BANNER-utili-patrimonio.png
banner-mobileutili-patrimonio-e-rendite.png

Il significato della sincronia – Chiacchierata con Anna Aulico

Nel primo novecento Carl Gustav Jung elaborò un concetto davvero particolare e innovativo collaborando con il fisico Wolfgang Pauli, secondo il quale la sincronicità degli eventi rappresenta un ponte tra la psiche e il mondo materiale.

Carl Gustav Jung – psicologo, psichiatra e filosofo di spicco del secolo scorso – definiva la coincidenza significativa usando il concetto di sincronicità, un principio che descrive eventi connessi non da una relazione causale diretta, ma da un significato condiviso. Secondo Jung, la sincronicità si manifesta quando accadono eventi simultanei o correlati che sembrano avere un profondo significato soggettivo per chi li sperimenta, pur non essendo collegati causalmente.

Ad esempio, potresti pensare intensamente a una persona che non senti da anni e questa, nello stesso momento, ti chiama. La sincronicità però non si spiega con il caso o la causa-effetto, ma con l’emergere di un significato psicologico profondo che collega eventi interni (pensieri, sogni, intuizioni) ed eventi esterni.

Definizione alternativa di coincidenza

Cos’è dunque una coincidenza? Per trovare una risposta ed esplorare l’argomento faccio una chiacchierata con Anna Aulico, consulente professionista e con una vasta esperienza nel tema, con la quale già altre volte abbiamo scritto. Partiamo col parlarne dal fatto che chiunque sperimenta nel corso delle proprie giornate delle sincronicità, anche in modo inconsapevole. Nello scenario collettivo sono infatti qualcosa che ha una relazione, vista e riconosciuta, con altri eventi del vissuto.  

Spesso le etichettiamo come positive o negativa, salvo poi dimenticare tutte le altre che apparentemente non hanno un significato urgente.

Parlandone Anna afferma “Non credo molto a questa definizione, non penso esistano cose casuali, dettate dal caso, per il semplice motivo che in un modo o nell’altro qualcosa le genera. Le cose sono sempre effetti di una causa. Quel che noi viviamo è sempre un prodotto di nostre scelte”. 

Questo punto di vista evidenzia intanto una cosa innegabile: tutti gli eventi sono in qualche modo generati da delle cause e, se noi li sperimentiamo, è perché abbiamo compiuto delle scelte (consapevoli o meno) che ci hanno portato inevitabilmente a vivere quel momento.

Dalla mia precisazione continua Anna: “Se mio padre non avesse deciso di andare a Milano io non avrei avuto l’educazione che ho avuto e probabilmente quello che sono oggi sarebbe stato diverso. Scelta che genera altre cose… “

La nostra responsabilità nelle coincidenze

Oggettivamente abbiamo sempre due (o più) strade. Ma chi ci ha messo le strade davanti? Si può chiamare coincidenza nel senso che sono eventi che coincidono con la strada che abbiamo scelto anteriormente, manifestando quindi quel vissuto che sperimentiamo. “Ho deciso nel 2015 di lasciare la scuola e la mia vita ha preso una direzione diversa. Eppure l’ho scelto io”.

Ecco che le sincronicità perdono quell’alone di casualità e si possono descrivere più come un allineamento di circostanze con quel che abbiamo scelto. Usando un linguaggio più vicino alla cultura attuale potremmo dire che le coincidenze che sperimentiamo hanno una frequenza vicina alla nostra, vengono richiamate dalle nostre scelte. Strade diverse portano a diverse coincidenze. 

Anna la chiama ”Fragranza interna”, un atteggiamento interno che ci guida verso una categoria di eventi. Perché ho incontrato un pirata della strada? Perché ho incontrato proprio questa persona in ascensore? Perché sono riuscito a schivare all’ultimo momento quel vaso caduto dal balcone? Sono tutte domande che denotano un evento causato dalle nostre scelte e dall’intreccio che sviluppiamo nella vita: questo genera tutto il resto.

“Penso che siamo noi a determinare quel che ci accade o che non ci accade. Tutto ciò accade in modo inconsapevole. Posso prevedere che tipo di situazione sto per vivere in base a come mi percepisco; le emozioni che provo diventano come bandierina di allarme o di conferma che quel che sto facendo, pensando o vivendo è esattamente la strada giusta per me o dovrebbe invece essere un’altra”. Così Anna risponde all’ipotesi che sia tutto qualcosa di astratto e senza significato, sottolineando come tutto prende coscienza e significato in base all’osservatore che vive quella situazione.

Anche gli eventi drammatici sono coincidenze fortunate?

La mia domanda a questo punto cambia. Cosa dire di quegli eventi che ci fanno star male? Quelle cose che sperimentiamo e con dolore pensiamo che non avremmo mai voluto niente del genere?

Questo dipende dal significato che diamo alla coincidenza, se anteriore o posteriore all’evento. È facile giudicare un evento in base all’emozione che stiamo vivendo: se è una cosa poco piacevole, indubbiamente il giudizio sarà negativo. Tutto viene giudicato quindi in base al filtro che usiamo in un determinato istante, diventando bello o meno in base a come stiamo e a quello che ci ha portato.

Non possiamo quindi definire una coincidenza positiva o negativa a priori: tutto arriva come componente fondamentale della nostra vita, creandola insieme a noi, alle nostre scelte.

Dopo un certo tempo è possibile infatti vedere come l’evento che abbiamo vissuto con accezione negativa diventa una chiave per qualcosa di nuovo, di diverso e spesso migliore.

Cosa c’è di bello in qualcosa che ci fa soffrire? Non è sempre qualcosa di bello, ma nel tempo diventa un’insegnante. “Ritengo di aver cambiato la mia versione dei fatti”, continua Anna, “la sofferenza è diventata maestra. Ad esempio, aver deciso di lasciare il lavoro come docente è stato difficilissimo. A distanza di anni, tuttavia, avendo concretamente alle mani traguardi e risultati in ogni ambito, penso che ne è valsa davvero la pena, cosa prima impossibile da dire”.

“L’evento drammatico implica qualcosa di prezioso per me, anche se ancora non ne ho l’evidenza. Vedo a distanza che quella scelta difficile e quel periodo tosto è stato il germoglio di ciò che oggi amo e mi fa star bene”.

La consapevolezza, in questo caso, è la chiave. La consapevolezza che non importa quel che vivi, tutto è parte integrante della tua esistenze e che, le cose più brutte, arrivano sempre per qualcosa di più grande, mai per puro male, basta avere la pazienza e la volontà necessarie per sviluppare la parte successiva. “Dopotutto quando ti rialzi sei la parte evoluta di te, e già questo è tanto!”. Le brutte esperienza sono nella via, non possiamo precluderci di queste sfide.

La chiacchierata, come sempre, è stata decisamente arricchente. Guardare al passato con l’idea che senza tutto quello che abbiamo superato (di bello e meno bello) ha avuto il compito specifico di portarci qui, alleggerisce il cuore. Ecco che allora, guardando al futuro, ci sentiamo anche più fiduciosi nell’accogliere con sentimenti di amore e coraggio quel che viene, proprio perché convinti che non esistono coincidenze casuali, ma solo eventi in linea con chi siamo noi e come stiamo.

Pertanto facciamo caso a quel che accade attorno a noi: “la vita ti dà quello che ti occorre per accedere ad una nuova versione di te, se lo leggi sai dove stai andando e cosa ti occorre per stare meglio”. 

banner-mobile-imp.info-nuovo.png
Avatar photo

Francesco Iavarone

Francesco Iavarone è un autore Pugliese che da anni lavora con le parole. Scrittore, Articolista e Copywriter. La passione per la ricerca e la scrittura nascono sui banchi di scuola per poi diventare una vocazione vera e propria. Dottore in fisica, ama studiare, indagare e scrivere di temi di nicchia, scrivendo con l’intento di far emergere la verità dai fatti presentati e investigati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ambiente
Spiritual Business

Alti e bassi dell’umore: l’ambiente può cambiare il modo in cui stiamo

L’ambiente che frequentiamo, le persone con cui lavoriamo e il modo in cui veniamo trattati possono influenzare profondamente il nostro stato d’animo.

Per un imprenditore questo aspetto è ancora più evidente.

Continua a leggere
tono emozionale
Spiritual Business

Come mantenere il tono emozionale sempre alto e perché è l’abilità più importante da avere

Parlare di tono emozionale significa parlare, prima di tutto, del modo in cui stiamo dentro le nostre giornate. Perché è importante per gli imprenditori?

Continua a leggere
talento
Spiritual Business

Pensare in grande e raggiungere i propri obiettivi: Oltre il talento – con Luca Rigoldi

Dietro ogni vittoria c’è molto più del talento. Ci sono disciplina, sacrificio, capacità di rialzarsi dopo una sconfitta e una visione chiara di dove si vuole arrivare. 

Ne parlo con Luca Rigoldi

Continua a leggere