La balla del caro benzina per aumentare i prezzi al supermercato. È uno dei possibili pensieri che emergono leggendo questo: «L’attuale rincaro del carburante pesa niente sul portafogli dei consumatori. Un esempio: 0,002 euro in più su una bottiglia di passata di pomodoro. Quindi: perché si vede questa impennata dei prezzi? Chi si deve assumere la responsabilità di tutto questo?».
La balla del caro benzina per aumentare i prezzi al supermercato
Fabiano Benazzi è uno dei soci della “F.lli Benazzi Srl”, da 50 anni leader nel mondo dei trasporti che, oggi, dà lavoro a 100 persone e con un piano di potenziamento a 135 in vista della stagionalità. L’azienda dispone di una vasta gamma di tecnologie innovative per promuovere un impatto positivo sull’ambiente: oltre il 95% dei veicoli è in classe Euro 6 e c’è un continuo investimento nell’adeguamento delle norme anti-inquinamento per permettere un ulteriore aggiornamento della flotta «che ben presto – anticipa Fabiano – vedrà il raggiungimento del 100% del nostro parco. Abbiamo raggiunto un importante traguardo con l’inserimento dei primi veicoli con alimentazione LNG che rappresentano una maggiore garanzia di accesso a Paesi con restringenti norme sull’inquinamento quali, prima fra tutti, la Svizzera». Maggiori informazioni sulla “F.lli Benazzi Srl” potete trovarle cliccando qui. Fabiano interviene sul caro carburante che, da molti media, è considerato fra i maggiori responsabili dei rincari nel carrello della spesa. Lo fa nei giorni in cui il costo del gasolio varia fra l’1,791 del Veneto e l’1,856 della Valle d’Aosta.
Quanto incidono questi prezzi sul vostro bilancio?
Generalmente fra il 29 e il 35% del ricavo. Per comprendere questo ragionamento bisogna partire da un dato: un nostro veicolo fa 3,3,/3,4 chilometri con un litro di gasolio. Un aumento del 10% del costo litro del gasolio si traduce generalmente in un 3,5% sul costo tariffa chilometrico. Ha indubbiamente un’incidenza alta sul ricavo – la forbice fra il 29 e il 35% di cui parlavo prima -, ma c’è comunque qualcosa di distorto nella catena agro-alimentare.
Mi faccia capire meglio…
Un trasporto da Ferrara a Roma costava 750-800 euro. Il rincaro del gasolio, come detto, impatta ora del 10% sul costo di viaggio. Parliamo dunque di 22-25 euro in più. Durante quel viaggio, trasporto 24.000 bottiglie di pomodoro. Se dividiamo i 25 euro di aumento del gasolio per il materiale trasportato, scopriamo che quella bottiglia di pomodoro dovrebbe costare 0,002 euro in più. Sbaglio?
No, il calcolo è corretto.
È allora mi dica: perché negli ultimi 18 mesi una bottiglia di pomodoro, in media, è passata da 1 euro a 1,50 euro?
Lei è a capo di un’azienda leader nei trasporti, lo spieghi lei.
Torniamo all’esempio, allora. Prima spendevo 750 euro per far viaggiare un camion da Ferrara a Roma. Giusto?
Giusto.
Facciamo un altro esempio. Diciamo che il prezzo del gasolio, oggi, sia incrementato del 20%. Che comunque è tantissimo. Bene: come spiegavo prima, all’azienda impatta del 7%. Circa 50 euro. Quindi il viaggio Ferrara-Roma costa 800 circa. Corretto?
Corretto. Quindi c’è la scusa del caro-benzina?
Prendiamo i 50 euro di aumenti, dividiamoli per le 24.000 bottiglie di pomodoro trasportate e fa 0,002. A questi 0,002 aggiungiamo i rincari dovuti alla parte produttiva (agricoltore, ndr), quelli dei costi energetici della trasformazione, del confezionamento e infine della logistica di movimentazione. Non oltrepassiamo i 5-7 punti percentuali. Tradotto: l’aumento dovrebbe essere di alcuni centesimi. Nell’ultimo periodo, invece, siamo mediamente passati da 1 euro fino a 1,50. Quindi?
Quindi i responsabili vanno cercati altrove, mi sta dicendo.
È evidente. C’è qualcuno che sta speculando.
Rimedi?
Se posso dare un mio parere… Bisognerebbe investire sulla corretta informazione. Il consumatore deve conoscere questi dettagli, deve aprire gli occhi e capire gli ingranaggi del sistema perché solo così saprà regolarsi. Basta una cosa molto, molto semplice. Una pubblicità in TV dove si vede una bottiglia di pomodoro, per esempio, che si sposta dal punto A – la sua origine – al punto Z – il bancale del supermercato – e per ogni passaggio l’incremento dei prezzi.
imprenditore.info ha una rubrica “Scenari Futuri”. Mi dice quelli della sua azienda?
Stiamo seguendo un processo di passaggio generazionale. Siamo 2 fratelli. Io sono nato nel 1968, Luciano è del 1949. Già da anni i figli lavorano con noi. Abbiamo una mission chiara: riqualificare le responsabilità e riparametrare i concetti legati alla struttura per portarla da gestione familiare a manageriale. Entro cinque anni vogliamo espandere il fatturato. Non possiamo esimerci dal crescere del 40%. È un ambizione non troppo esagerata. Ce la faremo.


