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La responsabilità sociale delle imprese nella lotta alla fuga dei talenti dall’Italia: la campagna di rientro in Patria dell’azienda campana PLC-City

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Costruire qualcosa di più grande con il proprio business: creare aziende sane ed etiche affinché nessun ragazzo sia costretto a lasciare la propria terra per realizzarsi professionalmente.

Parlando di mete che fanno la differenza per le aziende, per il futuro e per il nostro Paese, non possiamo non parlare dell’importanza della responsabilità sociale delle imprese verso i giovani.

Oltre alla sostenibilità ambientale, raccontata nel precedente articolo con la storia del dott. Massaiu, la missione sociale di sempre più imprese si estende anche alla responsabilità verso il futuro della comunità e dei giovani dei propri territori. Questo perché, il nostro Paese, e in particolare il Sud Italia, vive da anni un “impoverimento sociale” causato dall”espatrio dei migliori giovani talenti dalle nostre regioni, che abbandonano le loro amate città alla ricerca di un futuro professionale migliore.

«Lavorare all’estero, per i nostri giovani, è una grande opportunità di crescita umana e professionale e deve essere una scelta libera, non un obbligo di fatto. Se – dopo un percorso formativo in Italia – si è costretti a lasciare il territorio nazionale per mancanza di occupazione o di soddisfacenti prospettive e, soprattutto, una volta acquisite preziose conoscenze ed esperienze, non si riesce più a tornare, si è di fronte a una patologia, alla quale bisogna porre rimedio. Quando non si riesce a riportare nel nostro Paese professionalità, esperienze, risorse umane, è l’intera comunità che viene impoverita».

Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica

La cosiddetta “fuga dei cervelli” rappresenta una sfida significativa per l’Italia, ma anche un’opportunità per riflettere sulle cause profonde di questo fenomeno e per adottare misure concrete volte a contrastarne gli effetti negativi.

Per contrastare la fuga dei cervelli in Italia, è fondamentale adottare politiche e misure efficaci che favoriscano la creazione di opportunità di lavoro stimolanti, la promozione della ricerca e dell’innovazione, e per infine, il sostegno ai giovani talenti nel perseguire le proprie ambizioni professionali nel Paese. Investire in formazione, in infrastrutture tecnologiche e in programmi di sviluppo professionale può contribuire a creare un ambiente favorevole alla crescita e al successo dei talenti italiani, incoraggiandoli a rimanere nel proprio paese e a contribuire attivamente alla sua rinascita e al suo progresso.

Le aziende e gli imprenditori di ogni regione, giocano un ruolo fondamentale e cruciale per bloccare questo fenomeno. La responsabilità sociale delle imprese nella lotta alla fuga dei talenti dall’Italia è la meta che davvero può fare la differenza per il futuro del nostro Paese.

Lo raccontano anche i Fratelli Giordano, soci dei Partner di consulenza aziendale Osm Partner Napoli, Caserta e Roma Nord Ovest (leggi l’articolo Fratelli Giordano: gli imprenditori che hanno fatto del futuro dei giovani la meta della loro vita) che hanno fatto di questo scopo la loro meta aziendale sul territorio.

Ed è proprio dalla Campania che arriva la grande notizia di un’azienda che si è contraddistinta come esempio di eccellenza non solo nel suo settore, ma anche in termini di impegno sociale per il territorio: PLC-City In pochi anni, infatti, l’azienda, guidata da due giovani imprenditori, i fratelli Andrea e Maria De Lillo, è riuscita ad assumere e far ritornare in Italia, più precisamente nel piccolo comune di Monte di Procida, situato nell’incantevole penisola del quartiere Campi Flegrei di Napoli, la bellezza di 19 ragazzi che erano emigrati in diversi paesi d’Europa.

Andrea e Maria, hanno dimostrato una straordinaria visione imprenditoriale, attirando con il loro impegno sociale l’attenzione anche dei media nazionali. Lo scorso gennaio, infatti, sono stati protagonisti di un servizio del TG5 in cui hanno raccontato dell’azienda e della loro visione:

Siamo onorati di aver ricevuto l’attenzione nazionale. Il nostro obiettivo è mettere in luce il nostro progetto di crescita improntato all’ecosostenibilità, rientro dei cervelli e alla continua formazione al fine di affermarci come migliore broker internazionale riguardo l’automazione industriale.

Ho incontrato personalmente Andrea De Lillo e gli ho chiesto di raccontarci di più a proposito.

Di cosa si occupa la vostra azienda? Dove vi trovate?

PLC-City è nata nel 2005 da DIELLE Industrial Automation (azienda fondata da nostro padre nel 1980 e leader nell’integrazione di Sistemi di Automazione per Applicazioni Industriali) con il desiderio di creare un negozio online di prodotti di automazione industriale per clienti in tutto il mondo. Fin dagli inizi, la nostra azienda è stata presente in molti settori industriali grazie alle competenze di tecnici specializzati e alla qualità dei servizi forniti. Oggi, il nostro mercato è internazionale e il nostro punto di forza è un team specializzato multilingue di rappresentanti di vendita e post-vendita disponibili ad assistere i clienti 12 ore al giorno. La nostra missione è risolvere qualsiasi compito impegnativo il più rapidamente possibile e ridurre al minimo i tempi di attesa dei nostri clienti. Potremmo essere un minuscolo pezzo dell’immenso puzzle che è il mondo in cui viviamo, ma con il nostro lavoro riusciamo ad unire partner e clienti con un unico obiettivo. Possiamo e vogliamo fare la differenza! Tutto grazie al grande team che stiamo costruendo!

Come attrarre giovani talenti nella propria azienda? Qual è l’ambiente che un imprenditore deve creare?

Dobbiamo prendere consapevolezza che è fondamentale fare Branding, inteso non verso i clienti, ma verso i candidati, solo così possiamo attrarre le persone migliori. Creare un ambiente bello, allegro in cui le persone stanno bene. Tutto questo deve vedersi anche fuori. Quando crei tutto questo e le persone che lavorano per te stanno bene e si sentono realizzate e diventano loro stessi il tuo biglietto da visita e le calamite che attraggono altre belle persone!
L’età media nell’azienda è 30 anni, sono tutti giovani e ricchi di energia.

Nel fare Branding, è molto importante raccontare chi siamo e tutto quello che offriamo nella nostra azienda, la nostra mission, i nostri valori, il clima aziendale che le persone respirano. Solo raccontando e curando veramente tutti questi aspetti attrarremo il tipo di persona che vogliamo nella nostre aziende, da qualunque parte del mondo!

Quanti ragazzi sono rientrati? Ci racconti un po’ di loro, perché erano andati via?

Ad oggi sono 19 ragazzi. Sono tornati da USA, UK, SPAGNA, GERMANIA, BELGIO. Alcuni erano via dall’Italia anche da 8-10 anni.

Molto spesso, i ragazzi decidono di andare all’estero per fare un’esperienza e partono già con il desiderio di tornare, ma sono scoraggiati nel vedere che non è facile trovare un’azienda capace di farli sentire realizzati. Non riescono a trovare un lavoro che permetta loro innanzitutto di essere pagati abbastanza bene per realizzare i loro progetti di vita e poi pagati adeguatamente per le loro competenze e… ambire ad una crescita professionale! La maggior parte dei cervelli in fuga sono ragazzi che hanno voglia di fare e di crescere.

Cosa prova un ragazzo lontano dalla sua terra?

Il minimo comune denominatore che emergeva in tutte le interviste durante i colloqui era un forte sentimento di malinconia e nostalgia della propria famiglia, degli amici e della propria terra. La cosa che ci ha fatto emozionare in tutti i ragazzi che sono tornati è vedere il desiderio di riscatto: hanno il desiderio di portare nella propria terra le competenze che hanno appreso all’estero per far crescere le aziende qui e dimostrare che si può fare.

MBS Campania, riconoscimento ad Andrea e Maria dei Fratelli Giordano di Osm Caserta

Come si è svolta la campagna di reclutamento?

Tramite i portali tradizionali di job opportunity, poi ri-postando l’annuncio in un post sulle nostre pagine social e le pagine Facebook relative a tutte le municipalità limitrofe. Questa strategia, messa in campo già anni fa, ha una sua motivazione: lavorare a pochi chilometri da casa faccia stare meglio le persone. Non dover fare ogni giorno decine e decine di kilometri in auto nel traffico o nei trasporti pubblici aumenta di molto la qualità di vita e l’equilibrio vita-lavoro di un collaboratore. Così abbiamo pensato di far sapere a tutte le persone del luogo che la nostra azienda era in espansione e che c’erano opportunità professionali suscitando così non loro l’interesse dei giovani del posto, ma anche quello di tutti i ragazzi che erano andati via. Nell’annuncio avevamo specificato la richiesta di competenze linguistiche elevate e si è creato un passaparola naturale tra conoscenti, amici, parenti e ragazzi provenienti da tutti i paesi di Europa ma originari della zona flegrea hanno iniziato a candidarsi.

Quali sono gli incentivi dedicati ai ragazzi per rientrare?

La normativa sul Rientro dei cervelli incentiva sia i lavoratori sia le aziende – anche con importanti agevolazioni fiscali – il trasferimento in Italia di persone altamente qualificate e specializzate per favorire lo sviluppo tecnologico, scientifico e culturale del paese.

I ragazzi hanno un forte desiderio di tornare e conti alla mano, facendo le loro considerazioni su guadagno – costo della vita – qualità della vita, sono disposti anche a rinunciare ai loro stipendi più “alti” per ritornare nel loro Paese.
Noi imprenditori dobbiamo fare la nostra parte e non basare tutto sugli incentivi statali: tu dai loro quello che meritano e loro torneranno. In fondo non cercano altro che guadagnare quello che meritano e avere un lavoro che permetta loro di avere una progettualità.

Mi sono fermata a fare due chiacchiere anche con due delle ragazze rientrate.

Mi sono trasferita a Madrid a 22 anni, avevo un lavoro che mi piaceva, ma non ero felice. Mi mancava la mia famiglia, la mia terra, il mare. Così, dopo alcuni anni, decisi di tornata qui in Italia per “darmi” un’altra opportunità. Sono venuta a conoscenza dell’annuncio per caso e sono entrata in azienda nella sua grande fase di crescita. Nel corso degli anni si è creato un vero e proprio passaparola, siamo noi collaboratori in primis ad avere il piacere di coinvolgere altre persone di valore in azienda.
Oggi sono felice di andare a lavoro.  Andrea e Maria sono due persone speciali, credono e investono nelle loro risorse.

Maria Toziano – Resp. vendite mondo

Sono andata via a 25 anni e sono rientrata a 28, vivevo a Valencia. Quando vivevo li immaginavo la mia vita qui e ogni volta che tornavo qui per le vacanze il viaggio di ritorno era sempre più pesante. Volevo ritornare. Così mentre stavo ponderando la decisione di ritornare e provare a cercare di nuovo lavoro qui, mio fratello mi disse: “sai che c’è un’azienda qui che cerca persone che parlano spagnolo?” Inviai di corsa il Cv e… sono tornata! Sono già trascorsi due anni. Dovendo dare un consiglio ad altri ragazzi che stanno vivendo quello che abbiamo vissuto noi, mi sentirei di dirgli: devi credere in te stesso e avere fiducia, dare un’opportunità a te stesso e alla tua terra. Se tu porti la tua energia e il tuo entusiasmo qualcuno riconoscerà il tuo valore e sarà disposto a darti ciò che meriti, a noi è successo!”

Sara De Bonis – Resp. vendite Spagna e Latino America
Queste sono due foto di Maria (sinistra) e Sara (destra) ritornate nella loro terra.

Quali i vantaggi per le aziende nello sposare una meta così importante?

Queste persone stanno facendo la differenza e hanno un sentimento di riconoscenza molto forte. Hanno know how, voglia di riscatto e voglia di crescere. L’introduzione di risorse che sono state all’estero porta un plus nelle aziende e gli imprenditori devono essere aperti ad accogliere quello che di buono e innovativo possono portare i ragazzi.

Creare adeguate condizioni di realizzazione professionale nelle aziende significa non solo FAR RIENTRARE I TALENTI, MA TRATTENERLI IN PATRIA, quindi risolvere il problema all’origine. Il meglio dei nostri territori e del nostro Paese che può fare la differenza nelle nostre aziende non deve andare più via. Non possiamo demandare solo allo Stato la questione, noi imprenditori dobbiamo fare la nostra parte!

Chi sono i giovani che vanno via? E perché lo fanno?
Per approfondire il tema, ho linkato qui un articolo:

Leggi l’articolo

Conclusioni

Il ritorno dei talenti in patria rappresenta un’opportunità unica per le aziende di valorizzare le competenze e le esperienze acquisite all’estero di questi ragazzi e di contribuire allo sviluppo economico e sociale del nostro paese. Come dimostra la testimonianza di Andrea e Maria, attraverso strategie di reclutamento innovative, incentivi, programmi di formazione e crescita professionale, le aziende possono diventare attraenti e favorire non solo il rientro dei talenti, ma trattenerli.

La responsabilità sociale delle imprese in questa meta è un contributo unico per creare valore condiviso e un impatto positivo duraturo sulla società e sul nostro paese.

I complimenti più sentiti ai Fratelli De Lillo da parte mia e della Redazione.

Sito web

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Aline Improta

La scrittura è fin da piccola il mio grande amore. Giornalista pubblicista dal 2010, negli ultimi dieci anni, ho riversato la mia passione in un altro settore: il marketing. Dopo anni a scrivere per le aziende, ritorno all'anima che c'è dietro ognuna di loro: gli imprenditori e tutte le persone che vivono in quell'ecosistema. Vi starete chiedendo come... Sono Editor e Ghostwriter per Engage Editore. la prima casa editrice italiana che pubblica libri dedicati agli imprenditori scritti da imprenditori. Amo le persone e credo che in ognuna di esse ci sia una luce da tirare fuori e una bellissima storia da raccontare.

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