per incentivare i bambini e i ragazzi e li aiuta a sviluppare un senso di competenza e soddisfazione personale. 

  • Nel rapporto con i giovani, potremmo avere difficoltà a lasciarli fare (e soprattutto sbagliare) senza intervenire. Come possiamo incentivare i bambini e i ragazzi al meglio, lasciando loro il giusto spazio per esprimersi?

Prima di tutto, è importante che i genitori si rendano conto che la vita è dei loro figli, non la loro. Dobbiamo permettere ai nostri figli di prendere decisioni, affrontare sfide e imparare dai loro errori. Questo processo di crescita e autonomia è fondamentale per lo sviluppo sano e la maturità dei giovani.

Per come la vedo io, è importante evitare di usare punizioni come unico strumento educativo. Le punizioni spesso provocano solo rabbia e risentimento nei ragazzi, senza fornire loro un reale apprendimento. Invece, possiamo utilizzare approcci che promuovono la comprensione e la responsabilità, come un consiglio sincero o la discussione aperta sulle conseguenze delle scelte.

La coerenza è un altro aspetto cruciale quando vogliamo incentivare i bambini e i ragazzi. Quando diciamo “no”, è importante rimanere coerenti e far rispettare le regole stabilite. Se i figli sanno che i “no” non sono veri o che possono essere facilmente negoziati, perderemo credibilità e la gestione del comportamento diventerà più complicata. Coerenza significa anche mantenere una comunicazione aperta e onesta con i nostri figli, in modo che si sentano liberi di esprimere le loro idee e opinioni senza paura del nostro giudizio.

  • Adolescenza e conflittualità in molti casi vanno a braccetto. Quali sono le strategie più efficaci per gestire i conflitti con un adolescente e mantenere una relazione positiva?

In MBS facciamo spesso esercizi che aiutano gli imprenditori a “gestire le persone ostili” e di frequente loro si ritrovano ad immaginare di parlare proprio con i figli.

Un’altra tecnica che gli consiglio di utilizzare, sia con i collaboratori che con i ragazzi a casa, è quella del “sandwich”. Ecco come funziona: fai un apprezzamento, poi gli dici cosa deve fare (o smettere di fare) anche in maniera molto decisa e poi chiudi con un altro apprezzamento. Si tratta di una pratica semplice, ma ti assicuro che porta la comunicazione ad un altro livello.

  • Restando in tema di allenamento agli imprenditori, potremmo provare a fare un paragone. Come possiamo incoraggiare un adolescente a prendere decisioni autonome e a gestire le conseguenze delle proprie azioni?

Ti faccio un esempio molto pratico riguardo ad un tema ricorrente con i ragazzi: la gestione di un dubbio. 

Quello che io consiglio anche agli imprenditori che si trovano a dover fare una scelta importante, è di buttare giù una lista dei vantaggi e degli svantaggi delle diverse opzioni. Questo esercizio aiuta a fare chiarezza sui diversi aspetti da considerare e può essere utile farlo insieme all’adolescente, almeno all’inizio, incoraggiandolo a esprimere le sue opinioni e considerazioni.

Elena ci ha mostrato che, nel rapporto con i figli, esistono tecniche che vanno oltre l’autorità e ha aperto per noi le porte all’ascolto attivo e alla connessione autentica. 

Incentivare i bambini e i ragazzi richiede pazienza, comprensione e un impegno costante nel creare uno spazio di fiducia reciproca. Ecco che allora possiamo scegliere di essere leader empatici nella nostra azienda, così come nella vita di famiglia. 

Perché ogni piccolo passo verso una comunicazione aperta e amorevole contribuisce a formare ragazzi di cui andare fieri. Individui sicuri di sé, capaci di affrontare le sfide della vita e di perseguire i propri sogni.

Se ti interessano queste tematiche, non perdere i nostri articoli della rubrica “Genitori ed Education” in uscita ogni lunedì. E se pensi che potrebbe essere utile a qualcuno che conosci, condividi il blog con i pulsanti qui sotto!

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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