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La guerra dell’establishment contro le crypto: quale il loro futuro?

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È di queste ore la notizia che la Security and Exchange Commission, una sorta di Consob americana, ha fatto causa sia a Binance che a Coinbase accusandole di aver venduto delle securities (strumenti finanziari) senza autorizzazione https://www.nytimes.com/2023/06/06/business/sec-coinbase-lawsuit-cryptocurrency.html.

Si tratta di accuse molto gravi in quanto, se confermate in giudizio, oltre che portare a multe e penalità, di fatto impedirebbero lo scambio di cryptocurrencies come Matic, Ada, BNB, XRP, ecc.

La causa contro Binance è un po’ più grave in quanto sostiene che l’exchange più grande al mondo avrebbe mentito ai regolatori, oltre che aver mischiato i propri fondi con quelli dei clienti. Accuse gravi, intendiamoci, ma non al livello dei casini e delle frodi messe in campo dal defunto FTX.

Binance ha prontamente risposto a queste accuse affermando che il Governo Americano, e in particolare la SEC, non vogliono creare maggiore sicurezza per gli investitori ma semplicemente fermare la rivoluzione rappresentata dalle crypto (vedi notizia: https://www.prnewswire.com/news-releases/binance-statement-in-response-to-sec-complaint-301842628.htmlhttps://www.prnewswire.com/news-releases/binance-statement-in-response-to-sec-complaint-301842628.html).

Tra le altre cose CZ, il fondatore di Binance, ha anche rassicurato tutti gli utilizzatori dell’exchange sulla sicurezza dei fondi depositati sulla piattaforma e a me, che detengo alcune decine di migliaia di euro in crypto su Binance, è parso sincero.

A prescindere da chi abbia ragione in questo rimpallarsi di accuse, non si può evitare di notare come, di fatto, oggi esista una guerra tra il Governo americano e i principali exchange del mondo. Dopo che FTX è andato defunto i principali exchange rimangono Coinbase e Binance, tutti gli altri sono molto più piccoli e secondari.

Pochi mesi prima anche Bittrex, uno degli exchange più longevi, aveva deciso di lasciare il mercato americano a causa della difficoltà a far fronte ad una regolamentazione poco chiara e ai grandi rischi legali https://bittrex.com/discover/important-message-for-bittrex-u-s-customers.

Creando grandi difficoltà sia a Binance che a Coinbase (con il rischio di portarli anche a chiudere) quale sarà il futuro dell’industria delle Crypto?

Player più piccoli, come Swan Bitcoin, plaudono a questo cambiamento e affermano che il futuro dovrebbe essere l’eliminazione di tutti gli altcoin (tutte le crypto nate dopo il Bitcoin), incluso ethereum, e che solamente BTC dovrebbe rimanere come crypto, gestito con “self-custody” (in pratica su wallet slegati da ogni exchange e totalmente sotto il controllo dell’utente), una “soluzione” che, a chi scrive, parrebbe un deciso passo indietro.

Altri ancora sostengono che il futuro sarà quello dei cosidetti “exchange decentralizzati”, vale a dire degli exchange che, una volta costruiti, non sono controllati da nessuno se non da chi, all’occorrenza, contribuisce al miglioramento del software. Pancake.

Swap ne è un famoso esempio: esso è semplicemente un software che mette assieme la domanda con l’offerta. Una volta compreso il suo funzionamento su Pancake Swap, per esempio, è possibile acquistare gli OSM Coin, non da un’entità centrale, ma da altri utenti che vogliono venderli in cambio dei dollari di Binance (BUSD). Anche questa seconda “soluzione”, con una user experience davvero complicata, non pare certo un passo in avanti verso l’adozione globale di questi strumenti finanziari e di pagamento.

Recentemente anche l’Unione Europea si è espressa sulla questione con la direttiva MICA, di cui parla in questo articolo il mio collega Andrea Ranaldo https://imprenditore.info/la-politica-mette-le-mani-sulle-criptovalute/ . La MICA, in particolare, intende fare sì che non ci possano più essere dei wallet anonimi, il che creerebbe non pochi problemi anche al concetto di “exchange decentralizzati”.

Insomma: gli USA vogliono “far fuori” gli exchange centralizzati e diverse forme di trading di crypto valute.

L’Unione Europea ce l’ha con i wallet anonimi e gli exchange decentralizzati… a prescindere dalla correttezza e dalle buone intenzioni dei legislatori e regolatori. Ferme restando tutte le frodi e le truffe di cui questi strumenti – non regolamentati – sono stati oggetto nel passato (vedi, non ultima, quella di FTX o, per stare in Italia, quella ipotetica legata al fallimento dell’exchange The Rock Trading), a me tutti questi sembrano più dei tentativi di arrestare un fenomeno che potrebbe portare una grande rivoluzione benefica al mondo della finanza, piuttosto che il tentativo onesto di mettere delle regole chiare che, mantenendo l’innovazione, arrivino comunque a tutelare maggiormente i consumatori.

Se la SEC doveva proteggere i consumatori, dov’era quando FTX faceva le sue frodi? E se la UE doveva fare la stessa cosa perché non si è accorta che qualcosa non funzionava dentro a The Rock Trading che, tra le altre cose, aveva tutte le autorizzazioni e licenze del caso?

Stiamo assistendo ad una battaglia che molti avevano predetto: la battaglia finale tra i gestori del precedente ordine e gli innovatori. Vedremo chi ne uscirà vincitore.

Nel frattempo chi scrive tiene le posizioni che ha su BTC, Ethereum, BNB, Matic e Monero. Anche se recentemente si sono avuti parecchi alti e bassi, rimango convinto del potenziale di questi strumenti. Non solo: sono a mia volta un innovatore con il progetto OSM Coin e so quante siano le difficoltà e gli ostacoli che vanno superati per non incorrere nelle penalità dei regolatori.

Il fatto che io abbia mantenuto le posizioni non vuol dire che mi lascio portare dalla corrente: ho tolto la liquidità in euro che avevo su Coinbase, perché un po’ di precauzione non fa mai male, ma ho lasciato sull’exchange diverse posizioni crypto, stessa cosa l’ho fatta su Binance. Se possiedi delle posizioni in questi strumenti fai le tue ricerche e non farti sviare, in un modo o nell’altro, da quanto scritto in questo articolo.

Come abbiamo detto più volte questi sono strumenti altamente speculativi e il rischio è quello di vedere azzerato il proprio capitale.

Quella che si combatterà tra i regolatori/legislatori e gli innovatori sarà una battaglia epica: sono convinto molto del futuro della finanza sarà determinato da quello che accadrà in questa importante contesa. 

Paolo Ruggeri
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Paolo Ruggeri

Paolo A. Ruggeri è un imprenditore che gestisce numerose aziende in diversi paesi nel mondo. Socio fondatore di OSM, società Italiana di consulenza che aiuta gli imprenditori a comunicare con i dipendenti, a far crescere il loro business e ritrovare la motivazione in azienda, con più di quindici sedi distribuite in Europa, Stati Uniti, Canada, Russia e Medio Oriente. Inoltre, dirige o possiede partecipazioni in aziende in svariati altri settori intorno al mondo, dall'immobiliare all'Editoria, dalla consulenza per l'internazionalizzazione d'impresa al marketing e alla ristorazione.

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