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Immobiliare di qualità: Le azioni vincenti di Sergio Bertelli nel settore

immobiliare Sergio Bertelli

Nel mondo dell’immobiliare, distinguersi e avere successo richiede più di una semplice intuizione. Serve una combinazione di esperienza, strategia e una visione chiara delle tendenze del mercato. 

In questa intervista con Sergio Bertelli, fondatore di DEM srl, esploreremo le azioni vincenti che hanno caratterizzato il suo percorso imprenditoriale. Con la sua esperienza diretta e la sua profonda comprensione delle dinamiche del settore, Bertelli offre preziosi consigli su come affrontare le difficoltà, ottimizzare le operazioni e puntare sulla qualità per emergere nel competitivo mondo dell’immobiliare.

Se sei un imprenditore nel settore immobiliare o stai pensando di entrare in questo mercato, questa intervista è una lettura indispensabile per ottenere una visione chiara e pratica del mondo dell’immobiliare di qualità.

Come hai iniziato il tuo percorso imprenditoriale?

Ho iniziato il mio percorso imprenditoriale quasi per caso, senza nemmeno rendermene conto. Mi sono diplomato come geometra e mi sono iscritto ad Architettura a Venezia. Un giorno un amico mi dice che in Friuli stavano cercando un geometra, ne parlo con mia madre e lei mi dice di andare. Due giorni dopo ero già lì, e ho lavorato per dieci anni come dipendente per importanti imprese edili.

Poi, sotto Natale del 1989, mi sono detto basta, è ora di cambiare. Ho comunicato al mio titolare che non sarei più tornato a lavorare. Dopo qualche mese ho deciso di aprire la mia ditta. Non avevo molto, giusto qualche centinaio di euro in tasca e pochi oggetti, ma ho rischiato tutto e così ho iniziato la mia attività come imprenditore edile.

Quali sono state le azioni che consideri vincenti per la crescita del tuo business?

C’è una cosa che mi ha guidato fin dall’inizio: quando qualcosa non funzionava o mi accorgevo che non era giusta, mi fermavo e mi chiedevo cosa dovevo fare per evitare di ripetere lo stesso errore. Questo modo di pensare è stato il filo conduttore di tutta la mia attività e della mia crescita imprenditoriale.

Posso riassumere il tutto con due elementi chiave: la voglia di imparare e la passione. Non mi sono mai accontentato, ho sempre voluto migliorare, capire cosa potevo fare meglio, e questo mi ha spinto a crescere continuamente. La passione per quello che facevo è stata fondamentale, perché mi ha dato la forza di affrontare le sfide e di cercare sempre nuove soluzioni. 

Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare nel tuo percorso imprenditoriale?

La sfida più grande che ho dovuto affrontare nel mio percorso imprenditoriale è legata a un’esperienza degli anni ’90 che è stata decisiva per la mia crescita. Mi è stato proposto un appalto importante da una grande società milanese, un progetto legato a un fabbricato vicino alle Cinque Terre. Era un affare enorme, soprattutto per l’epoca, parliamo di 14-15 miliardi di lire. 

Ricordo che era tra Capodanno e l’Epifania e mi sono recato sul posto. Appena arrivato, ho subito visualizzato quello che avremmo potuto realizzare lì. Avevo un socio, al quale non avevo detto nulla. Quando gli ho comunicato che avevamo preso quell’appalto e che dovevamo occuparci di quel progetto, la sua reazione è stata: “Ma sei matto? Andiamo a vedere.” Così l’ho portato sul posto, e anche lui ha subito notato tutte le difficoltà: eravamo in mezzo al nulla, non c’era una casa nei paraggi, le strade erano talmente strette che era impossibile portare lì una gru.

A quel punto ho iniziato a sudare freddo, mi sono reso conto della portata della sfida che avevamo davanti. Tuttavia, nonostante le difficoltà e i dubbi, siamo riusciti a portare a termine il progetto. Alla fine, abbiamo venduto tutto, e l’operazione è andata a buon fine. Quella sfida è stata un punto di svolta per la mia attività: ha segnato un grande salto di crescita, sia a livello di nome che di riconoscimento nella zona.

Se potessi dare un unico consiglio agli imprenditori che ci leggono, quale sarebbe?

Se potessi dare un unico consiglio agli imprenditori che ci leggono, direi questo: preparatevi all’inverno, perché prima o poi arriva. Gli errori sono inevitabili, ne commetterete tanti, come è successo a me. 

Nel mio caso, ad esempio, ho capito troppo tardi l’importanza di avere liquidità a disposizione. Quando è arrivata la crisi dei Lehman Brothers, con le banche tutto è diventato più difficile e più lento e noi ci siamo ritrovati nei guai.

Quali sono i progetti su cui stai lavorando attualmente?

Attualmente, il nostro obiettivo principale è realizzare costruzioni di altissima qualità, focalizzandoci sulla qualità della vita e non solo sulla qualità dell’abitazione. Cosa intendo per qualità di vita? Molte persone hanno una casa, ma poche possono dire di vivere in un ambiente che offre un vero comfort e benessere.

Stiamo sviluppando progetti che vanno oltre il semplice concetto di abitazione. Per esempio, non realizziamo più case senza includere una serie di servizi aggiuntivi come piscine, palestre, zone di socializzazione, spazi per lo smart working e lavanderie condominiali.

Con il nostro ramo immobiliare, acquistiamo aree e sviluppiamo complessi residenziali che integrano tutti questi servizi, con l’obiettivo di offrire una qualità di vita superiore agli abitanti. 

Come vedi l’evoluzione del mercato nel tuo settore nei prossimi anni?

Oggi nel mercato immobiliare, soprattutto residenziale, c’è una grande differenza tra il nuovo e l’usato. Attualmente, solo il 15-20% delle compravendite riguarda immobili nuovi, mentre l’85% si concentra sull’usato, spesso in condomini esistenti.

Nelle grandi città ci sono pochissimi nuovi cantieri, la maggior parte delle transazioni riguarda appartamenti già esistenti. Questo significa che il mercato del nuovo ha ancora spazio, ma solo per progetti di alta qualità. Se realizzi qualcosa di davvero bello e innovativo, con i presupposti giusti, il prodotto si vende, ma devi essere pronto a competere fuori dagli standard tradizionali.

Il problema è meno sentito nelle grandi città come Milano o Bologna, dove la domanda per immobili è ancora forte, mentre nelle province o nei piccoli centri, la situazione è molto diversa. In periferia, o in zone meno centrali, non si possono più realizzare progetti dozzinali e aspettarsi che abbiano successo. Bisogna puntare su qualità e innovazione per distinguersi, altrimenti si rischia di restare invischiati in un mercato fermo e difficile.

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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