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INTERVISTA A VLADIMIR PUTIN: Tucker Carlson al Cremlino

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Si discute da giorni sulle implicazioni dell’intervista del giornalista americano Tucker Carlson a Vladimir Putin, presidente russo. Poche ore fa i 127 minuti di colloquio sono stati resi pubblici in lingua inglese sul sito del giornalista (visibile qui). 

Qui riassumiamo per punti chiave gli argomenti e l’esito dell’intervista più delicata e scottante che Carlson abbia mai ideato e condotto col suo team. 

Introduzione storica

In una delle sale private del Cremlino (Mosca) Tucker Carlson apre l’intervista con l’argomento Ucraina e Putin approfondisce per quasi 30 minuti le dinamiche storiche che hanno preceduto i conflitti attuali nella regione, parlando dalla Russia del IX secolo, alle lotte del 1300, fino a una critica della politica estera di Lenin. 

Espansione della NATO

Con delicatezza il giornalista americano riporta l’attenzione ai giorni presenti, dove il presidente russo non si lascia sfuggire l’occasione per parlare della NATO e della volontà russa, una volta chiuso definitivamente il capitolo “Unione Sovietica”, di creare un clima amichevole con l’Occidente, sperando in un rapporto più facile e collaborativo con le maggiori potenze mondiali, come Stati Uniti, Canada ed Europa. Il presidente riporta con discrezione dei colloqui avuti coi presidenti Bill Clinton e Bush Senior, nei quali addirittura aveva indagato la possibilità di entrare a far parte della NATO, per ricevere comunque un responso negativo.  E sì, sembra sorprendente sentirlo direttamente dal presidente russo.

La conversazione slitta poi sulle mire espansionistiche della stessa NATO, a detta di Putin più volte scoraggiate nell’arco degli ultimi 20 anni. Il presidente sottolinea infatti come queste siano arrivate a puntare l’inserimento dell’Ucraina nell’associazione e alla disposizione di alcune basi vicino alla Russia. Mossa ovviamente non tollerata da quest’ultima. 

Sembra dunque, detto apertamente dal presidente russo, che la Russia sia aperta da anni ad una collaborazione con l’Occidente ma questa sembra essere spesso scoraggiata.

Guerra in Ucraina 

Riprendendo il delicato discorso sulla guerra, secondo Putin la possibilità per la pacifica risoluzione del conflitto già esiste. Una delle principali problematiche che il presidente evidenzia è che il popolo americano sta finanziando il supporto bellico ai rivali della Russia senza nemmeno sapere cosa realmente accade. “Se non ci fossero questi rifornimenti il conflitto sarebbe finito in poche settimane”, asserisce Putin evidenziando come, in assenza di rifornimenti si dovrebbe necessariamente passare alla soluzione pacifica. 

In modo pungente, Putin parla di come gli Stati Uniti stiano foraggiando una guerra che, tutto sommato, non gli interessa direttamente. Richiama i recenti problemi americani con l’immigrazione e col debito pubblico, facendo notare quanto folle possa essere investire in un conflitto dall’altra parte del globo. 

In merito alle motivazioni del conflitto avanza la pretesa sui territori ucraini del Donbas, spiegando come sia stata l’Ucraina ad iniziare la guerra nel 2014 muovendosi militarmente ancor prima che divampasse il conflitto armato e poi non implementando mai gli accordi presi a Minsk alla fine di questo breve conflitto. 

In conclusione, dal punto di vista del presidente che ci arriva ora senza essere filtrato da altri media, sembra che la decisione ucraina di non convergere ad un negoziato pacifico sia insistente e dettata spesso da un confronto con Europa o Stati Uniti. E ciò sarebbe anche plausibile, considerando da dove arrivano i fondi per il sostegno dell’esercito ucraino.

Chi ha fatto saltare il condotto Nord Stream? 

La domanda arriva secca e diretta da Carlson che non vuole perder tempo. La risposta di Putin è altrettanto diretta. Chiama in causa l’America e la CIA. Ma lo fa in un modo del tutto pacifico.

Elon Musk & AI

Nelle due ore si toccano anche temi più freschi come la direzione che l’umanità sta prendendo con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e alcune recenti conquiste di Elon Musk, come ad esempio il chip impiantato con successo in un cervello umano. “Andrebbe creata una regolamentazione”, asserisce Putin, convinto che il futuro sia su questa direzione ma che richieda anche un certo riguardo.

Il giornalista americano imprigionato Evan Gershkovich 

Al termine del colloquio Carlson porta il caso dell giornalista del Wall Street Journal detenuto in Russia dal 23 marzo e accusato di spionaggio, accuse che Gershkovich e il Journal hanno negato.

Secondo Putin, Gershkovich, 32 anni, è stato sorpreso mentre raccoglieva segretamente informazioni riservate e avrebbe lavorato per i servizi speciali degli Stati Uniti. Dichiara che la Russia è disposta a discutere della sua liberazione, ma con delle condizioni per i servizi segreti americani.

Di fatto non sono due ore semplici da snocciolare e capire, sia per il peso degli argomenti trattati che per il background storico che affonda le proprie radici in anni di storia. Sicuramente però sarà uno dei pezzi fondamentali per chiunque non si accontenta di una versione ufficiale, ma desidera scavare nelle vere motivazioni geopolitiche per le quali si creano questi grandi conflitti (armati e non). 

Vero è che Carlson e il suo team nei prossimi giorni, come già in quelli passati, si troveranno a dover affrontare la bufera di haters e oppositori. Numerose sono state le critiche al lavoro del giornalista americano, ma rimane indubbiamente un lavoro che solleva sani dubbi. 

I nostri media sono affidabili? Fino ad ora hanno riportato la verità o una versione di essa? 

Il consiglio più grande è ovviamente quello di consultare l’intervista personalmente, approfondire e trarre le proprie conclusioni. In tal caso, buona visione! 

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Francesco Iavarone

Francesco Iavarone è un autore Pugliese che da anni lavora con le parole. Scrittore, Articolista e Copywriter. La passione per la ricerca e la scrittura nascono sui banchi di scuola per poi diventare una vocazione vera e propria. Dottore in fisica, ama studiare, indagare e scrivere di temi di nicchia, scrivendo con l’intento di far emergere la verità dai fatti presentati e investigati.

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