Sorridi donna, sorridi sempre alla vita,anche se lei non ti sorride.
Sorridi agli amori finiti, sorridi ai tuoi dolori, sorridi comunque.
Il tuo sorriso sarà luce per il tuo cammino, faro per naviganti sperduti.
Il tuo sorriso sarà un bacio di mamma, un battito d’ali, un raggio di sole per tutti.
Alda Merini
Troppo spesso il potere del sorriso viene banalizzato, screditato o semplificato. Eppure è l’arma più potente che abbiamo per far fronte alla vita, per crescere, superare gli ostacoli più difficili, aiutare noi stessi e gli altri a stare meglio.
Sorridere è sinonimo di superficialità?
Una donna che sorride talvolta, soprattutto nel contesto professionale, è percepita come “leggera”, poco seria, superficiale e frivola. Una persona che non dà il giusto peso alle cose importanti della vita, quelle sfidanti, così complesse e intricate che generalmente il sorriso lo tolgono, per lasciare spazio alla preoccupazione e al pensiero.
Nell’immaginario collettivo una persona sorridente è una persona libera da incombenze, che si accontenta di poco, che vive una vita frugale e che ride anche quando apparentemente non avrebbe alcun motivo. Come se sorriso, ricchezza, ambizione e successo non potessero andare di passo. Ma questa è una solo una semplificazione, un modo caricaturale di intendere la vera potenza di un’abilità che tutti noi esseri umani possediamo.
Ne ho parlato con Michaela Varone, CEO di Labor Consulting (società di consulenza del lavoro che offre dal 2005 servizi di consulenza alle aziende), Responsabile della linea Labor di di Partner d’Impresa nonché moglie e mamma di un bellissimo bambino.
Una dote innata?
Michaela ha fatto del suo sorriso la sua bandiera. Un vero e proprio stile di vita, un principio guida che da anni le permette di vivere la vita che vuole: una vita fatta sì di innumerevoli sfide, ma piena di orgoglio, amore e bellezza.
“Per me sorridere non è sempre stato facile, anzi. In passato ho dovuto fare i conti con una profonda insicurezza. Un senso di inferiorità e inadeguatezza che mi ha portato a sentirmi persa, confusa e decisamente poco incline alla risata. Riuscivo a sfoggiare il mio miglior sorriso, soltanto con le persone che mi conoscevano bene, quelle che mi amavano al di là di ogni giudizio. Mio marito, la mia famiglia.
Avevo paura che le altre persone potessero percepirmi sbagliata, diversa, incapace. Soffrivo solo all’idea che qualcuno potesse pensare di me che non fossi abbastanza in gamba. Io però da sempre sono stata una ragazza piena di inventiva, curiosa e ambiziosa. Sapevo che sarei riuscita a costruire qualcosa di importante, che ce l’avrei fatta, ma tenevo questa consapevolezza nascosta nel più profondo del mio cuore. In pochi coglievano la mia vera natura.”
Che cosa ti fa stare bene la mattina?
“Non sarò mai abbastanza grata nei confronti di mia madre e di mio marito che con costanza mi hanno aiutata a far emergere la vera me. Loro più di tutti mi hanno spronata a non avere paura, ad essere me stessa e a inseguire ogni mio sogno. Pian piano mi sono messa in discussione, ho lavorato anni per riprendere in mano la mia sicurezza e far valere la mia identità.
Ed è così che a un certo punto ho completamente ribaltato la mia prospettiva.
Prima facevo le cose per imposizione. Non facevo cose che potessero dare fastidio agli altri, non facevo cose che avrebbero potuto essere giudicate, fraintese o accolte male da qualcuno. Mi trattenevo nel fare e nel dire, per l’ansia e la paura che la mia “leggerezza” potesse turbare gli animi di chi mi stava intorno.
Poi ho messo il focus su di me. Mi sono chiesta con grande onestà:
che cosa ti fa stare bene la mattina?
che cosa vorresti fare o dire tu, al di là degli altri?”
“Non siamo mica la Nutella!”
“Al che ho smesso di essere ciò che volevano gli altri e ho iniziato ad essere me stessa. Questo ha comportato allontanarmi da molte persone, ha comportato critiche e giudizi nei miei confronti. Ma a quel punto, non me ne importava più niente. Io ero io. Ed ero felice!
Ho deciso di non violentarmi più per il “bene del prossimo” e ho capito che il “prossimo” che volevo avere vicino era qualcuno che provava felicità e ammirazione se la prima ad essere felice ero io.
Accettare di non piacere a tutti per come si è sicuramente non è facile, non lo è stato nemmeno per me. Ma oggi quello che ripeto spesso a me stessa e ai miei collaboratori è: Non si può piacere a tutti! Mica siamo la nutella!
Una bella scrollata di spalle a volte vale più di ogni altra cosa. Si tratta di non perdere mai quel sano egoismo in cui riusciamo a scegliere seguendo i principi e i valori che davvero ci appartengono. Smettendola di adottare un modo di fare che non ci appartiene o che ci soffoca solamente per andare bene a qualcun altro. A livello morale, personale e professionale questo non ha prezzo.”
La felicità non è una condizione, è un atteggiamento
“Quando mi guardo allo specchio e mi vedo sorridente, mi sento bella. Quando mi osservo corrucciata e seriosa non mi piaccio più. Allora la mia è una scelta, quella di indossare il mio miglior sorriso, di vedermi bella e di donare questa bellezza agli altri. Cerco infatti di influenzare le persone con il mio sorriso, per dimostrare loro che non c’è alcun problema che non si possa risolvere.
Del resto i problemi esistono apposta! E io ho capito che le volte che ho passato del tempo a piangermi addosso, quei problemi sono rimasti lì. Anzi, sono diventati sempre più grandi. La verità è che anche se in quel momento vorresti piangere, fare un grande respiro e sfoggiare il tuo miglior sorriso ti aiuta a percepire che la soluzione c’è. Ti aiuta a collocare il problema nei confini giusti, a ridurlo per quello che è, senza che possa sovrastare la tua mente e il tuo umore per tutta la giornata.
Quando torno a casa da lavoro c’è mio figlio che mi aspetta. Appena metto piede in casa, qualunque cosa sia successa al lavoro, so che mio figlio si merita di vedere sua madre nella sua miglior forma possibile, con il suo bel sorriso stampato sul volto. Con quel sorriso addosso io, appena lo abbraccio, raggiungo un livello di pienezza e di amore che mi permette di godere del tempo insieme senza sprecarne un secondo. Insieme in un attimo ci ritroviamo a ballare e a cantare, una cosa che, senza il sorriso, non riuscirei di certo a fare.
I problemi sono fatti per essere risolte donare tristezza non aiuta perché la negatività di acceca. La positività ci apre alle soluzioni e alla bellezza!”



