Cosa succede quando il sogno di volare in mongolfiera si intreccia con l’amore per la natura e la responsabilità ambientale?
Mauro, Chiara e Marco di Giroimongolfiera hanno trovato una risposta con il loro progetto Impatto Zero e hanno trasformato il volo in mongolfiera in un’esperienza indimenticabile e al tempo stesso sostenibile.
Se siete curiosi di scoprire come un’impresa possa coniugare passione per il volo e tutela dell’ambiente, non potete perdervi questa storia. Mauro, Chiara e Marco condividono il loro percorso, i progetti futuri e l’impegno quotidiano per lasciare un’impronta positiva sul pianeta.
Come è nato il progetto “Impatto Zero” e cosa vi ha spinto a scegliere la piantumazione di alberi come soluzione per compensare le emissioni di CO2 prodotte dalle mongolfiere?
Il progetto ‘Impatto Zero’ è nato soprattutto dalla consapevolezza di avere la fortuna di svolgere un lavoro tra i più belli del mondo. Per cui, essendo riconoscenti per questo, ci siamo chiesti cosa potessimo fare per restituire al mondo un po’ della nostra buona sorte. La mongolfiera è un mezzo che è ben radicato nell’immaginario collettivo di tutti, e in tutti genera sentimenti positivi, di avventura, libertà, serenità, sogno.
Per ragioni tecniche deve bruciare propano per poter volare, questa combustione genera CO2, il che ovviamente al giorno d’oggi rappresenta un problema. Siamo consapevoli che la situazione planetaria non dipende dalla nostra attività, né da quella di tutte le mongolfiere del mondo; ad ogni modo, cercare di porre rimedio, nel nostro piccolo, ci sembra un atto doveroso.

Avete notato un cambiamento nell’interesse dei vostri clienti verso la sostenibilità grazie a questo progetto?
Non utilizziamo spesso la divulgazione del nostro progetto come mezzo pubblicitario, per cui è possibile che i nostri clienti a volte non siano a conoscenza delle nostre azioni in tal senso. Tuttavia, in ogni nostra comunicazione mail, ad esempio, riportiamo a fondo pagina un rimando ad Impatto Zero, per cui a volte ci vengono chieste informazioni in tal senso ed è sempre un piacere spiegare quali siano le nostre strategie.
E’ un tema che sta a cuore anche a quegli imprenditori che si avvicinano a noi, incuriositi dalla possibilità di brandizzare un involucro col loro logo. Dato che spesso hanno a cuore questi temi, si premurano di capire se la mongolfiera sia un mezzo inquinante, e quali siano i nostri piani per limitare l’impatto ambientale.
Collaborate con Tree Nation e Paulownia4Planet per la piantumazione degli alberi. Potete raccontarci come funziona concretamente questa collaborazione e quali sono gli obiettivi a lungo termine?
La duplice natura dell’intervento nasce da una leggera differenza di vedute interna, tra chi di noi voleva risposte più concrete, locali, di cui si può seguire lo sviluppo, e da altri più orientati alla piantumazione in tutto il mondo, specialmente in Paesi con meno risorse.
Treenation è più funzionale a quest’ultimo scopo, mentre Paulownia4Planet ci ha dato modo di sviluppare sinergie a livello locale, con persone interessate a questo tema, e soprattutto abbiamo potuto coinvolgere anche i nostri collaboratori, che ci hanno aiutati fattivamente nel piantare alcuni esemplari.
L’obiettivo principale a medio- lungo termine è di riuscire a compensare tutte quante le emissioni da noi prodotte – secondo i dati di consumo dei palloni e di assorbimento di Treenation dovremmo riuscirci in pochi anni, continuando a popolare le nostre foreste locali e non. Inoltre stiamo cercando anche altre strade, come l’installazione di pannelli solari, che potrebbero ridurre ulteriormente la nostra ‘impronta carbonica’ sul pianeta.
In che modo il vostro amore per la natura e per il volo si riflette nella vostra visione di un turismo più sostenibile?
Ci piace pensare, probabilmente in maniera un po’ naif, che già la natura stessa del nostro volo (contemplativa, rilassante, senza una vera meta da raggiungere se non quella di godere del momento) sia in contrapposizione ad un’idea di turismo mordi e fuggi, quindi poco empatico nei confronti del territorio ospitante.
Le statistiche dicono che, in media, i turisti si fermano nelle nostre terre per circa tre giorni; questo dato è indicativo, se questo valore fosse più elevato le persone avrebbero modo di conoscere meglio il territorio, in maniera meno superficiale, e avrebbero sicuramente più possibilità di organizzare un’escursione in mongolfiera.
Volare in pallone dà modo di osservare la bellezza della natura e sentirsi in comunione con essa; a volte, purtroppo, certe opere antropiche risultano evidentemente male integrate nell’insieme, anche se per fortuna però sono una parte veramente trascurabile rispetto al panorama generale. Speriamo comunque che anche la loro vista possa aiutare a creare maggiore consapevolezza nelle persone, ed aumentare la loro sensibilità su questi argomenti.
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