La registrazione del marchio è un passo cruciale per proteggere l’identità e il valore del nome della tua azienda. Oltre alla tutela legale, esistono numerose agevolazioni che puoi ottenere registrando il marchio.
In questo articolo, esploreremo le agevolazioni sia per l’individuo che per l’azienda, analizzando i benefici, i costi e il ritorno sugli investimenti (ROI = Return On Investment) associati alla registrazione del marchio.
Marchio, cos’è e come funziona
All’inizio, il marchio era usato per distinguere il bestiame e identificare il proprietario. Nel corso del tempo, è diventato un segno distintivo per associare prodotti e servizi a un’azienda specifica e ai suoi valori.
Oggi, chiunque può registrare un marchio per ottenere l’esclusiva del suo utilizzo. La cosa interessante è che, oltre ai vantaggi di natura commerciale e di marketing, se registriamo un marchio possiamo anche ottenere un risparmio fiscale.
Ecco alcuni consigli pratici su come procedere.
Innanzitutto, assicurati che il marchio che desideri registrare sia nuovo. Per farlo, controlla le banche dati degli uffici che si occupano della registrazione dei marchi. L’esclusiva viene garantita per 10 anni e solo in una determinata zona geografica.
Una volta registrato, puoi concedere ad altri l’utilizzo del marchio in cambio di un pagamento chiamato royalties. Questo importo viene solitamente stabilito come una percentuale sul fatturato generato dall’utilizzatore del marchio. Nell’ambito degli affari, non esiste una percentuale standard o “corretta” per le royalties. Di solito, si va dal 2% al 10% del fatturato, ma può variare a seconda delle circostanze.
Il proprietario del marchio può essere una persona fisica o una società, e questa scelta comporta vantaggi diversi.
Persona Fisica, Vantaggi e Agevolazioni del marchio
a) Protezione legale
Quando registri il marchio, hai la protezione legale contro l’uso non autorizzato o la contraffazione da parte di terzi. Ciò significa che hai il diritto esclusivo di utilizzare il marchio nella tua attività commerciale, prevenendo così il rischio di confusione o di sfruttamento indebito.
Esempio:
Luca è un designer di moda emergente che ha creato un marchio distintivo per le sue creazioni. Registrando il suo marchio, Luca può impedire ad altri di copiare o contraffare i suoi design, offrendo una protezione legale alla sua attività.
b) Valore dell’attivo
La registrazione del marchio può aumentare il valore dell’attivo personale dell’individuo. Un marchio registrato è considerato un bene immateriale e può essere valutato come tale. Ciò significa che il marchio può essere incluso nella valutazione del patrimonio dell’individuo e può essere sfruttato per fini commerciali o transazioni finanziarie.
Esempio:
Luca, che ha creato un design unico per un portafoglio, decide di vendere la licenza di utilizzo del suo marchio a un’azienda terza. L’azienda produce e vende 1000 portafogli utilizzando il marchio di Luca, generando un incasso di 20.000 euro. Ora vediamo quanto matura di royalty e quali agevolazioni fiscali può ottenere Luca grazie alla registrazione del marchio.
- Calcolo delle royalty
Le royalty sono pagamenti che Luca può richiedere per l’utilizzo del suo marchio da parte dell’azienda terza. La percentuale delle royalty e gli accordi specifici possono essere negoziati tra Luca e l’azienda terza. Supponiamo che abbiano concordato una percentuale del 5% sulle vendite. In questo caso, le royalty maturate da Luca sono indicate di seguito nella tabella.
| Descrizione | fatturato | Royalty maturate | Incasso Royalty |
| Portafogli venduti 1000 | 20.000 euro | 5% | 1.000 euro |
- Agevolazioni fiscali
Sui canoni derivanti dallo sfruttamento economico del diritto d’autore sui marchi, è prevista una detassazione del 25%, il che significa che su 10.000 euro di royalties percepiti in un anno, pagherai le tasse solo su 7.500 euro. Se poi il proprietario del marchio ha meno di 35 anni la parte detassata sale al 40%.
Un altro aspetto fondamentale da considerare nell’ottica di una buona tax planning è che le royalties, proprio perché non rappresentano un’entrata derivante da prestazioni lavorative ma solo dalla titolarità del marchio, non sono da assoggettare a contribuzione previdenziale.
Dunque ricapitolando: sulle royalties non si pagano contributi e si risparmia dal 25% al 40% dell’IRPEF.
Per una persona fisica che ha più di 35 anni, la tassazione scende da un minimo del 17,5% (75% dell’aliquota IRPEF più bassa) a un massimo del 32,25% per chi ha l’aliquota più alta.
Naturalmente le royalties pagate dalla società per l’utilizzo del marchio sono un costo completamente deducibile e dunque quando l’imprenditore è titolare del marchio il risparmio è decisamente interessante.
Azienda, Vantaggi e Agevolazioni del marchio
- Differenziazione e riconoscimento di marca
La registrazione del marchio consente all’azienda di differenziarsi dai concorrenti e di creare un’identità unica nel mercato. Un marchio registrato può aumentare la fiducia dei consumatori, migliorare la percezione del marchio e favorire il riconoscimento e la fedeltà dei clienti.
Esempio:
L’azienda ABC Spa ha registrato il suo marchio distintivo per i prodotti di bellezza biologici. Questo ha contribuito a differenziarla dai concorrenti e ha creato un’immagine di affidabilità e qualità tra i consumatori. Di conseguenza, l’azienda ha registrato un aumento delle vendite e una maggiore fedeltà dei clienti.
- Protezione contro la contraffazione
La registrazione del marchio protegge l’azienda dalla contraffazione e dalla violazione del marchio. Questo permette all’azienda di agire legalmente contro coloro che tentano di sfruttare o copiare il suo marchio, preservando la reputazione e il valore del marchio stesso.
Esempio:
La società XYZ SRL ha registrato il suo marchio per i prodotti elettronici di lusso. Questo ha consentito all’azienda di contrastare con successo i produttori di prodotti contraffatti che tentavano di sfruttare il suo marchio. Grazie alla registrazione del marchio, l’azienda è stata in grado di proteggere la sua reputazione e la qualità dei suoi prodotti.
Costi e ritorno sugli investimenti (ROI):
- Costi di registrazione del marchio
I costi di registrazione del marchio comprendono le spese amministrative per la presentazione della domanda di registrazione e, eventualmente, il coinvolgimento di consulenti legali o avvocati per assistere nel processo. Il costo varia da circa 200 € se fatto personalmente, a circa 1.000 € se fatto tramite un professionista.
- Costo di royalty e benefici
Una volta registrato il marchio, l’azienda può beneficiare di royalty o di licenze di utilizzo del marchio a terzi. Questi accordi di licenza possono generare entrate aggiuntive per l’azienda, consentendo di sfruttare il valore del marchio in settori diversi o attraverso partnership strategiche.
Esempio:
L’azienda di abbigliamento DEF SRL ha registrato il suo marchio e ha successivamente concesso in licenza l’uso del marchio a un’altra azienda di calzature. Grazie a questo accordo di licenza, l’azienda DEF SRL ha generato entrate aggiuntive attraverso il pagamento di royalty, aumentando così il suo ROI.
Per concludere, la registrazione del marchio offre agevolazioni significative sia per l’individuo che per l’azienda. Protezione legale, differenziazione, riconoscimento di marca e la possibilità di generare entrate attraverso licenze o accordi di sponsorizzazione sono solo alcuni dei benefici che si possono ottenere. Nonostante i costi iniziali associati alla registrazione del marchio, il ROI può essere notevole, consentendo di proteggere e sfruttare il valore del marchio nel lungo termine.
POSSIBILE STRATEGIA FISCALE
Facendo la premessa che sarebbe sempre opportuno consultarsi con un professionista prima di mettere in atto qualsiasi strategia, il fatto di registrare come persona fisica il marchio dell’azienda per poi fornirlo in licenza alla propria impresa, in cambio di una royalty, potrebbe costituire una valida strategia fiscale. Vediamo come potrebbe funzionare.
Caso 1: imprenditore al di sotto dei 35 anni
| DESCRIZIONE | IMPORTO |
| FATTURATO AZIENDA | 1.000.000 EURO |
| ROYALTIES APPLICATA (8%) | 48.000 EURO |
| IMPOSTA FISCALE SU ROY (60% annuo) | -48.000 EURO |
| IMPOSTE DOVUTE (ìpotesi 43%) | -20.640 EURO |
| RISPARMIO | 13.760 EURO |
Questo potrebbe apparire un risparmio tutto sommato limitato ma, se moltiplicato per dieci anni, ci darebbe circa 140.000 euro, il prezzo di un mini-appartamento. A questo risparmio andrebbero aggiunti eventuali oneri previdenziali che non graverebbero su quel introito.
Caso 2: imprenditore al di sopra dei 35 anni
Fatturato azienda Royalty applicata Imponibile fiscale Imposte Dovute Risparmio
| DESCRIZIONE | IMPORTO |
| FATTURATO AZIENDA | 1.000.000 EURO |
| ROYALTIES APPLICATA (8%) | 48.000 EURO |
| IMPOSTA FISCALE SU ROY (75% annuo) | -60.000 EURO |
| IMPOSTE DOVUTE (ìpotesi 43%) | -25.800 EURO |
| RISPARMIO | 8.600 EURO |
In questo caso il risparmio annuale è minore ma, di nuovo, non include eventuali risparmi contributivi e in dieci anni arriva, comunque, ad essere una cifra ragguardevole.
Prima di attuare una strategia di questo tipo, consultati con un professionista che ti aiuterà a registrare il marchio, a costruire i contratti e a mettere in atto i giusti passaggi legali affinché questa manovra risulti 100% a norma di legge ed inattaccabile.
Se sei un imprenditore, stai pianificando il tuo futuro e desideri generare entrate passive, puoi rendere l’azienda vendibile e trattenere il marchio come persona fisica. Questo significa fare una scelta strategica e programmare l’indipendenza della tua azienda rispetto a te.
In definitiva, intestare il marchio come persona fisica può essere una scelta lungimirante per gli imprenditori che desiderano garantire una maggiore flessibilità e valore all’azienda, sia nel presente, che per il futuro processo di vendita.
Sonia Canal




