La situazione è un po’ surreale e, magari, presi dalle incombenze della quotidianità non ci rendiamo conto di quanto si stia manifestando fuori dai confini italiani. Medio oriente a parte, le dinamiche geopolitiche che si stanno riassestando
L’allarme più grande non sembra venire dal fronte russo, bensì dalla parte di Kim Jong Un, dittatore nordcoreano con la passione per il settore bellico e tutte le tecnologie relative. La recente minaccia che vede il possibile utilizzo di testate nucleari è arrivata anche da quest’ultimo leader, conseguentemente alla messa in guardia di Putin verso occidente.
Come mai queste tensioni? Il leader nordcoreano si è espresso in merito dicendo: “Avvertiamo con forza gli Stati Uniti e i loro sostenitori ostili alla Repubblica Democratica Popolare di Corea” affinché “cessino immediatamente gli atti ostili che generano ulteriori provocazioni e instabilità e che possono portare il confronto militare nella penisola coreana e nelle sue vicinanze a un vero e proprio conflitto armato”.
Il motivo appare quindi essere una pressione politica e militare sui confini coreani, oltre che economica.
Con queste dichiarazioni, di fatto, il conflitto ucraino è stato portato ad un livello superiore, quello mondiale. In quest’ottica è recente la notizia secondo la quale Trump abbia richiamato al governo l’avvocato Alex Wong, noto alle cronache per essersi occupato della comunicazione tra Corea e America durante la prima amministrazione Trump. Che sia parte di un futuro tentativo di raffreddare i bollori internazionali?
Secondo la versione di Kim, infatti, i colloqui tenuti in passato dalla Corea del Nord con gli Stati Uniti hanno soltanto confermato l’ostilità immutabile, per usare le parole del leader coreano, di Washington verso Pyongyang.
Oltretutto, come segnale d’allarme, l’agenzia Bloomberg ha riportato che Pyongyang potrebbe aumentare il numero del contingente dagli attuali circa 12.000 uomini sino a 100.000 nel prossimo futuro. L’alleanza tra Russia e Corea è dunque florida e garantisce che il conflitto non terminerà a breve, se non per una concreto tentativo di pace (sperando anche che sia ancora possibile).
In preparazione ad un conflitto più lungo e impegnativo di quello preventivato, la Corea del Nord si concentra anche sulla crescita dell’arsenale nucleare: Kim ne parla apertamente. Abbiamo oltretutto la recente testimonianza di una Foto del leader nordcoreano davanti l’impianto di arricchimento dell’uranio, diffusa un po’ come messaggio per il resto del mondo: “fate attenzione, siamo una forza nucleare anche noi e non c’è da scherzare”.
Cosa porterebbe ad un’escalation nucleare? Sicuramente se l’Ucraina attaccasse la Russia con armi occidentali (di fattezza statunitense così come europee) favorirebbe l’inasprirsi del conflitto, ma non sarebbe sufficiente. Per arrivare a tanto l’attacco dovrebbe essere massiccio, su più fronti e con ferite importanti per la Russia: ciò permetterebbe a Putin di sganciare qualche testata, in quanto messo alle strette.
È difficile che sia la Russia a muoversi per prima, per il semplice fatto che non le conviene esporsi così tanto nel conflitto. In più è anche improbabile che si attacchi direttamente la Corea del Nord, sarebbe infatti un grande azzardo, del tutto folle. Dunque l’unico rischio, per ora, sta nella reazione spropositata di Putin difronte ad un attacco massiccio, magari uno diretto anche dalle forze americane, per ora presenti nel panorama bellico solo come burattinai e presta-armi, non coi propri soldati.
Questo spaventapasseri nucleare però rimane lì, fermo, a ricordarci le 4000 e passa testate nucleari presenti attualmente nel mondo.
C’è da correre ai ripari o è solo un deterrente? È molto più probabile la seconda, per fortuna, eppure dovremmo ora assicurarci che tutti gli sforzi possibili siano diretti a mantenere un clima di pace, o addirittura a raffreddare il clima di tensione che si sta creando. Il conflitto andrebbe ormai sedato, se continuasse potremmo assistere infatti ad una vittoria di Pirro – una vittoria ottenuta ad un costo esorbitante e spropositato – o peggio, potremmo uscirne radioattivi. È ora dunque di chiudere i rubinetti a chi foraggia questi folli massacri e passare alle trattative: ora non si scherza più.


