• BANNER-mastermind.png
  • giro in mongolfiera desktop
  • carlo partipilo
  • osmcoin promo
  • bella vita cinzia
  • barbagallo mobile
  • guru jobs
  • BANNER-osmcoin.png
  • desktop barbagallo
  • medical
  • BANNER-utili-patrimonio.png
  • BANNER-imp.info-nuovo.png
  • valentini desktop
  • polidori
  • BANNER-virtual-coac.png
  • BANNER-time-management-nuovo.png
  • sogi
  • banner-mobile-mastermind.png
  • Valentini mobile
  • polidori
  • banner mobile cinzia bonfrisco
  • banner-mobile-OSMCOIN.png
  • osmcoin promo mobile
  • giro in mong mobile
  • banner-mobile-imp.info-nuovo.png
  • sogi
  • carlo partipilo
  • banner-mobileutili-patrimonio-e-rendite.png
  • barbagallo mobile
  • banner medical mobile
  • guru mobile
  • banner-mobile-virtual-coach.png
  • TIME-MANAGEMENT-mobile-nuovo.png

Imprenditoria femminile e maternità: come incentivare la genitorialità attraverso la tua vision aziendale!

Qual è il segreto che permette a tante imprenditrici di essere madri e business woman di successo?  Quali sono i loro super poteri?  È davvero possibile conciliare lavoro e genitorialità in questa società? L'ho chiesto a Giada Melis, che prontamente mi ha risposto: Siamo noi a doverci impegnare per lasciare ai nostri figli un mondo migliore rispetto a come l’abbiamo trovato! Le imprese sono un mezzo verso la libertà. Le aziende esistono per gli individui, non sono gli individui ad esistere per le imprese. Io sogno un mondo in cui le madri possano portare i figli in azienda, sogno aziende in cui sia possibile essere madri senza sentirsi in colpa e senza trascurarsi.
Segui Claudia Bosi
( 12 Followers )
X

Segui Claudia Bosi

E-mail :*

Un’intervista a Giada Melis 

Qual è il segreto che permette a tante imprenditrici di essere madri e business woman di successo? 

Quali sono i loro super poteri? 

È davvero possibile conciliare lavoro e genitorialità in questa società?  

Dai dati ISTAT emerge che dal 2008, nel nostro Paese le nascite sono diminuite del 30,6%. Solo nel 2021, si contano quasi 166 mila nascite in meno rispetto al 2008.  Questi dati fanno riflettere. Come se il progresso fosse esso stesso la causa di una recessione. Diverse donne non rinunciano più alla propria indipendenza economica e alla propria realizzazione professionale. Eppure, per molte giovani donne le cose stanno così: o faccio la mamma o faccio carriera.

O faccio la mamma o faccio carriera. Un dilemma che si risolverà attraverso una nuova idea di Impresa. 

Ho parlato di tutto questo con Giada Melis, una giovane mamma, un’imprenditrice di successo, fondatrice assieme al marito Andrea Podda, di Mab&Co mabmanagement.it, una società partner di Open Source Management che si occupa di consulenza aziendale a 360 gradi.  

Giada ha una posizione netta, marcata e originale sulla questione: sono gli imprenditori che devono cambiare questo trend. Siamo noi imprenditrici a doverci impegnare per fare in modo  che questo out-out esistenziale scompaia una volta e per sempre. 

Come? – le ho chiesto. 

Ripensando alla nostra vision aziendale. 

Spesso, infatti, si parla di lavoro, aziende, famiglie, figli e società come se queste cose fossero completamente scollegate le une dalle altre. Il fatto è che sono molto più collegate di qualunque altra cosa.  Siamo noi imprenditori ad avere il potere di cambiare il mondo – prosegue Giada. 

Siamo noi a doverci impegnare per lasciare ai nostri figli un mondo migliore rispetto a come l’abbiamo trovato! 

Le imprese sono un mezzo verso la libertà. 

Le aziende esistono per gli individui, non sono gli individui ad esistere per le imprese. 

Se siamo arrivati a questo punto è perché forse abbiamo smesso di pensare che l’economia esiste in funzione dell’essere umano e non viceversa! Abbiamo dimenticato che siamo noi ad avere un grande potere di influenza sulle cose, non il contrario! 

Quando mia figlia ha compiuto un anno ho deciso di mandarla subito all’asilo nido. Prima però, non è che stesse con le mani in mano…  Veniva con me a lavoro. Presenziava a tutte le riunioni del mio team. Ed è lì che Greta Andrea ha imparato ad applaudire ogni volta che qualcuno fa bene qualcosa!

La mia scelta di portare mia figlia in ufficio, alle riunioni, di tenerla accanto a me, mentre ero in call con i clienti o i colleghi, è stata da un lato una una necessità, ma dall’altro una decisione perfettamente in linea con la mia idea di genitorialità e di impresa. Credo infatti che in qualità di imprenditori e imprenditrici la nostra responsabilità si estenda molto di più rispetto al semplice fatturato o al management. 

Per me Mab&Co non è solo un’azienda. Non è solo il MIO sogno, ma è prima di tutto un ambiente, un luogo fatto di spazi e persone, di valori e di esperienze. Un mix di cose che ho deliberatamente scelto di concretizzare in un certo modo e NON in un altro. Io non ho scelto di fare impresa per diventare ricca. Ho deciso di fare impresa per cambiare le regole del gioco. Per creare qualcosa in cui le persone potessero sentirsi libere di essere sé stesse e di fiorire, tirando fuori tutto il loro potenziale. In parte è come se avessi pensato a mia figlia ancor prima che nascesse. Come se Mab&Co rappresentasse il futuro ideale, quello che vorrei che mia figlia vivesse un domani. 

Com’è il futuro che hai deciso di costruire? 

Che tipo di cambiamento vorrei apportare nel mondo grazie al mio lavoro?

Che tipo di società, di valori e di abitudini sto alimentando fra le persone che collaborano con me?  

Queste sono le domande che mi faccio ogni giorno. 

E cosa ti rispondi a queste domande Giada? 

Io sogno un mondo in cui le madri possano portare i figli in azienda, sogno aziende in cui sia possibile essere madri senza sentirsi in colpa e senza trascurarsi. Per questo ho creato diverse iniziative. L’Impresa è donna limpresaedonna.it affinché donne di straordinario talento possano ascoltare storie di successo e di vita. Affinché possano riflettere sulle proprie emozioni e ambizioni, confrontandosi fra loro. Ed è per questo che promuovo progetti come quello di ScuoLavoro, in cui impresa e scuole comunicano in sinergia affinché fin da piccoli i nostri bambini sappiamo che il loro futuro è pieno di opportunità. 

Io immagino scuole, asili e aziende che interagiscano accrescendo il senso di comunità, condivisione responsabilità sociale e libertà. Desidero rendere flessibili certi confini di spazio e di tempo che non rispecchiano più l’attuale conformazione della nostra società. 

Insieme abbiamo il potere di cambiare le cose 

Per questo in Mab&Co è normale che una madre venga in ufficio con suo figlio, è normale che non chieda ‘permessi speciali’ per prendersi cura della sua famiglia. In Mab&Co i figli di ognuno di noi sono i figli di tutti e insieme ci diamo una mano senza pudore e vergogna perché insieme stiamo costruendo un mondo in cui il lavoro non è una necessità o un lusso, ma l’unico modo per realizzarsi e vivere una vita piena in linea con i propri valori, in equilibrio con la propria sfera privata e personale. 

Un domani non esisteranno più cartellini da timbrare, un domani ci saranno solo talento da sviluppare e importanti obiettivi da conquistare. 

Questo è l’unico superpotere secondo me che dovremmo mettere in campo noi donne imprenditrici: saper vedere oltre, sognare, immaginare e poi costruire un mondo inclusivo, potente dal futuro sempre più roseo. 

Così finisce la nostra chiacchierata. Spero ci siano tante Giada Melis in ascolto, pronte a creare qualcosa di importante e cambiare in meglio il futuro non solo di noi donne, ma di ogni singolo individuo.

Segui Claudia Bosi
( 12 Followers )
X

Segui Claudia Bosi

E-mail :*
Follow
( 0 Followers )
X

Follow

E-mail : *
  • barbagallo mobile
  • banner mobile cinzia bonfrisco
  • sogi
  • banner-mobile-mastermind.png
  • giro in mong mobile
  • banner-mobileutili-patrimonio-e-rendite.png
  • polidori
  • carlo partipilo
  • banner-mobile-OSMCOIN.png
  • sogi
  • Valentini mobile
  • banner-mobile-virtual-coach.png
  • osmcoin promo mobile
  • banner medical mobile
  • TIME-MANAGEMENT-mobile-nuovo.png
  • banner-mobile-imp.info-nuovo.png
  • guru mobile
Avatar photo

Claudia Bosi

Editor e Ghost Writer per Engage Editore. Dopo anni di studi di Filosofia sono approdata nel mondo del lavoro e sono riuscita a fare di un dono la mia professione, grazie al contributo di persone illuminate capaci di vedere oltre un semplice curriculum. Io amo le storie delle persone, indago fra sogni ed esperienze vissute. Penso che la scrittura e la lettura siano armi potentissime che l'essere umano ha a disposizione. Le cose essenziali per crescere, comunicare, apprendere e ricordare. In quest'arte c'è la vita e il senso di ogni grande sviluppo e scoperta, è lo specchio dell'anima che riflette l'umanità tutta. Con le parole scritte si rivoluziona il mondo, ci si apre agli altri, si scopre qualcosa di sé, si lascia una traccia indelebile da qui all'eternità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Smetti di Pensare a Cosa Fanno i tuoi Collaboratori: inizia a pensare a chi SONO. Parola di Hr Manager!
Impresa e Donna

Smetti di Pensare a Cosa Fanno i tuoi Collaboratori: inizia a pensare a chi SONO. Parola di Hr Manager!

Una delle cose che mette al proprio posto il nostro Ego è l’attività di gestire e far crescere collaboratori sotto la nostra guida. Per riuscire in questo intento, infatti, bisogna essere pronti a dedicare una grande quantità di tempo, cure ed energie ad altre persone in modo totalmente disinteressato. Bisogna essere coscienti di star piantando dei semi in azienda, i cui frutti, probabilmente non riusciremo a vedere. Semi che però faranno la grande differenza nel futuro delle nostre organizzazioni. 

Coloro che pensano di far vincere le proprie persone mettendo avanti se stessi, puntando ad un immediato tornaconto, difficilmente ottengono risultati straordinari. Difficilmente riescono a godere di una vera e propria leadership tra i propri collaboratori. Questo perché l’autorevolezza è qualcosa che ti viene riconosciuta dal basso, non ha a che fare con il ruolo o la targhetta che si trova alla porta del tuo ufficio. E quando abbiamo la responsabilità di far vincere qualcuno, si sente, se in verità ciò che puntiamo a far crescere è il nostro potere o il nostro stipendio.

Continua a leggere
Noїr: uno store di abbigliamento simbolo di emancipazione 
Impresa e Donna

Noїr: uno store di abbigliamento simbolo di emancipazione 

In questa rubrica abbiamo già avuto modo di parlare di come i nostri abiti siano il simbolo della nostra identità e del nostro benessere. Di come essi non siano semplicemente un modo frivolo di vestire i nostri corpi e di mostrarci al mondo.

Lo dice anche la stessa etimologia della parola “abito”. Dal latino habitus questo termine è profondamente connesso alle nostre abitudini e alla nostra disposizione d’animo, ossia il nostro carattere.

“Abito” quindi è una parola che ha che fare con i nostri comportamenti, le nostre inclinazioni e personalità. Ben più di un outfit da acquistare per un’occasione particolare, ben più di una serie di indumenti da impilare nel nostro armadio.

L’abito nel suo significato più profondo si intreccia dunque con l’etica, con la ricerca costante della propria felicità e della propria realizzazione. Non è un caso che quando ci sentiamo perfettamente allineate con i nostri valori attraverso i nostri comportamenti ci sentiamo “a casa”, abitiamo il nostro vero io.

Tutto questo lo ha colto molto bene Arianna Rubin, la nostra intervistata di oggi. Una ragazza di quasi trent’anni, un’imprenditrice e un’influencer, che da tempo lavora duramente non solo per realizzare il suo sogno, ma per far sì che ogni donna possa realizzare il suo.

Continua a leggere
Fare l’imprenditrice: un modo per conquistare e donare libertà
Impresa e Donna

Fare l’imprenditrice: un modo per conquistare e donare libertà 

“Mia madre ha sempre fatto l’insegnante, lavorare con i bambini era la sua più grande vocazione. Per lei la scuola non era un lavoro, era uno stile di vita, un modo di vivere. 

Sono cresciuta vedendo brillare i suoi occhi mentre lottava per realizzare il suo sogno e non le sarò mai abbastanza grata per avermi trasmesso tutto il suo amore e la sua resilienza nei confronti del bene più prezioso che esiste nella nostra società: i bambini. 

Nel ‘94 mia sorella Federica era in arrivo, la sua vitalità e la sua voglia di scoprire il mondo si sarebbero presto aggiunte alla mia e a quella di mio fratello. Fu proprio quell’anno che mia madre fondò la ZEROSEI, una scuola per l’infanzia dedicata ai bambini dai tre ai sei anni.

Non ho mai avuto dubbi rispetto al fatto che un giorno avrei portato avanti il progetto di mia madre, prendendo le redini della scuola, assicurandomi che continuasse a crescere ed espandersi.

Mai, però, avrei pensato di doverlo fare all’improvviso, nel giro di pochi mesi, in un rapido aggravarsi della sua malattia. Fu un periodo davvero duro. Vivevo momenti di sconforto, rabbia e tristezza che però sapevo di non poter mostrare fino in fondo. 

Avevo delle responsabilità, avevo delle decisioni importanti da prendere senza alcun lusso di poter temporeggiare. Molte persone pensavano che non ce l’avrei fatta, che “sostituire” mia madre era impossibile, che avrei chiuso nel giro di poco. Ebbene eccomi qua…”

Continua a leggere