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“Intervista a Elon Musk” – Cosa viene detto realmente

Il 7 ottobre Elon Musk rilascia un’intervista da più di 90 minuti a Tucker Carlson, conosciuto per il suo programma “Tucker Carlson Tonight” su Fox News, che ha condotto dal 2016 al 2023, per poi avviare in autonomia una serie di interviste su X (ex Twitter).

Carlson è una voce molto influente sul panorama politico americano e, recentemente, anche mondiale. Il suo merito è quello di non farsi troppi problemi ad interfacciarsi con realtà controverse, delicate o apertamente criticate. Esempio lampante è stata l’intervista a Vladimir Putin nello scorso febbraio.

Questa volta è toccato ad uno degli imprenditori più famosi e influenti di questo secolo, specie a seguito dell’appoggio apertamente fornito a Trump nelle correnti elezioni americane.

L’intervista è infatti reperibile solo su X, piattaforma notoriamente più libera e meno controllata rispetto, ad esempio, a Facebook.

Gli argomenti trattati sono stati molteplici, vediamone i principali.

All-in nell’appoggiare Trump

Una delle notizie che ha fatto più scalpore è stata quella del completo sostegno per Trump nelle prossime elezioni, con il quale ha anche condiviso il palco il 5 ottobre in un evento in Pennsylvania (nello stesso sito dove 3 mesi fa ha avuto luogo l’attentato al candidato repubblicano).

Nell’intervista Musk esprime il motivo del suo appoggio. Scelta non da poco, considerando il fatto che, il pioniere di SpaceX, è un personaggio pubblico ampiamente esposto.

Alla base della scelta ci sarebbe la tutela degli interessi americani in fatto di libertà di scelta e qualità di vita. Nella prima parte del dialogo infatti Musk sottolinea come la politica di basso controllo dell’immigrazione – tramite sistemi come la app “CBP One” – da parte dell’amministrazione democratica stia portando ad un lento pilotaggio politico.

Ovviamente è solo un aspetto, ma vale la pena approfondirlo.

Secondo la spiegazione fornita, facilitando gli ingressi nel paese si assiste anche ad un aumento impressionante di ingressi illegali, i quali vengono smistati nei cosiddetti “swing state” – stati nei quali nessun partito politico ha un supporto elettorale predominante – arrivando dunque a creare un bacino di individui che, nonostante non siano direttamente in linea coi valori del partito dem, finiscono comunque col sostenerlo appena acquisito il diritto di voto. Il risultato sarebbe la creazione, nell’arco di pochi anni, di un paese a partito unico, dove non è più possibile scostarsi dalla narrazione politica principale.

Riferimenti ai “burattinai”

In effetti il coinvolgimento dell’imprenditore visionario significa tanto, specie per quanto creato fino ad ora. A inizio intervista, in uno scambio di battute e risate con Carlson, Musk afferma “Se Trump perde, sono fott***”. Non va tanto lontano dalla realtà, date le recenti minacce ricevute di chiudere X in Europa.

Si fa riferimento ai burattinai, all’élite anonima che tira i fili dietro la politica statunitense (e mondiale) e che crea candidati fantoccio da far eleggere per creare un governo di facciata. La stessa élite alla quale ci riferiamo noi parlando di lobby guerrafondaie che vendono armi, fomentano conflitti e orchestrano la narrazione mediatica.

In riferimento a questo, da molti giornali sono state poi estrapolate le frasi “Nobody’s even bothering to try kill Kamala” “Nobody tries to kill Joe Biden” (“Nessuno si sta nemmeno preoccupando di provare a uccidere Kamala, nessuno prova a uccidere Joe Biden”), manipolando tuttavia in modo arbitrario quanto detto e omettendo di contestualizzarle, facendo dunque apparire la conversazione come cinica, maligna e violenta. Il parallelismo con quanto accaduto a Trump e l’ironia sono però evidenti se si guarda l’intervista originale.

Certamente, questo è il secolo del politically correct, ma serve ammettere che la cosa sta forse sfuggendo un po’ di mano.

La lista di Epstein

La conversazione si fa più tesa e interessante quando si cita la lista di Jeffrey Epstein, il magnate che gestiva una fitta rete di prostituzione di minorenni. La lista dovrebbe contenere un folto elenco clienti e “amici” di Epstein, tutti legati al più grande caso di prostituzione minorile mai registrato da tribunale esistente.

Del caso abbiamo parlato qui mesi fa, portando alla luce un dubbio legittimo che lo stesso Musk pone in questa occasione: perché nessuno indaga su quei nomi, nonostante il governo e le autorità abbiano in possesso prove, documenti e tanto di registrazioni video sequestrate direttamente dalla cassaforte di Epstein?

“Se Trump venisse eletto – conferma il CEO di Tesla – questa lista diverrebbe pubblica e tanta gente ne ha il terrore, ecco perché finanzia in ogni modo il partito opposto […]”.

Libertà di scelta & AI

I temi toccati successivamente sono diversi e delicati. Si va dalla situazione in Europa, dove la popolazione sta invecchiando a causa della bassa natalità, alla libertà di scelta anche sui medicinali da assumere – che siano vaccini o cure ormonali – invitando gli ascoltatori a leggere e informarsi su quanto ingeriscono, specie se col fine di tutelare la propria salute.

Si tocca, come una tappa fissa, anche il tema della AI, la quale corre veloce e necessita di essere controllata, e della Woke culture che sta influenzando profondamente il pensiero comune e addirittura l’interazione con la tecnologia.

Questi ovviamente sono i punti principali e riassunti in breve. Per una reale comprensione invitiamo a visionare l’intero contenuto (link) e a farsi un’idea in autonomia, dopotutto sosteniamo non una fazione specifica ma libero pensiero e onestà intellettuale.

Il dibattito è aperto.

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Francesco Iavarone

Francesco Iavarone è un autore Pugliese che da anni lavora con le parole. Scrittore, Articolista e Copywriter. La passione per la ricerca e la scrittura nascono sui banchi di scuola per poi diventare una vocazione vera e propria. Dottore in fisica, ama studiare, indagare e scrivere di temi di nicchia, scrivendo con l’intento di far emergere la verità dai fatti presentati e investigati.

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