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La nuova generazione dei colloqui: intervista a Federica Meletti

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Vi ricordate di Federica Meletti? Tempo fa ci ha raccontato perché non dovresti mai giudicare una candidata dal suo cv (leggi qui l’articolo!).

Per chi se lo fosse perso, Federica svolge il ruolo di Direttrice Commerciale nazionale presso Guru Jobs, azienda specializzata nella consulenza, ricerca e gestione delle risorse umane che opera attraverso strumenti informatici all’avanguardia. 

Federica è una vera fonte di energia: è sorridente, divertente e con lei non puoi non sentirti a tuo agio! Dopo un paio di minuti che parlavo con lei ho percepito immediatamente la sua forza, la sua tenacia e la straordinaria passione che nutre per ciò che fa.

Avendo Federica tanta esperienza nel settore della ricerca e selezione del personale, ho voluto approfondire con lei una tematica importante: la nuova generazione dei colloqui.

Federica, come sono cambiati i processi di selezione e i colloqui nel corso degli anni, specialmente con l’avvento di nuovi strumenti?

Prima il colloquio non era altro che un’indagine delle esperienze del candidato. Quindi tendenzialmente si scorreva il curriculum del candidato e lo si analizzava, mansione per mansione, insieme a lui. Dopodiché si cercava di capire se il ruolo professionale poteva corrispondere al candidato dando sempre tanta importanza alla parte dell’esperienza.

Poi, tra il 2018 e il 2020, si è verificato un grande cambiamento e le esigenze dei candidati sono mutate: ora non si concentrano più solo sul ruolo, ma fanno ricerche approfondite soprattutto sull’azienda stessa e sull’atmosfera che si respira al suo interno. 

Per questo, ad oggi, è molto importante sia la reputazione dell’azienda online, sia che i collaboratori siano dei veri e propri ambassador dell’azienda.

Ultimamente, infatti, noi collaboratori di Guru Jobs abbiamo notato che alcuni candidati ci chiedono tramite social informazioni dettagliate su come sia lavorare all’interno della nostra azienda. Questo dimostra che i candidati oggi cercano di verificare di persona se ciò che è stato detto loro durante il colloquio sia vero, cosa che in passato veniva considerata scontata. Per questo è importante che i collaboratori siano degli ambassador dell’azienda.

Un altro aspetto molto importante del colloquio è che esso deve essere condotto come una vendita, come se stessi vendendo al candidato la possibilità di lavorare nella tua azienda. In passato ciò non era necessario perché c’erano più candidati che offerte di lavoro disponibili, ma adesso è il contrario. Quindi, se prima era il candidato a doversi vendere all’azienda, ora è proprio l’azienda a doverlo fare nei confronti del candidato. Per questo è molto importante la reputazione online della tua attività. 

È così, infatti, che aziende che non hanno un sito web o che non si mostrano sui social vengono penalizzate rispetto ad altre attività, anche più piccole, che però sono molto trasparenti nella comunicazione. Una volta, per esempio, una delle nostre candidate, con cui volevamo organizzare un colloquio, ha deciso di sospendere una proposta da parte di un’altra azienda per incontrarci, solo perché ci aveva visto su TikTok. Questo è ciò a cui danno importanza e priorità i giovani.

D’altro canto, è importante che anche il candidato abbia una buona reputazione online. Prima del colloquio, infatti, è consigliabile cercare il candidato sui social e guardare i gruppi a cui partecipa, da cosa è attratto, che contenuti condivide…  

Insomma, avrai capito che i colloqui sono cambiati molto nel tempo, come è cambiato anche il mercato del lavoro in generale, un mercato davvero veloce e instabile. Questa instabilità, però, non dobbiamo subirla, ma conoscerla e gestirla creando sempre un piano B. 

Ma come creare un piano B? Semplice, costruendo un buon bacino di candidati da cui poter attingere! Perciò, anche se un colloquio non va al meglio, è importante mantenere sempre un buon rapporto col candidato, senza illuderlo, ma facendogli comunque capire che potranno esserci altre opportunità per lui in futuro. 

Ogni candidato deve uscire dal colloquio felice, soddisfatto, arricchito e convinto che la nostra azienda sia la migliore sul mercato. Dobbiamo far sì che parli bene di noi anche se non lo abbiamo scelto!

Quali sono le principali differenze che hai osservato nei colloqui con la Generazione Z rispetto alle generazioni precedenti?

Affrontare un colloquio con i giovani può risultare più complesso, perché spesso non hanno esperienze pregresse di colloqui. All’università, infatti, non viene insegnato come gestire un colloquio, il che porta spesso i giovani a sentirsi imbarazzati e rigidi durante l’incontro.

Un’altra caratteristica che contraddistingue i giovani dalle altre generazioni è il loro grande desiderio di formazione. Spesso, durante il processo di selezione, i datori di lavoro continuano a dare grande peso all’esperienza lavorativa, il che può far sentire i giovani esclusi poiché mancano di tale esperienza. Un’azienda che, invece, dimostra un genuino interesse nel fornire loro opportunità di formazione viene molto apprezzata.

Inoltre questa generazione cerca offerte di lavoro incentrate sulla crescita, un percorso che li guidi al raggiungimento di risultati specifici. Le domande che fanno durante il colloquio, infatti, riflettono questa loro necessità piuttosto che concentrarsi sullo stipendio. Al contrario, le generazioni precedenti tendono a focalizzarsi maggiormente sullo scambio tempo-denaro, poiché vogliono essere pagate anche per la loro esperienza. 

Un altro aspetto che caratterizza la generazione Z è la forte richiesta di smart working. I giovani, infatti, cercano libertà, flessibilità e disponibilità nel loro ambiente lavorativo. Per questo sono molto più propensi ad optare per la Partita IVA rispetto alle generazioni precedenti. 

In passato, accettare un lavoro come libero professionista era raro, poiché la priorità era garantirsi una pensione sicura. I giovani di oggi, invece,  non sono così preoccupati per la pensione, ma preferiscono piuttosto vivere pienamente il presente. Il modello degli anni ’90 era basato sul passare la vita a lavorare duramente per poi godersi la pensione. Al contrario, il paradigma attuale è orientato a godersi la vita e poi affrontare una pensione, sebbene non eccezionale, avendo però già costruito una base economica nel tempo. È una visione decisamente più lungimirante.

Infine, la generazione Z ha una mentalità più orientata ai risultati e all’equilibrio tra vita professionale e personale. Sebbene non siano contrari a lavorare sodo, non desiderano che il lavoro diventi un ostacolo alla loro vita. Per loro, è fondamentale godersi appieno la vita. Sono quindi particolarmente attenti alla presenza di opportunità di divertimento all’interno dell’azienda.

Quali consigli daresti a un imprenditore in fatto di colloqui ad un ragazzo della generazione Z?

La parte fondamentale del colloquio è rappresentata dal tuo mindset. È il mindset con cui affronti il colloquio che determina il risultato del colloquio stesso. 

Se stai vivendo una brutta giornata, se non ti senti bene, se sei negativo…quel giorno non fare colloqui! Condurre un colloquio significa trasmettere entusiasmo, significa vendere al candidato un sogno

Inoltre, non è sufficiente che si prepari al colloquio solo chi lo condurrà, ma tutta l’azienda deve essere pronta a questo incontro. Se so che un colloquio è in programma per un determinato giorno, è essenziale che io prepari anche il resto del team, chiedendo loro di accogliere calorosamente il candidato. È importante ricordare che il colloquio inizia ancor prima che le domande vengano poste: le prime impressioni sono fondamentali! Anche i più piccoli e banali dettagli possono fare la differenza.

Il candidato deve tornare a casa dal colloquio pensando: “Se lavorare in quell’azienda è bello anche solo la metà di quello che mi hanno raccontato, io ho fatto bingo!” Questo dev’essere il risultato del colloquio. 

Poi, è essenziale che chi conduce il colloquio comprenda qual è il sogno e qual è il “punto debole” del candidato che ha davanti. Non si può certamente affrontare i colloqui in modo standardizzato per tutti; ogni colloquio è un’esperienza sensoriale ed emotiva unica, a sé stante e diversa dalle altre.

Come dicevo prima, il colloquio va predisposto come se fosse una vendita e va venduto al candidato un modo per riscattarsi dalla sua situazione attuale e per realizzare il suo grande sogno. Per questo è fondamentale in primis il tuo mindset

Quindi, se ti stai preparando ad un colloquio con un candidato, cerca prima di capire dai social com’è la persona e quali sono i suoi interessi. Dopodiché accoglilo in azienda, ascoltalo e conoscilo. Infine fagli capire che nella tua azienda potrà raggiungere il suo più grande sogno e che tu lo aiuterai a farlo.

La buona riuscita del colloquio dipende esclusivamente da te. Ricordi? È il mindset con cui affronti il colloquio che determina il risultato del colloquio stesso! 

Ora però tocca a te! Una marea di giovani sta aspettando solo che tu ti metta in gioco con nuove selezioni e nuovi colloqui e Guru Jobs è qui per aiutarti.

Segui i consigli di Federica e inizia oggi stesso la tua scalata nel mondo delle selezioni!

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