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Le nove regole d’oro per un team unito: intervista a Massimo De Donno

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Come fidelizzare i giovani collaboratori all’azienda?  

Come far sposare ai ragazzi il progetto aziendale? 

Uno dei compiti più difficili nella gestione dei giovani e delle risorse umane in generale è quello di mantenere unito il gruppo nel progetto aziendale e di far quindi sì che ogni collaboratore lotti per raggiungere i traguardi comuni. 

Oggi esploreremo questo tema insieme a Massimo De Donno, la cui leadership si riflette in un team eccezionalmente unito, caratterizzato da collaboratori che si supportano reciprocamente e si impegnano con forza a raggiungere gli obiettivi dell’azienda. 

Tempo fa, in un articolo, Massimo ci ha raccontato con grande passione della sua attività e di come, tramite questa, vuole far re-innamorare tutte le persone dello studio, permettendo loro di raggiungere gli enormi risultati che sognano (leggi qui tutto l’articolo!

Oggi, invece, Massimo ci svelerà il segreto per promuovere l’armonia e la coesione all’interno del gruppo, illustrandoci come si possa arrivare a un punto in cui i collaboratori lottino spontaneamente per il successo dell’azienda. 

Qual è il segreto per mantenere uniti i giovani all’interno di un’azienda, specialmente in un contesto come il tuo?  

Per mantenere unito il gruppo intorno agli obiettivi aziendali, è importante prima lavorare sul clima che si respira all’interno dell’azienda e migliorarlo. 

Quindi, la prima azione che un imprenditore dovrebbe fare è quella di sviluppare un clima estremamente positivo, di grande creatività, divertimento e libertà. Questo tipo di clima agisce come una forza magnetica sia per mantenere il team coeso attorno a un progetto, sia per attrarre nuovi talenti.  

Le persone, infatti, si avvicinano alla nostra azienda principalmente perché percepiscono emozioni positive, un bel clima e un bel gruppo.  

La qualità delle relazioni interpersonali, quindi, rappresenta un elemento cruciale e investire in quest’area dovrebbe essere sempre una priorità. Per farlo sono sufficienti delle semplici ma efficaci accortezze.  

Ad esempio, è fondamentale assicurarsi che nessuna riunione, evento o appuntamento si concluda senza che i partecipanti si sentano motivati, carichi e soddisfatti. Questo può sembrare un piccolo dettaglio, ma fa una differenza enorme. 

Dunque, le persone sono inizialmente attratte dalla nostra azienda per l’ambiente positivo, il clima favorevole e l’attenzione che dedichiamo alla qualità delle emozioni. Poi, però, ciò che le spinge a rimanere e a sviluppare un profondo senso di appartenenza è la scoperta di una mission, di un grande scopo nel nostro lavoro, che diventa poi anche il loro. 

Abbiamo sviluppato un elenco di nove regole per favorire la costruzione di un team coeso e armonioso. Attuare questa serie di regole ci ha permesso di affrontare e risolvere problemi potenzialmente gravi prima che effettivamente si aggravassero, garantendoci la possibilità di collaborare con persone sincere e che esprimono apertamente i propri pensieri. Questo approccio promuove un ambiente di lavoro in cui la trasparenza e la diretta comunicazione vanno di pari passo con il massimo rispetto reciproco. 

Hai parlato di nove regole, possiamo sapere quali sono? 

Certo! La prima regola riguarda l’importanza di mantenere un atteggiamento mentale positivo. Anche se può sembrare intuitivo o persino scontato, questo principio è fondamentale. In pratica, significa coltivare una mentalità orientata alla soluzione, diventando persone che, di fronte a ostacoli o sfide, non si lasciano abbattere. Invece di concentrarsi sugli aspetti negativi, iniziano a formulare domande costruttive, trasformando le difficoltà in opportunità di apprendimento e crescita. 

Un atteggiamento mentale positivo si traduce, quindi, nel concentrarsi sempre sulla ricerca di soluzioni piuttosto che nell’individuare problemi. Questo approccio ha un impatto davvero positivo e fa tanta differenza nell’atmosfera all’interno del team. È estremamente gratificante lavorare con persone che, di fronte a situazioni complesse, si ingegnano si sentono motivate dalle sfide, anziché lasciarsi scoraggiare quando le cose non procedono secondo le aspettative. 

La seconda regola invita a trasformarsi in veri maestri nel proprio ambito, cercando costantemente l’eccellenza. Ciò significa eccellere nelle proprie competenze, diventare estremamente competenti in ciò che si insegna agli altri e dedicarsi a un percorso di crescita continuo. Bisogna sempre ambire a diventare i migliori nel proprio campo! 

La terza regola enfatizza l’importanza della partecipazione attiva. In tutte le iniziative e le opportunità di coinvolgimento, non è sufficiente essere presenti fisicamente. È fondamentale portare anche la propria mente, il cuore e l’entusiasmo. Questo significa dare il proprio contributo in modo pieno e appassionato, sfruttando sempre al meglio le proprie capacità. 

Il quarto aspetto riguarda la professionalità e la competenza, evidenziando l’importanza dell’attenzione per i dettagli, della puntualità, della correttezza nelle comunicazioni, della precisione nella scrittura e del rispetto. Questo aspetto ha avuto un ruolo cruciale, specialmente negli anni iniziali della nostra attività, quando eravamo ancora dei ragazzi. In quel periodo, presentandoci al pubblico come giovani e sbarbati, se fosse mancata da parte nostra la professionalità non saremmo potuti andare da nessuna parte. 

Il quinto principio sottolinea l’importanza di guidare attraverso l’esempio, che rappresenta il metodo più efficace per influenzare positivamente la vita degli altri. Più che limitarsi a teorizzare o a fare i “maestrini”, essere un modello da seguire offre insegnamenti molto più profondi di qualsiasi lezione verbale. È attraverso le azioni dei mentori, che incarnano queste competenze e ne dimostrano il valore, che si facilita il vero apprendimento di queste soft skills. 

Il sesto principio si concentra sul rendersi sempre utili adottando un atteggiamento di chi, arrivando in un qualsiasi contesto, si interroga su come poter apportare un contributo significativo. Parlo di chi si pone domande come: “In che modo posso fare la differenza qui dentro? Come posso essere d’aiuto? Come posso rendere questo luogo migliore di come l’ho trovato? In che modo posso essere di supporto in maniera unica a questa persona?”  

Tra l’altro, rendersi utili è anche un principio fondamentale della natura stessa, dove ogni elemento ha una sua funzione e tutto ciò che invece risulta inutile tende a estinguersi. Quindi, adottare l’atteggiamento di fare sempre nella vita qualcosa che sia utile, ancor prima di fare qualcosa che ci piace, è una strategia vincente. A volte, infatti, ciò che ci appassiona potrebbe non essere necessariamente benefico o produttivo e allora non ci porterà grandi risultati perché non scambierà valore. Al contrario, qualsiasi azione, pur non essendo l’opzione più entusiasmante, acquista significato e porta a grandi soddisfazioni quando hai la percezione che sia utile a qualcuno. Questa consapevolezza rappresenta un pilastro fondamentale. 

Il settimo punto è quello di contribuire alla crescita del gruppo, partendo da sé stessi. Si tratta, dunque, di impegnarsi in un percorso di miglioramento continuo, puntando costantemente verso la crescita personale e professionale. 

L’ottava regola riguarda gli obiettivi. In particolare, parla di porsi obiettivi senza limiti, di coltivare sogni ambiziosi e di non giocare mai in piccolo. 

La nona regola si focalizza sulla fiducia, onestà e sincerità, stabilendo un ambiente in cui pettegolezzi, gossip, critiche alle spalle e lamentele su persone assenti sono categoricamente esclusi. Il fulcro di questa regola è la promozione di un lavoro di squadra basato sulla comunicazione aperta e diretta, incentivando il confronto faccia a faccia e il gestire qualsiasi problema mentre è ancora gestibile. Se si presentano incomprensioni o questioni con un altro membro del team, è fondamentale avere il coraggio di discuterne apertamente e con sincerità, eliminando malintesi e rafforzando i legami all’interno del gruppo. 

Nel corso della nostra collaborazione ci siamo sempre coordinati e, ogni volta che è emerso un conflitto, abbiamo potuto fare affidamento su una di queste regole per riallineare o migliorare il comportamento. 

Queste regole coprono fondamentalmente ogni aspetto. Quando poi tutti condividono e comprendono che regole come queste non sono imposizioni, ma strumenti per facilitare una collaborazione più armoniosa, il loro valore diventa evidente.  

Le nove regole rappresentano i principi di massima, poi, negli anni, abbiamo anche elaborato un codice etico che affina ulteriormente questi nove principi, andando più nello specifico rispetto ai comportamenti sia coi colleghi che coi clienti. Questo approccio non solo chiarisce le nostre aspettative, ma rafforza anche la cultura aziendale guidando comportamenti etici. 

Il codice etico è una sorta di codice deontologico applicato al nostro lavoro. La creazione di regole e di un codice etico comune è una pratica che ritengo davvero positiva e che, a mio parere, ogni azienda dovrebbe adottare. Inoltre, è un documento dinamico, in costante evoluzione, che si arricchisce annualmente grazie ai contributi dei nuovi membri del team. Tutti suggeriscono aggiunte o modifiche, affinando il documento fino a renderlo un riflesso autentico dei valori e delle convinzioni condivise.  

Che consiglio daresti ad altri imprenditori che cercano di creare un ambiente di lavoro unito come il tuo? 

È essenziale, prima di tutto, che l’imprenditore si consideri parte integrante del team e non qualcuno al di sopra di esso. Le regole che ti aspetti siano seguite dagli altri devono essere le prime a cui tu stesso aderisci, dimostrando sempre la massima coerenza.  

Ho notato che, talvolta, alcuni titolari d’impresa criticavano certi comportamenti dei loro collaboratori, pur manifestando loro atteggiamenti ben più negativi. Questo è sbagliato! Pensa, per esempio, se un imprenditore si lamentasse per la mancanza di motivazione nel team, ma poi allo stesso tempo non adottasse una routine personale per mantenersi motivato, né avesse un atteggiamento positivo con le persone. Non sarebbe di certo coerente… 

La coerenza è il principio fondamentale da cui parte tutto

Quindi, la regola fondamentale è dare l’esempio: se stabilisci degli standard comportamentali per i tuoi collaboratori, assicurati prima di tutto di incarnarli tu stesso. È giusto aspettarsi molto dalle persone, ma solo se tu stesso sei disposto a offrire ancora di più.  

La qualità delle relazioni interpersonali gioca un ruolo importante in questo contesto. Chi è a capo dell’azienda, infatti, dovrebbe instaurare relazioni eccezionali con tutti i membri del team, impegnandosi a trattare ugualmente ogni individuo e a gestire le varie situazioni in modo appropriato. L’energia del gruppo è direttamente influenzata dalla qualità della relazione che ciascun collaboratore ha con il proprio leader. 

Di conseguenza, è essenziale che l’imprenditore coltivi con cura le relazioni non solo con i membri chiave dell’azienda, ma con tutti i collaboratori, mettendo così le basi per un ambiente lavorativo positivo e produttivo. 

Mantenere unito il gruppo nel progetto aziendale è una sfida non da poco, ma sono sicura che leggere i suggerimenti di Massimo ti sarà già stato di enorme aiuto.

Ora, però, è il momento di agire! Torna dal tuo team e rivoluziona il tuo ambiente di lavoro con le nove regole d’oro di Massimo.

Credimi, il tuo team diventerà inarrestabile!

Su cosa vorresti che scrivessimo? Manda una mail a redazione@imprenditore.info per farcelo sapere!

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