Alessandro Vescovi, Founder di 101 Holding, ci illustra le caratteristiche e i vantaggi di investire in STARTUP
Prima di affrontare le possibilità di investimento che una startup offre, è bene definire in modo chiaro e cos’è una startup.
Una startup è una azienda nuova, fondata di recente, con un business plan ben definito e dalla fondamentale caratteristica di potersi espandere in tempi estremamente brevi, con un valido potenziale non solo in termini di guadagno, ma anche di creazione di nuovi posti di lavoro. Una startup deve essere anche una realtà scalabile da investitori qualificati come fondi di investimento, banche, agenti di cambio, fondi pensione, assicurazioni.
Le startup rappresentano una tra le tipologie di investimento forse più rischiose, ma allo stesso tempo possono essere molto redditizie. Per questo, prima di procedere, conviene informarsi con attenzione e affidarsi a degli esperti che siano in grado di cercare il livello di rischio migliore per il proprio profilo.
Tra questi, ho incontrato per voi Alessandro Vescovi, Founder e Amministratore delegato di 101 Holding ci spiega meglio come funziona questo mondo e quali sono le opportunità di investimento.
101 Holding è una società che si occupa di analizzare e ricercare le migliori startup con il più alto potenziale di crescita sul mercato, per realizzare investimenti ad alto rendimento. Per essere ancora più esatti, 101 Holding è un veicolo d’investimento in startup. Sempre alla ricerca di nuove startup con team appassionati e uniti, che condividono una visione chiara e determinazione, la nostra missione di 101 Holding è fornire supporto alle startup per aiutarle a superare le sfide e a massimizzare il loro potenziale.
Quando hai iniziato a investire in START UP? Cosa ti ha attratto?
Ho iniziato il mio percorso nell’investimento in startup nel 2015, quando ho avuto l’opportunità di entrare in contatto con due progetti molto diversi. Uno di questi progetti era nel settore dell’energia solare, mentre l’altro era un social e-commerce. Questa esperienza mi ha permesso di esplorare mercati diversi e di avvicinarmi al mondo delle startup. Quello che mi ha inizialmente attratto è stata la possibilità di contribuire attivamente alla creazione di progetti innovativi e di essere parte di un ecosistema in continua evoluzione.
Perché hai deciso di investire in quel prodotto/investimento?
La decisione di investire in startup è stata guidata dalla mia voglia di abbracciare l’innovazione e di scoprire nuovi orizzonti. Investire in startup rappresenta molto più di una mera operazione finanziaria; è un’opportunità per esplorare idee all’avanguardia, metodologie di lavoro innovative e approcci di approvvigionamento unici. Queste esperienze mi hanno aperto la mente e mi hanno fornito una prospettiva diversa, che ho poi applicato anche alla mia azienda.
Che risultati economici hai ottenuto?
Nel corso del mio percorso di investimento in startup, ho ottenuto risultati incoraggianti, motivo per cui dal 2015 non mi sono mai più fermato. Ad esempio, una delle prime due startup su cui ho investito, nel settore della green economy, ha registrato una notevole crescita, passando da 3 centesimi a oltre 50 centesimi in pochi mesi, generandomi un bel profitto. L’altra, il social e-commerce, è invece fallita dopo 8 anni, non essendo stata in grado di gestire bene la crescita. Ma va bene lo stesso ed è normale negli investimenti in startup, che ricordo essere investimenti ad alto o altissimo rischio. L’importante è che gli investimenti che vanno bene e che possono portare profitti anche importanti, siano in grado di coprire le perdite degli investimenti meno fortunati.
Come si fa a farlo?
Esistono diverse modalità per investire in startup, ciascuna con le proprie caratteristiche. Ecco alcune opzioni:
- Crowdfunding: È possibile investire in startup attraverso piattaforme di crowdfunding come Kickstarter, Indiegogo o Crowdcube. Queste piattaforme consentono agli investitori di contribuire a finanziare progetti in cambio di azioni o altri vantaggi. In Italia, piattaforme come Mamacrowd, CrowdFundMe e BacktoWork offrono opportunità di investimento in startup locali.
- Investimento diretto: Alcuni investitori preferiscono investire direttamente in startup, entrando in contatto con fondatori o attraverso reti di business angel. Questo approccio offre maggiore controllo sull’investimento ma richiede un’analisi più dettagliata dei progetti.
- Tramite veicoli di investimento: Un’alternativa è partecipare a syndacate o veicoli di investimento in startup. Questi sono gruppi di investitori che collaborano per finanziare e supportare startup. 101 Holding, è un esempio di veicolo di investimento in startup che offre diversificazione e accesso a opportunità di investimento selezionate.
È tuttavia importante notare che non tutte le startup sono uguali. Esistono diverse fasi di sviluppo attraversate dalle startup, e ognuna di esse presenta caratteristiche e rischi specifici. Alcune delle fasi più comuni includono:
- Fase di Pre-Seed: In questa fase, i fondatori stanno ancora sviluppando l’idea imprenditoriale iniziale. Gli investimenti sono principalmente utilizzati per la ricerca e lo sviluppo dell’idea, piuttosto che per la creazione di un prodotto o servizio concreto. È una fase ad alto rischio, ma può offrire ritorni significativi in caso di successo.
- Fase di Seed: La fase di “Seed” segue la fase di “Pre-Seed” e implica solitamente la creazione di un prototipo o di un prodotto minimale. Gli investimenti in questa fase sono destinati a sostenere la crescita iniziale e la scalabilità del progetto. È una fase cruciale in cui la startup cerca di dimostrare la validità del suo modello di business.
- Fase Early-Stage: In questa fase, la startup ha superato la fase iniziale ed è pronta a crescere rapidamente. Gli investimenti in questa fase vengono utilizzati per espandere le operazioni, acquisire clienti e penetrare il mercato in modo più ampio. Il rischio è ancora presente, ma la startup ha dimostrato un certo grado di successo.
- Fase Late-Stage: La fase “Late-Stage” è raggiunta da startup più mature che hanno consolidato la loro presenza sul mercato. Gli investimenti in questa fase sono destinati a supportare l’espansione internazionale, l’ottimizzazione delle operazioni e, in alcuni casi, la preparazione per un’eventuale quotazione in borsa. Il rischio è generalmente inferiore rispetto alle fasi precedenti, ma anche il potenziale di crescita potrebbe essere meno elevato.
Gli investitori possono scegliere di concentrarsi su una fase specifica in base alla loro propensione al rischio e ai loro obiettivi finanziari. Alcuni preferiscono investire in fasi più precoci per cercare di ottenere ritorni significativi in caso di successo, mentre altri optano per fasi più mature con un rischio inferiore. La diversificazione del portafoglio in diverse fasi può contribuire a mitigare il rischio complessivo dell’investimento in startup.
Se iniziassi ad investire ora, in cosa investiresti? In quale azienda? Quale mercato? Con quale budget minimo budget?
Se stessi iniziando ora, considererei attentamente il mio profilo di rischio e le mie preferenze personali. Il mondo delle startup è variegato e offre opportunità in vari settori. Alcune tendenze allettanti includono il settore della green economy e della sostenibilità ambientale, così come l‘industria della salute e della tecnologia medica che è, grazie anche all’implementazione dell’intelligenza artificiale, in rapidissima crescita.
Il budget minimo per investire in startup può variare da 500 euro se si decide di investire tramite le piattaforme di crowdfunding, fino a diverse decine o centinaia di migliaia di euro; è comunque sempre importante tenere presente che si tratta di un investimento ad alto rischio. Il consiglio è perciò quello di allocare massimo il 5 o il 10% del proprio capitale per questo tipo di investimenti e di investire su almeno 10 -15 progetti per mitigare il rischio.
Che cosa non si dovrebbe fare?
Uno degli errori comuni è investire in startup senza una dovuta analisi. L’entusiasmo può portare a decisioni affrettate. È fondamentale condurre una ricerca approfondita, comprendere il business plan e valutare attentamente il team dietro alla startup. Non si dovrebbe mai investire in un progetto basandosi solo sull’emozione o sulla promessa di guadagni facili. Ricorda che molti founder sono abili oratori e venditori.
Ci sono altri consigli per il lettore?
L’investimento in startup è una strada affascinante ma impegnativa. Consiglio di formarsi costantemente, di restare aggiornati sulle tendenze del mercato e di considerare l’opzione di investire in diversi stadi di crescita delle startup. Ricorda sempre che, data la natura ad alto rischio di questi investimenti, la diversificazione è la chiave per mitigare le perdite potenziali e massimizzare i profitti nel lungo termine. Buona fortuna a tutti coloro che si avventurano in questo emozionante mondo!
Alessandro Vescovi
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a cura di Aline Improta



