Quando si parla di investimenti, una delle domande più frequenti è se sia possibile anticipare i movimenti del mercato per massimizzare i profitti. Il cosiddetto “market timing”, ovvero la strategia di comprare ai minimi e vendere ai massimi, affascina molti investitori, ma è davvero una strategia efficace? O si tratta solo di un’illusione che può portare a più perdite che guadagni?
Per rispondere a queste domande, oggi ho il piacere di intervistare Gianluca Barbagallo, consulente finanziario, CEO di Prometeo investing e autore del libro INVESTITORE STRATEGICO. Con la sua esperienza, ci aiuterà a comprendere meglio i limiti del market timing e quali strategie possono invece garantire risultati migliori nel lungo periodo.
Gianluca, il market timing sembra un’ottima strategia in teoria: comprare ai minimi, vendere ai massimi. Ma funziona davvero?
No, nella realtà il market timing è estremamente difficile da applicare con successo. Il mercato è imprevedibile nel breve periodo e anche gli esperti sbagliano spesso le loro previsioni. Per esempio, a fine 2022, le previsioni di 16 banche e gestori patrimoniali sull’andamento dell’S&P 500 nel 2023 hanno mostrato una dispersione enorme: lo scarto tra la previsione più ottimista e quella più pessimista era del 21%, e alcuni analisti hanno sbagliato di oltre il 28%.
Questo dimostra quanto sia difficile anticipare i movimenti di mercato. Se persino loro fanno fatica, immagina un investitore privato, che spesso non ha accesso agli stessi strumenti e dati di analisi. Inoltre, bisogna considerare il fattore emotivo: molte persone comprano sull’onda dell’entusiasmo quando il mercato è ai massimi e vendono nel panico durante i ribassi, facendo esattamente l’opposto di ciò che sarebbe razionale fare.
Quindi chi prova a fare market timing rischia più di perdere che di guadagnare?
Esatto. Il rischio principale è rimanere fuori dal mercato nei momenti cruciali. Un’analisi sull’S&P 500 dal 2002 al 2022 dimostra che, restando sempre investiti, il rendimento medio annuo sarebbe stato del 9,8%. Ma se avessi perso solo i 10 migliori giorni di mercato, il rendimento si sarebbe ridotto al 5,5%. E se ne avessi persi 30, sarebbe quasi azzerato, intorno allo 0,6%. Questo significa che per cercare di evitare i giorni peggiori, si rischia di perdere anche quelli migliori, compromettendo i guadagni. Inoltre, i giorni migliori spesso arrivano subito dopo i peggiori, quindi chi esce dal mercato per paura di una crisi rischia di rientrare troppo tardi, quando i prezzi sono già risaliti. È una dinamica che abbiamo visto ripetersi più volte nel corso degli anni, ed è proprio il motivo per cui tanti investitori ottengono rendimenti inferiori rispetto agli indici di riferimento.
Quali strategie suggerisci allora per chi vuole investire in modo efficace senza incappare in questi rischi?
L’approccio più efficace è investire con una visione a lungo termine, scegliendo asset solidi e mantenendo la posizione senza farsi influenzare dalle oscillazioni quotidiane del mercato. Un metodo vincente è quello di accumulare titoli con dividendi elevati, aziende di alta qualità o sottovalutate. Questo perché, nel lungo periodo, il valore di queste aziende tende a crescere e i dividendi contribuiscono a generare un flusso di cassa costante per l’investitore.
Inoltre, avere una parte del portafoglio in strumenti liquidi come fondi monetari o obbligazioni a breve termine permette di approfittare delle fasi di ribasso per acquistare a prezzi scontati. È importante anche diversificare gli investimenti, in modo da ridurre il rischio specifico legato a un singolo settore o a una particolare area geografica. Infine, è fondamentale avere un piano d’investimento chiaro e disciplinato, evitando di prendere decisioni basate sulle emozioni.
In questo contesto, l’investimento passivo può essere una soluzione migliore del market timing?
Assolutamente sì. Strategie come il buy-and-hold, ovvero comprare e mantenere l’investimento nel tempo, tendono a dare risultati migliori rispetto a chi cerca di prevedere i movimenti di mercato. Rimanere investiti permette di beneficiare della crescita naturale degli indici nel lungo periodo, senza il rischio di perdere i giorni migliori e con costi di transazione molto più bassi.
Inoltre, gli ETF che replicano gli indici azionari globali permettono di ottenere una diversificazione elevata a costi ridotti, senza la necessità di dover selezionare singoli titoli. Questo approccio consente di ottenere rendimenti in linea con il mercato, senza dover dedicare tempo ed energie al tentativo di anticiparne i movimenti. La chiave è avere pazienza e fidarsi del processo: nel lungo termine, i mercati tendono a salire nonostante le crisi temporanee.
Come si può sfruttare una fase di ribasso senza cadere nella trappola del market timing?
Il modo migliore è investire gradualmente. Un Piano di Accumulo Capitale (PAC) è una strategia perfetta per questo: invece di investire tutto in una volta, compri un po’ alla volta, a scadenze regolari. Così, quando il mercato scende, acquisti a prezzi più bassi senza dover prevedere esattamente il momento giusto. Questo metodo riduce l’impatto della volatilità e aiuta a gestire meglio il rischio, perché evita di concentrare tutto il capitale in un singolo momento che potrebbe rivelarsi sfavorevole.
Inoltre, il PAC è utile per costruire disciplina negli investimenti e per evitare di lasciarsi condizionare dall’andamento emotivo del mercato. Quando il mercato è in calo, molti investitori tendono a farsi prendere dal panico e vendere, ma chi investe con un PAC vede i ribassi come un’opportunità per acquistare a prezzi scontati, migliorando così il rendimento nel lungo periodo.
Conclusioni
Il market timing, per quanto affascinante, è troppo rischioso e inefficace per la maggior parte degli investitori. La chiave per ottenere rendimenti solidi nel tempo è adottare un approccio disciplinato, investire con costanza e resistere alla tentazione di seguire le mode di mercato. Così si evita di cadere nella trappola delle previsioni sbagliate e si massimizzano le opportunità di crescita.
Il mercato premia la pazienza e la coerenza: chi investe con un orizzonte temporale di lungo periodo e segue strategie basate su dati concreti ottiene risultati migliori rispetto a chi cerca scorciatoie. La lezione più importante è che il tempo è il vero alleato dell’investitore, mentre cercare di battere il mercato con previsioni a breve termine spesso si rivela un’illusione costosa.
Gianluca Barbagallo
A cura di Francesca Turriciano
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