La guerra infinita – Vertice NATO e ascesa dei BRICS

Un recente vertice NATO a Ramstein, in Germania, ha sollevato importanti questioni sul futuro della guerra in Ucraina e sulle dinamiche geopolitiche globali. Dall’USA arrivano altri finanziamenti come conferma del fatto che la guerra deve continuare e non ci sono alternative.

Allo stesso tempo, l’espansione dei BRICS – raggruppamento di economie mondiali emergenti formato da Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica e l’aggiunta di altri paesi –  con l’ingresso dell’Indonesia segnala un cambiamento significativo nel panorama internazionale. Già in altri articoli abbiamo evidenziato come queste potenze fossero ben assestate e pronte a competere attivamente con l’occidente, sottolineando come la Russia non sia isolata come sembra e che, data la nuova formazione di blocchi politici ed economici, sia pronta a resistere a qualsiasi costo.

Il gruppo BRICS, del quale la Russia è parte attiva e prima promotrice, rappresenta oggi più del 50% della popolazione mondiale e circa il 40% del PIL globale. È evidente che la Russia NON È sola.

Nonostante questo rafforzamento del fronte orientale, l’occidente sembra non voler demordere e si ostina a perpetrare un conflitto che sembra senza speranza, nonostante la falsa narrazione mediatica che vede la Russia indebolita.

Il recente vertice NATO ha visto i ministri della Difesa discutere addirittura dell’aumento delle spese militari e del supporto all’Ucraina. Come deciso da Biden prima di salutare la Casa Bianca, gli Stati Uniti hanno annunciato ulteriori 500 milioni di dollari di aiuti a Kiev, destinati a supporto tecnico, F16, missili antiaerei e munizioni.

Con l’arrivo di Trump potremmo assistere ad un cambiamento della politica NATO, orientata comunque al rafforzamento della forza bellica. Il nuovo presidente potrebbe portare i paesi europei a doversi assumere maggiori responsabilità, magari versando qualche percentuale in più del PIL nelle casse NATO per finanziare armamenti e difesa. Questo punto potrebbe non essere uno svantaggio, dopotutto con il rafforzamento dei BRICS un’opportuna difesa militare potrebbe fare la differenza. Quanto stona sono piuttosto i soliti giri di denaro che finanziano le solite lobby americane.

Si è discusso a proposito della possibilità per l’Ucraina di produrre armi americane su licenza, con un potenziale tornaconto economico per le aziende statunitensi. L’Ucraina sta infatti espandendo la sua capacità di produrre droni, con una produzione potenziale di 2 milioni all’anno e non solo per la guerra: molti di questi droni potrebbero essere destinati alla vendita, evidenziando una logica di guerra come motore di profitto.

La logica della guerra infinita

Figure come il segretario generale della NATO Mark Rutte sostengono la necessità di prolungare la battaglia di Kiev per permettere all’Ucraina di prevalere, dimostrando un approccio che privilegia la prosecuzione del conflitto.

Appare allora evidente che la guerra va portata avanti non per la difesa dell’Ucraina né come contrasto alla Russia ma piuttosto come un mezzo per alimentare il complesso militare-industriale e finanziario. La guerra diventa un’opportunità per vendere armi, con l’Ucraina che potrebbe diventare un nuovo hub di produzione sotto licenza, simile a quanto avviene per la produzione di merci a basso costo nei paesi del Sud del mondo.

La situazione attuale mostra un quadro complesso e in evoluzione. Mentre l’Occidente è concentrato sul conflitto in Ucraina, i BRICS continuano a rafforzarsi, espandendosi con l’ingresso dell’Indonesia. I BRICS includono anche paesi partner come Bolivia, Cuba, Bielorussia, Kazakistan, Malesia, Thailandia, Uganda e Uzbekistan, rafforzando ulteriormente la loro influenza. Se non si instaura un dialogo costruttivo quanto prima con queste realtà rischiamo di perdere un treno importante per il futuro, sia per la tutela della pace che del benessere economico.

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Francesco Iavarone

Francesco Iavarone è un autore Pugliese che da anni lavora con le parole. Scrittore, Articolista e Copywriter. La passione per la ricerca e la scrittura nascono sui banchi di scuola per poi diventare una vocazione vera e propria. Dottore in fisica, ama studiare, indagare e scrivere di temi di nicchia, scrivendo con l’intento di far emergere la verità dai fatti presentati e investigati.

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