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La paura della guerra, la certezza dell’oscurantismo

La paura della guerra, la certezza dell’oscurantismo
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La paura della guerra, la certezza dell’oscurantismo. È ironico che scriva queste righe all’alba del 7 maggio 2024, 79° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale. Basta infatti guardarsi intorno per capire come in Europa (e non solo) stia emergendo lo stesso scenario degli anni Venti del secolo scorso, l’antipasto di un conflitto costato poi quasi 70 milioni di morti. Fra oscurantismo, tentativo di minare i diritti fondamentali e corsa agli armamenti manca infatti solo che una qualsiasi “dichiarazione di guerra venga consegnata a un qualche ambasciatore” (semi cit.).

La paura della guerra, la certezza dell’oscurantismo

Il Financial Times ha messo nel mirino il governo di Giorgia Meloni. Amy Kazmin evidenzia le volontà di «stravolgere la Costituzione, ostacolare il diritto all’aborto, negare l’accoglienza ai migranti e controllare la Tv pubblica». Davvero non vi ricorda niente? La “mamma padrona” di Fratelli d’Italia ha dichiarato: «Vogliamo approfittare della stabilità di questo governo per fare una riforma che permetta agli italiani di scegliere direttamente chi li governa e chi li deve governare per cinque anni per realizzare il suo programma». Neanche Mario Monicelli, durante la sceneggiatura di “Amici Miei”, avrebbe pensato a tanto in tema di supercazzole. Perché, in realtà, come scrive anche il Financial Times, l’obiettivo di Meloni è «limitare la capacità del Presidente della Repubblica di proteggere le istituzioni dalle spinte populiste o di ripristinare la stabilità e la fiducia dei mercati, cosa che è successa varie volte in momenti di crisi. Con le nuove regole […] non avrebbe più il potere di nominare una figura autorevole alla guida del governo nelle fasi di crisi». Meloni mira a far saltare una delle fondamenta della Costituzione scritta dopo il regime fascista, gli articoli 87 e 88.

Dio, Patria…

Negli anni Venti era molto comune lo slogan: “Dio, Patria e famiglia”. Se il primo ha decisamente meno fan rispetto a 100 anni fa, quindi non è il cavallo giusto su cui puntare, la Patria è rimasta ancora una mito per i Fratelli. Come durante il fascismo, però, è una Patria che dice di voler far la voce grossa ma quando varca i confini si riscopre afona. Un esempio? Il conflitto Russia-Ucraina. Mentre Putin aspetta, da un mese all’altro, la “resa incondizionata di Kiev”, Meloni ubbidisce all’Unione Europea e dichiara: «Chiedere di trattare lasciando alla Russia i territori che ha occupato significa chiedere la resa e chi dice che le armi inviate sono state inutili dimentica che Putin pensava a una guerra lampo invece combatte da due anni e l’idea di occupare Kiev è ormai fuori dai radar». Peccato che siano passati due anni dall’inizio della guerra, che la “balla” dell’operazione lampo sia stata smontata più e più volte… Quanto sia difficile oggi la situazione dell’Ucraina è sotto gli occhi di tutti. Il capo dell’esercito ucraino ha ammesso: «La situazione al fronte è peggiorata, Putin attacca con successo». Insomma: manca solo che il prossimo inverno Meloni invii qualche soldato con le scarpe di tela a marciare fra Bucha e Kiev e “i corsi e ricorsi storici” dell’obbedienza all’alleato più forte ci sono tutti.

…Tv e famiglia

Come 100 anni fa il governo non vuole sentire ciò che ritiene sgradito. Il caso del monologo di Antonio Scurati è solo la punta dell’iceberg. I giornalisti Rai sono in agitazione costante. Hanno indetto uno sciopero, i Tg sono andati in onda lo stesso perché, come riporta La Repubblica, il direttore del TG1 Chiocci e quello del TG2, Preziosi, hanno organizzato i turni dei fedelissimi: «Annullati i riposi». Inciso: entrambi sono stati “nominati” da FDI. Nelle scorse ore la giornalista Enrica Agostini ha denunciato le pressioni del governo sull’informazione: «Non avevo mai subito delle censure del genere». E ha citato i casi del treno di Lollobrigida, delle parole dell’ex compagno di Meloni, notizie prima passate al vaglio e poi “nascoste” in fondo ai telegiornali. E per la famiglia? El Pais è lapidario: «Mentre la Francia ha inserito il diritto all’aborto nella sua Costituzione […], la presidente del consiglio italiana, Giorgia Meloni, leader del partito di estrema destra Fratelli d’Italia, ha approvato questa settimana misure che includono la possibilità, per le associazioni antiabortiste, di esser presenti nei consultori dove le donne si vanno a informare o a cui si rivolgono per un’interruzione di gravidanza».

Il resto del mondo?

Se Atene piange, Sparta non ride. La censura in Europa arriva fino all’Eurovision. Durante la manifestazione musicale saranno vietate le bandiere della Palestina. Presenti invece quelle di Israele perché questo Stato sarà, come avviene da tempo, rappresentato da un cantante. Molti si chiedono: è equa questa decisione? E anche: perché Israele fa parte dell’Eurovision? Sempre nell’oscurantismo sulla guerra in Palestina, c’è stato poi il blitz nelle università americane, gli scontri in quelle italiane e… Vi sarete mica dimenticati di Vladimir Putin? Lo Zar aspetta la resa dell’Ucraina e intanto incassa il (non tanto) velato appoggio del Gigante. Sì, perché nelle scorse ore la Cina si è pubblicamente opposta «all’utilizzo della crisi in Ucraina per colpire un Paese terzo, spingendo per una nuova Guerra Fredda». Lo ha detto il presidente Xi Jinping nell’incontro con la stampa all’Eliseo con l’omologo francese Emmanuel Macron. «La Cina, come detto più volte, non ha creato la crisi ucraina, né ne è coinvolta; sostiene i colloqui di pace tra Russia e Ucraina sulla conclusione del conflitto; è favorevole alla convocazione della conferenza internazionale di pace sulla crisi al momento adeguato». La soluzione, secondo Xi, va trovata «nell’ambito di una cornice sulla sicurezza europea affidabile che duri sul lungo termine». Tradotto: Xi ha detto che non è ancora il momento per la pace… Vuole aspettare l’esito delle elezioni europee. Queste ultime saranno caratterizzate – scommettiamo 10 euro? – dai partiti della destra europea.

Il bersaglio

Sono gli stessi partiti che, prima, volevano uscire dall’UE e, ora, ne vogliono assumere il controllo grazie allo slogan: «Il giorno delle elezioni dovrete rispondere a una sola domanda: volete un’Europa islamizzata o un’Europa europea?». Insomma: con il “diverso”, lo “straniero”, quel “qualcuno su cui addossare tutte le colpe” abbiamo concluso il quadro. Vi sembra o no che stiamo rivivendo gli anni Venti del Novecento? Spoiler: quella volta non finì bene. Ulteriore spoiler: 79° anni fa c’erano solo due bombe atomiche disponibili, oggi…

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Matteo Gardelli

Compagno di Annalisa, tifoso dell'Inter e dei Boston Celtics. A tempo perso giornalista professionista e scrittore.

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