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Il silenzioso passaggio di consegne del potere: dalla politica alle élite economiche

Politica ed élite
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A tutti noi ogni tanto capita di lamentarsi di questo o di quel politico. 

Ma davvero i politici hanno la possibilità di incidere su quello che accade nel Paese? O questa è un’idea che continua ad accompagnarci per abitudine ma, di fatto, le cose stanno in un altro modo?

Alexis Tsipras assume la carica di Primo Ministro della Grecia il 26 gennaio del 2015. È a capo di un Governo di sinistra con un programma di forte discontinuità rispetto alle politiche imposte fino a quel momento dai creditori del Paese. Più nello specifico Tsipras si impegna a rinegoziare il debito pubblico richiedendo ai creditori un taglio di quanto dovuto. Vista la riluttanza dei creditori e dell’Unione Europea a trattare, Tsipras convoca un referendum consultivo e il 61,13% della popolazione greca si esprime per il “no” alle proposte dei creditori. Alcuni giorni dopo, nonostante la maggioranza del Paese spingesse in un’altra direzione, Tsipras cambia idea in modo rocambolesco, crea una scissione nel partito e si accorda con i creditori: in contrasto con quanto avevano appena votato i cittadini e con quanto da lui sostenuto in campagna elettorale. 

Alle elezioni politiche del 2018 il Movimento 5 Stelle guidato da Di Maio e Grillo risulta il primo partito italiano superando il 32% dei consensi sia alla Camera che al Senato ed esprimendo così ben 227 deputati e 112 senatori. Il Movimento ottiene tale risultato con un programma contro la politica tradizionale, a favore della green economy, per una migliore giustizia ed equità. 

Il 1° giugno 2018 nasce il Governo Conte I sostenuto da Lega e M5S che, dopo aver implementato alcuni dei punti del programma, va in crisi nella seconda metà del 2019. In un rocambolesco cambio di rotta che lo porta prima ad allearsi con il Pd, per poi arrivare addirittura a sostenere il Governo Draghi e ad allearsi con le sue nemesi di sempre, Berlusconi, Renzi e Letta, Di Maio invalida numerose delle promesse fatte agli elettori e care alla sua base. Per lui che era “quelli del PD…” e “quelli di Bibbiano” ora la segreteria del PD diventa un grande alleato. Proprio lui che nel passato aveva anche sostenuto una battaglia del Movimento contro l’euro, consegna il Governo a Draghi…

E si arriva al paradosso di un partito che aveva una base molto attenta al no ai vaccini che arriva addirittura a sostenere il Governo dell’obbligo vaccinale. Tutto e il contrario di tutto. 

Passano quasi tre anni e scopriamo che Di Maio, che era stato trombato dagli elettori nelle successive elezioni, viene nominato, con il consenso di tutti i baroni della UE per la posizione di Rappresentante Speciale dell’Europa per il Medio Oriente https://www.italiaoggi.it/news/di-maio-rappresentante-ue-per-il-golfo-persico-la-maggioranza-non-e-il-nostro-candidato-202304240945325021#:~:text=L’ex%20ministro%20degli%20Esteri%20Luigi%20Di%20Maio%20%C3%A8%20stato,Ue%20per%20il%20Golfo%20Persico. Davvero? Stavano forse pagando un debito di riconoscenza?

Esplode la crisi in Ucraina. Dopo le prime azioni del Governo Draghi, scoppia il caso dell’invio di armi da parte del Governo italiano camuffate da aiuti umanitari https://www.pisatoday.it/cronaca/partenza-armi-aeroporto-pisa-guerra-ucraina.html. Gli italiani non apprezzano e da lì a poco nel Paese prende piede una maggioranza contraria all’invio di armamenti alle parti in guerra https://www.open.online/2023/02/24/sondaggio-guerra-ucraina-italiani-invio-armi/.

Ormai a quel tempo si è insediato il nuovo Governo Meloni che gode di una maggioranza stabile. Nonostante la maggioranza degli Italiani desideri il contrario, nonostante la Costituzione Italiana all’articolo 11 reciti “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, il Governo Meloni vota a favore dell’invio di armi all’Ucraina per tutto il 2023 https://www.lindipendente.online/2022/12/02/il-governo-meloni-approva-linvio-di-armi-allucraina-per-tutto-il-2023/.

Questi sono solamente alcuni degli esempi, eclatanti, di promesse elettorali tradite o di comportamenti da parte dei Governi in carica in Europa che vanno contro quello che desidera la maggioranza degli elettori. Nonostante godessero del pieno appoggio per fare il contrario. Sicuramente ne potremo trovare altri in Francia, in Spagna, in Inghilterra e anche nel nostro Paese…

Allora, la domanda sorge spontanea: se i Governi non rispettano il desiderio dei cittadini o le promesse fatte in campagna elettorale anche quando avrebbero la maggioranza per farlo agevolmente, chi è che comanda DAVVERO? È proprio vero che eleggendo questo o quel politico poi lui o lei saranno in grado, una volta insediati a Roma, di eseguire il programma che avevano proposto e con il quale avevano ottenuto il sostegno degli elettori?

L’opinione di chi scrive è negativa: esiste un livello “superiore” alla classe politica. Chiamiamolo “élites finanziarie” (gli azionisti di alcuni dei più importanti fondi o istituzioni bancarie mondiali) o “burocrati deviati” o “complesso industriale militare” (il cartello delle più importanti aziende occidentali produttrici di armi), o altro ancora, che spesso e volentieri fa pressioni sulla politica e ormai, come dimostrano i casi eclatanti descritti, vince quasi sempre. 

Problema è che quel “livello superiore” non influenza solamente i Governi, ma possiede anche molti dei principali organi di informazione ed è quindi in grado di costruire campagne d’opinione per far “digerire” alcune delle misure impopolari passate mostrando la loro “correttezza”, “utilità”, “importanza”. Ed è così che noi finiamo per sostenere la prossima “cosa corretta”, siano essi i lockdown dei non vaccinati, i banchi a rotelle, l’invasione dell’Iraq, la missione in Afghanistan o la violazione dei principi sanciti dalla nostra Costituzione. 

I politici possono sì fare qualcosa, ma sugli argomenti importanti ormai non possono decidere più niente. 

È tempo che tutti noi prendiamo atto di questa scomoda verità. 

Questo non significa che dobbiamo cadere nel disfattismo o pensare che “non cambierà mai niente”. C’è molto che noi imprenditori e imprenditrici possiamo fare alleandoci tra di noi e dando inizio a progetti di cambiamento a livello locale. Il caso di Imprenditore Non Sei Solo, che aiuta gratuitamente gli imprenditori in forte difficoltà economica senza pesare in alcun modo sulla collettività, è un caso di questi.

Solo non dobbiamo mai più cadere nella trappola di pensare che “se eleggiamo questo o quel politico” loro saranno poi in grado di adempiere a tutte le promesse elettorali o di cambiare il Paese. Dobbiamo comprendere che, a prescindere dalle nostre simpatie politiche, il loro potere di influenza sarà comunque limitato.

Il cambiamento, quello vero, dunque non dobbiamo aspettare che ce lo porti questo o quel politico ma lo dobbiamo creare noi. E sono convinto che prima o poi, organizzandoci, riusciremo a farlo.

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Paolo Ruggeri

Paolo A. Ruggeri è un imprenditore che gestisce numerose aziende in diversi paesi nel mondo. Socio fondatore di OSM, società Italiana di consulenza che aiuta gli imprenditori a comunicare con i dipendenti, a far crescere il loro business e ritrovare la motivazione in azienda, con più di quindici sedi distribuite in Europa, Stati Uniti, Canada, Russia e Medio Oriente. Inoltre, dirige o possiede partecipazioni in aziende in svariati altri settori intorno al mondo, dall'immobiliare all'Editoria, dalla consulenza per l'internazionalizzazione d'impresa al marketing e alla ristorazione.

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