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Il Sottile Equilibrio Della Bellezza: Come La Medicina Estetica Ricerca Il Tuo Benessere nell’Imperfezione

Il Sottile Equilibrio Della Bellezza: Come La Medicina Estetica Ricerca Il Tuo Benessere nell’Imperfezione
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Un uomo non impara a comprendere nulla a meno che non la ami.

Johann Wolfgang Goethe

Tutto passa sempre dall’amore, nei nostri confronti e nei confronti degli altri, e dall’uso che ne facciamo. Se vuoi comprendere la tua persona, se vuoi capirla, migliorarla, se vuoi regalarti una nuova bellezza, devi sempre prima cercare l’amore, quello per te stesso.

Ma cosa significa realmente la parola bellezza? Libertà, prigione, rinascita, preoccupazione, estetica, interiorità, bisogno, obbligo. La bellezza è intorno a noi, nelle piccole e nelle grandi cose.  

Inizia così il libro (Il Sottile Equilibrio della Bellezza, Come La Medicina Estetica Ricerca Il Tuo Benessere nell’Imperfezione) di Laura Mazzotta, titolare di AEsthe Medica, poliambulatorio di medicina estetica e chirurgia presso Ferrara.

Della sua storia come medico estetico e imprenditrice di successo te ne ho già parlato qui. Ora, in questo articolo, vorrei dare spazio alla sua riflessione di donna, oltre che di imprenditrice. Siamo infatti prima di tutto esseri umani, al di là del genere, della nostra professione e del nostro stato sociale. Insomma, siamo umani al di là di ogni tipologia di etichetta e, in quanto tali, non possiamo fare a meno con una delle categorie universali del pensiero e della percezione: la bellezza. 

Una definizione im-perfetta che accoglie le nostre im-perfezioni 

La bellezza è un tema dibattuto in lungo e in largo dalla filosofia fin dall’inizio dei tempi, eppure nel definirla sembra sempre che qualcosa ci sfugga. Come se il nostro linguaggio non riuscisse a carpirne ogni dettaglio, ogni sfumatura, ogni simbolo o incoerenza. 

La bellezza è un concetto molto delicato, che passa dal bisogno o da una richiesta inconscia di cambiamento da parte della società, che può rendere conflittuale il rapporto con il proprio corpo. Potrebbe venire da pensare che il bisogno di bellezza sia spesso mosso da un banale capriccio, che prende forza solamente dal volersi sentire “belli” dinanzi al mondo, per puro narcisismo, ma molto spesso non è così, o meglio non è SOLO così. 

Prosegue Mazzotta nel primo capitolo del suo libro, in una ricerca avventurosa alla scoperta dei propri bisogni, intenta a identificare ciò su cui si fonda il suo lavoro in armonia con la richiesta di aiuto delle sue pazienti. 

Non è bello ciò che è bello, è bello ciò che piace” – dice la saggezza la popolare, ma da tempo una tale dichiarazione, lascia il tempo che trova, nel mare di violenza, non accettazione e senso di inadeguatezza che definisce l’agire dei nostri tempi. 

Che cos’è che infatti piace davvero?

E soprattutto a chi? 

Perchè? 

L’anima ha bisogno di un corpo e il corpo di un’anima 

Non è semplice districarsi tra soggettività e l’oggettività di un tema tanto affascinante quanto labile come quello della bellezza e, in generale, della bellezza dei corpi. Dei nostri corpi. E questo spesso fa male a noi donne, intente spesso a ricercare la perfezione in ogni contesto della nostra vita. Ma non è di certo la perfezione, quella che Laura Mazzotta, incita a conquistare alle sue pazienti, anzi. 

Armonia esteriore e armonia interiore sono i due lati della stessa mela. 
Insieme formano la bellezza, ma non sempre viaggiano di pari passo. 

Non c’è infatti un “fuori” senza un “dentro”, così come non vi è un “dentro” senza un “fuori”. Questa è la tesi del libro di Laura, mentre racconta quanto sia importante intervenire sul proprio corpo in modo consapevole, mentre contemporaneamente ci si impegna per curare la propria anima, quell’entità che appunto anima il nostro corpo e lo rende vivo e unico. 

In questo senso la medicina estetica promossa da Laura non è un viaggio a senso unico, tutt’altro. Potremmo definirlo quasi un viaggio alla riscoperta di se stessi, un percorso verso la ridefinizione del nostro io, in cui appunto l’amore verso se stessi prende vita in un volto o in corpo “nuovo”, in cui a vincere non è tanto la “correzione” di qualcosa che non va bene, ma è la cura e l’amore nei propri confronti. 

C’è più da esaltare che da “correggere”: la medicina estetica come mezzo per esprimere la propria vera identità 

Il mio lavoro non ha come unico compito quello di ricercare ad ogni costo la bellezza, ma anche l’obbligo di rispettare la naturalezza. Ho avuto, ad esempio, l’onore e la fortuna di contribuire, grazie alla mia disciplina, alla ricerca della felicità di pazienti che stavano compiendo il lungo e difficile percorso di cambio di sesso. Prendere parte al processo di ricerca della loro vera identità è motivo di orgoglio ed estrema felicità. Rendersi conto di far parte, anche solo per un breve tratto del percorso, di un processo decisionale così grande e così importante è una sensazione meravigliosa. Questa non è solo estetica, ma una costruzione del sé.

Nell’immensità delle opportunità che offre la medicina estetica non vi è spazio solo per l’aumento del volume delle labbra, vi è appunto medicina. Laura quotidianamente lavora su moltissime patologie, alcune delle quali davvero debilitanti e impattanti in modo molto negativo sulla vita dei suoi pazienti. Non solo, come lei stessa scrive nel libro, ben più di una volta ha accompagnato persone ne delicato viaggio verso il cambio di sesso, una vera e propria rivoluzione interna, prima che esterna, delle persone. 

Le persone non sono automobili, quando intervengono sui loro corpi intervengono inevitabilmente anche sul loro spirito. Non possiamo infatti pensare che la medicina estetica si riduca a “sostituire” qualcosa che non va con qualcos’altro. Del resto, nemmeno la medicina in generale dovrebbe limitarsi a questo. 

Conclusione 

Non siamo solo un insieme di pezzi, ma possiamo essere ridotti in milioni di pezzi da una società che troppo spesso richiede canoni impossibili da raggiungere. 

Impariamo ad amarci, a prenderci cura di noi senza puntarci addosso il dito degli altri. Impegnamoci a convertire l’odio e la paura in amore e usiamo la tecnologia medica che abbiamo a disposizione per stare ancora meglio! 

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Claudia Bosi

Editor e Ghost Writer per Engage Editore. Dopo anni di studi di Filosofia sono approdata nel mondo del lavoro e sono riuscita a fare di un dono la mia professione, grazie al contributo di persone illuminate capaci di vedere oltre un semplice curriculum. Io amo le storie delle persone, indago fra sogni ed esperienze vissute. Penso che la scrittura e la lettura siano armi potentissime che l'essere umano ha a disposizione. Le cose essenziali per crescere, comunicare, apprendere e ricordare. In quest'arte c'è la vita e il senso di ogni grande sviluppo e scoperta, è lo specchio dell'anima che riflette l'umanità tutta. Con le parole scritte si rivoluziona il mondo, ci si apre agli altri, si scopre qualcosa di sé, si lascia una traccia indelebile da qui all'eternità.

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Superare il divario di genere: realtà o utopia? Intervista a Francesca Cipriani
Impresa e Donna

Superare il divario di genere: realtà o utopia? 

Sono anni che si parla del divario di genere nel mondo del lavoro. Dal 2006 il World Economic Forum ha introdotto il Global Gender Gap Report, ossia un insieme di dati che fornisce un quadro del divario di genere in tutti i paesi del mondo.
Questo report si basa su criteri che analizzano le condizioni economiche, politiche, educative e di salute di uomini e donne del Pianeta, di cui poi ne fornisce una classifica. Questo sistema presenta dati utili, ma anche tanti limiti e punti critici. Non è però mio intento parlarne qui.
Ciò su cui vorrei porre l’attenzione in questo articolo è più che altro il concetto stesso di “divario di genere”. O per meglio dire di “divario” in generale…

Non vorrei pertanto polarizzare la discussione rispetto a “chi sta meglio” o “chi sta peggio”.
Quello che vorrei, è più che altro dare consistenza e voce ad alcune domande:
come possiamo agire (insieme, sia uomini che donne) affinché questo “divario” sia sempre meno impattante?
Come possiamo agire affinché emerga sempre di più la bellezza delle “differenze”, a scapito del “divario”?
E infine: è possibile cambiare le cose partendo da noi? O siamo inesorabilmente costretti ad aspettare l’intervento di qualcuno dall’alto?

Ho parlato di tutto questo con Francesca Cipriani, giovane professionista nel mondo della consulenza e della formazione imprenditoriale, ad oggi Operation Manager presso OSM Partner Trapani. La sua storia è emblematica e ci accompagna in questa riflessione.

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Ogni tuo desiderio è un ordine: un’intervista a Manuela Toto
Impresa e Donna

Ogni tuo desiderio è un ordine: un’intervista a Manuela Toto 

e avessi di fronte a te un genio che ti dice: “Ogni tuo desiderio è un ordine”, tu che cosa gli chiederesti? 

In uno dei capitoli del suo libro C’era una volta…ma c’è ancora: viaggio in sé stessi attraverso le fiabe, Manuela Toto ci invita a riflettere sulla nostra capacità di desiderare. Una capacità squisitamente umana che ci distingue dal regno animale. Quest’ultimo è infatti animato esclusivamente dalla sfera dei bisogni e dell’istintualità, mentre per noi essere umani, le cose funzionano diversamente… 

Manuela Toto è autrice consulente familiare, coaching umanista, esperta dell’ascolto empatico, specialista nel trasmettere strategie efficaci per migliorare sé stessi. Fondatrice del metodo Fabulab e della community SouLab che ad oggi conta più di 200 iscritti.

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Cambia Prospettiva: il Giusto Mindset per Scegliere il proprio Destino e Vivere la propria Vita
Impresa e Donna

Cambia Prospettiva: il Giusto Mindset per Scegliere il proprio Destino e Vivere la propria Vita 

Perché così tante persone hanno paura del cambiamento? Che cosa significa cambiare esattamente?

Sicuramente ti sarà capitato più volte nella tua vita di ritrovarti a un bivio. Ad un punto di svolta in cui hai dovuto fare scelte importanti. Scelte in cui non era prevista la possibilità di tornare indietro.

Il respiro si è fatto affannoso, le gambe hanno iniziato a tremare e i dubbi a galoppare veloci negli infiniti spazi della tua mente.

“Sarà la cosa giusta?” “E Se poi dovessi pentirmene?” “Chissà cosa penseranno gli altri…”

Cambiare spesso non è così facile perché la mente gioca brutti scherzi. Come un freno a mano automatico resiste, ci consiglia di non rischiare, ci impone di conservare.

Eppure il cambiamento fa parte della vita, o meglio, il cambiamento è vita.

Lo sa bene la nostra intervista di oggi, Barbara Delponte titolare di OSM Partner NOVARA, società di consulenza e formazione imprenditoriale, nonché autrice del libro “Cambia prospettiva… E ti viene da vivere. Il giusto mindset per scegliere il proprio destino e vivere la propria vita”.

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