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La scuola in Inghilterra di Gianluca Polidori: un palcoscenico per fiorire

scuola in Inghilterra
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La scelta di una scuola in Inghilterra è diventata sempre più popolare tra gli imprenditori italiani che cercano un’istruzione di qualità a livello globale per i loro figli. 

Gianluca Polidori, con radici italiane ed una passione per l’educazione internazionale, ha assunto un ruolo centrale in questo cambiamento. Direttore del rinomato gruppo di scuole “Dukes Education“, Polidori ha reso l’istruzione londinese irresistibile non solo per gli studenti locali ma anche per un pubblico internazionale crescente. 

Quali sono le motivazioni dietro queste scelte? E in che modo una scuola in Inghilterra può superare le aspettative rispetto al tradizionale sistema educativo italiano? 

Unisciti a noi nell’esplorare questa realtà attraverso l’entusiasmante visione di Gianluca.

  • Molti dei nostri lettori sono imprenditori italiani. Quali vantaggi vedono nell’invio dei loro figli nella scuola in Inghilterra rispetto al sistema educativo italiano?

L’istruzione qui non è solo formazione, ma un’esperienza che modella l’intera personalità e prepara i giovani per il mondo reale. E quando parliamo di scuole superiori, beh, non c’è davvero partita! Il sistema educativo inglese è in cima alla lista mondiale. Per quanto riguarda l’università, l’America è un forte concorrente, ma per le scuole superiori, l’Inghilterra è insuperabile. Non è una sorpresa che molti studenti, anche da regioni lontane come l’Asia o il Sud America, scelgano di venire qui, pur avendo opzioni più vicine come l’Australia o gli Stati Uniti.

Le ragioni sono tante, in primis il fatto che in Inghilterra, vediamo i ragazzi veramente fiorire!

Poi c’è il numero di alunni, che in Italia è di circa 25 per classe, mentre qui abbiamo 6-7 studenti, un’aula in cui l’attenzione individuale è garantita. A volte, l’ambiente è così collaborativo che potresti persino avere difficoltà a distinguere l’insegnante dagli studenti! E non parliamo solo di lezioni tradizionali, abbiamo una gamma incredibilmente vasta di attività. Ci assicuriamo che gli studenti siano ben preparati per l’università, assistendoli nei test di ammissione e molto altro.

Per quel che riguarda le esperienze, mentre nel sistema educativo italiano una gita scolastica potrebbe tradursi in un breve viaggio di tre giorni in Spagna, nella visione di Dukes, si va ben oltre i confini europei. Gli studenti non si limitano a visitare luoghi, ma vivono esperienze profonde e trasformative: si trovano in India impegnati in progetti caritatevoli, vivono esperienze umanitarie sul campo, e possono anche trovarsi a camminare tra i corridoi della NASA o sedere in una conferenza alle Nazioni Unite. Con Dukes, ogni viaggio diventa un’opportunità unica di apprendimento e crescita personale.

Altra cosa fondamentale è che il curriculum inglese non si limita alle materie classiche, gli studenti hanno la libertà di esplorare e inserire materie spesso trascurate altrove. E non dimentichiamo l’importanza delle attività extracurriculari, delle soft skills e della formazione alla leadership. 

La scuola in Inghilterra non è un ‘taglia unica’; è come un abito sartoriale, fatto su misura per ogni studente.

  • Molti imprenditori italiani potrebbero essere preoccupati per il salto culturale che i loro figli dovranno fare. Come “Dukes Education” supporta gli studenti in questo passaggio?

Innanzitutto, offriamo la possibilità ai ragazzi di avvicinarsi gradualmente all’ambiente educativo britannico attraverso i nostri corsi estivi. Con le summer schools siamo, tra le altre, anche a Eton College (famosissima, la scuola dei Reali e di 24 Primi Ministri, e dell’Università di Oxford e Cambridge). Questi non sono semplici corsi, ma esperienze pratiche che permettono agli studenti di immergersi nella realtà londinese, capendo se essa risponde ai loro desideri e aspirazioni.

Il sistema scolastico in Italia dal quarto anno, inoltre, permette agli studenti di decidere di vivere da 1 a 3 “term” (trimestri) nel Regno Unito come esperienza all’estero, quindi questa è un’altra opzione gettonata. E il bello? Al loro ritorno non sono tenuti a sostenere esami aggiuntivi per completare il liceo. Anche se devo dire che molti di questi studenti, una volta assaporata l’esperienza britannica, scelgono di proseguire e concludere i loro studi a Londra.

E mentre i genitori potrebbero temere un periodo di adattamento difficile per i loro figli, la realtà è sorprendentemente diversa. I ragazzi, immersi in un ambiente così stimolante, spesso si adattano con una rapidità sorprendente, senza sentire la nostalgia di casa. 

Questo è anche grazie al nostro approccio “pastoral care”, un’attenzione particolare allo sviluppo globale della persona. Gli studenti non sono solo incoraggiati a studiare, ma anche a esplorare i loro talenti, che in altre situazioni potrebbero rimanere nascosti. Che si tratti di musica, sport o altre passioni, alla Dukes c’è l’opportunità di far risplendere ogni talento.

E la nostra attenzione non si limita alle sole materie tradizionali. Per darvi un’idea, Brooklyn Beckham ha seguito corsi di business e fotografia con noi, materie trattate con lo stesso rigore e dignità delle discipline classiche. Inoltre, l’approccio innovativo alla formazione consente agli studenti di creare un CV davvero unico e al passo con i tempi.

Concludo sottolineando che la filosofia di Dukes è radicalmente diversa da quella che si potrebbe trovare in altri contesti educativi. Mentre in alcuni luoghi l’attenzione può essere semplicemente quella di “arrivare a fine ora”, qui l’obiettivo è la crescita e il miglioramento continuo. Eseguire test ogni settimana non ha lo scopo di punire, ma piuttosto di identificare aree di miglioramento e fornire un sostegno mirato anche con lezioni aggiuntive individuali.

  • Perché, secondo te, è così importante l’istruzione globale per la prossima generazione?

In questi ambienti i ragazzi intrecciano relazioni con quelli che saranno, probabilmente insieme a loro, i futuri leader del mondo. Gli studenti che interagiscono quotidianamente con questa ricca diversità sviluppano una visione globale, imparando a pensare in modo critico e a collaborare su scala globale. Questi sono gli studenti che, in futuro, guideranno le grandi aziende, influenzeranno le politiche e contribuiranno a plasmare il nostro mondo.

Inoltre, l’evoluzione dell’istruzione va di pari passo con l’evoluzione del mondo. Prendete, ad esempio, Cambridge, dove all’interno delle scuole c’è una sorta di “Silicon Valley”. Gli studenti non solo imparano, ma sono immersi in un ambiente all’avanguardia, esposti alle ultime innovazioni e alle menti più brillanti del settore.

E parlando di eccellenza, permettetemi di citarne una parte di Dukes. La Cardiff Sixth Form College è la high school numero 1 al mondo da 13 anni di fila per risultati A-Levels, qui il 99% degli studenti prende il massimo dei voti e hanno percentuali di ammissione nelle migliori università senza pari al mondo. Questo dimostra che un ambiente stimolante e globalizzato non solo espande le menti degli studenti, ma li porta anche all’eccellenza accademica.

Scegliere la giusta formazione per i propri figli è un compito che va ben oltre la semplice acquisizione di conoscenze. Significa prepararli a diventare cittadini del mondo, capaci di costruire relazioni, di apprezzare la diversità e di crescere attraverso la complessità delle culture globali. 

Gli studenti alla scuola in Inghilterra Dukes Education hanno l’opportunità di vivere tutto ciò ogni giorno. E come Gianluca Polidori ha sapientemente rivelato, si tratta sia di un percorso accademico, che di un viaggio di scoperta personale e crescita che li stimola particolarmente. 


L’istruzione globale non è solo un concetto moderno o una parola di moda. È la chiave per preparare la prossima generazione, garantendo che siano pronti a far parte di questo mondo e a guidarlo.

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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