In questa intervista, Lorenzo Sauro di Tresse Costruzioni condivide le strategie che hanno permesso alla sua azienda di distinguersi in un mercato competitivo e in rapida evoluzione.
Grazie a una visione fondata sulla fiducia nelle persone, sulla capacità di delega e su un impegno concreto verso la sostenibilità, Sauro è riuscito a guidare la crescita di Tresse Costruzioni fino a traguardi ambiziosi.
Per ogni imprenditore che vuole comprendere come strutturare un team affiatato, puntare su innovazione sostenibile e affrontare le sfide del mercato, questa intervista offre preziosi spunti di riflessione e ispirazione.
Come hai iniziato il tuo percorso imprenditoriale?
Ho iniziato il mio percorso imprenditoriale poco dopo il diploma, ma già prima avevo ben chiaro che volevo costruirmi qualcosa di mio. Nel 2006, quando avevo solo diciotto anni, sono diventato papà, un’esperienza che mi ha spinto a prendere tutto molto sul serio e a mettermi subito all’opera. Dopo essermi diplomato nel 2008, ho iniziato a lavorare nella società di ingegneria di famiglia, un’azienda fondata da mio padre nel 1978. All’inizio, facevo un po’ di tutto, imparando dalle basi in modo anche un po’ duro, come un novellino, ma è stata una scuola fondamentale.
Nel 2009, insieme a mio padre, abbiamo aperto Tresse Costruzioni. Era una realtà piccola, che muoveva i primi passi con due ragazzi, mentre io e mio padre gestivamo tutto. Nel frattempo, nell’azienda di ingegneria lavoravano anche mia madre e mio padre. Le cose si sono evolute piano piano, fino a una svolta importante nel 2018, quando abbiamo avuto un grosso problema in azienda, dal quale siamo usciti diversi.
Da quel momento, abbiamo iniziato a puntare in alto, e i risultati ci hanno dato ragione. Nel 2018, la società di ingegneria aveva un fatturato di circa 700.000 €, mentre negli ultimi due anni siamo arrivati a un consolidato di 2,6 milioni. Tresse Costruzioni nel 2018 fatturava circa 3,6 milioni, e quest’anno siamo pronti a chiudere con un risultato straordinario: 10 milioni di euro. La strada è stata lunga e piena di sfide, ma ogni passo è stato necessario per arrivare dove siamo oggi.
Quali sono state le azioni che consideri vincenti per la crescita del tuo business?
Una delle azioni chiave per la crescita del mio business è stata senza dubbio credere nelle persone e instaurare un rapporto di fiducia reale con loro. Ho sempre pensato che, per far crescere un’azienda, è fondamentale avere al fianco persone affiatate e motivate, che credano nel progetto quanto te. Questo approccio è stato molto diverso da quello di mio padre, che era un vero accentratore: gestiva tutto lui e decideva ogni dettaglio. In effetti, era possibile farlo quando eravamo in pochi, ma oggi, con quasi 90 persone nelle due società, un modello del genere non reggerebbe più.
Il mio approccio, invece, è stato costruire un sistema basato sulla delega e sulla fiducia. Ho selezionato capisquadra e capi reparto in grado di prendere decisioni e gestire autonomamente i team, condividendo con loro la visione e le strategie principali, ma lasciando loro la libertà di organizzare il lavoro quotidiano. Questo ha permesso non solo di scalare in modo più efficiente, ma anche di creare un ambiente dove le persone si sentono davvero parte del progetto e responsabili del loro contributo.
Oggi, in azienda, mi occupo della parte di sviluppo commerciale e, se necessario, anche della parte tecnica, ma per il resto lascio che le mie prime linee si occupino della gestione operativa. Questa fiducia nella delega è diventata una delle vere forze trainanti per il nostro successo.
Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare nel tuo percorso imprenditoriale?
La sfida più grande nel mio percorso è stata sicuramente gestire il passaggio generazionale con mio padre. Lui è sempre stato critico e non esitava a mettermi in discussione ogni volta che prendevo una decisione. Qualsiasi cosa facessi, per lui non andava bene: l’avrebbe fatta diversamente, e sempre meglio di come la stavo facendo io. Questo atteggiamento rendeva difficile prendere iniziative e crescere all’interno dell’azienda senza sentirmi ostacolato.
La svolta è arrivata grazie al supporto di OSM – Open Source Management. È stato un percorso che ha fatto davvero la differenza per me, aiutandomi a capire come gestire il rapporto con lui e a superare questa sfida, trasformando una situazione conflittuale in una base più solida da cui ripartire.
Se potessi dare un unico consiglio agli imprenditori che ci leggono, quale sarebbe?
Il mio consiglio principale è questo: fidatevi delle persone che avete intorno. Date fiducia, anche se a volte si verrà delusi—è inevitabile. La differenza vera la fa la perseveranza nel continuare a credere nelle persone, perché un’azienda ha bisogno di collaboratori motivati per prosperare. Non sempre otterrete il risultato che sperate, ma creare un ambiente di fiducia genera le basi su cui si costruiscono i legami e la motivazione necessari per crescere davvero insieme.
Quali sono i progetti su cui stai lavorando attualmente?

Attualmente sto lavorando a un progetto ambizioso per Tresse Costruzioni: l’obiettivo è arrivare a un fatturato di 30 milioni di euro entro il 2030, che significa una crescita di circa il 66% rispetto ai numeri attuali. La chiave per raggiungere questo risultato sarà l’incremento significativo delle gare d’appalto dirette. Oggi gran parte del nostro lavoro proviene da subappalti per aziende che si aggiudicano contratti di lungo termine (10-15 anni). Il piano è cominciare a competere in prima linea per queste gare, ampliando il nostro raggio d’azione.
Lavorare direttamente nelle gare d’appalto ci permetterà di essere più indipendenti e di puntare a progetti di maggiore portata, mettendo in pratica la legge dei grandi numeri: più partecipiamo, più possibilità abbiamo di aggiudicarci le commesse migliori.
Come vedi l’evoluzione del mercato nel tuo settore nei prossimi anni?
La velocità con cui stanno emergendo nuove soluzioni tecnologiche richiede alle aziende di rimanere aggiornate e di adattarsi costantemente. Credo che le imprese che sapranno abbracciare questi cambiamenti, senza perdersi d’animo, riusciranno a distinguersi.
Un aspetto centrale sarà la sostenibilità. Stiamo già puntando molto su soluzioni sostenibili e su un approccio rispettoso dell’ambiente. Questo va dalla produzione di energia pulita e l’uso di mezzi a basse emissioni, fino alla gestione dei rifiuti in modo responsabile. Anche se a volte possono sembrare piccole iniziative, credo che questi aspetti diventeranno sempre più importanti per le aziende, premiando quelle che hanno investito sulla sostenibilità rispetto a chi ha trascurato il tema.
A livello di mercato, noto un orientamento governativo che tende a valorizzare le imprese strutturate, spesso a discapito delle più piccole. Le nuove regolamentazioni, come la “patente a punti” per le partite IVA e le normative sempre più rigide su sicurezza e sostenibilità, richiedono investimenti significativi e una struttura solida. Questo scenario avvantaggia le aziende più grandi, che possono assorbire meglio i costi, mentre per le realtà più piccole può rappresentare un ostacolo.



