Le notizie e gli aggiornamenti sui conflitti internazionali affollano i feed dei nostri social così come, 50 anni fa, popolavano giornali e televisione. È parte della routine per noi occidentali: “dall’altra parte del mondo c’è la guerra, che novità!”, talvolta pensiamo con una nota di sarcasmo e un riflesso di cinismo.
Eppure, se spegniamo per un momento il vociare dei pensieri e prendiamo del tempo per riflettere attivamente, possiamo notare schemi davvero interessanti tra questi eventi distruttivi, nel corso della storia.
Tempo fa abbiamo parlato di come, tramite il mercato della guerra, si potesse riciclare molto denaro dei contribuenti e versarlo nelle tasche di grandi multinazionali – specialmente quelle produttrici di armi e dove investe Blackrock, ma si può approfondire l’elenco qui – facendolo passare come “pacchetto di aiuti” o “bando per la ricostruzione post-bellica”, regalando di fatto miliardi di soldi dei contribuenti alla solita combriccola: Blackrock, Vanguard Group, State Street Corporation, multinazionali che detengono grossi pacchetti azionari dell’industria bellica. Più volte abbiamo citato il caso della Halliburton per la ricostruzione in Iraq, ma in chiave moderna potremmo pensare a chi ricostruirà l’Ucraina una volta finita la guerra: sì, Blackrock! Ma ormai non stupisce più.
È il mercato della ricostruzione, del riciclaggio bellico e della strategia più vecchia ed efficace del mondo, creare sia la domanda che l’offerta. Ma approfondendo il tema scopriamo che accendere conflitti, fomentarli o controllarli è anche una valida strategia per acquisire potere e maggior potere in una zona di interesse. Il mercato della guerra e del conflitto non ripaga, dunque, solo con denaro e favori alle multinazionali, ma anche con un controllo sul territorio da parte di chi la guerra la finanzia (non chi la vince).
Le briciole di Pollicino: l’intervento continuo dei servizi segreti americani nei conflitti attorno al globo
Non sono rari, infatti, i coinvolgimenti di servizi segreti e i giochi di potere nei conflitti internazionali nell’ultimo secolo, a riprova del fatto che nulla di quando accade là fuori è semplicemente “un’esplosione casuale di un conflitto”. Facendo una lista e scavando un po’ nelle dinamiche di ogni conflitto troviamo uno schema molto simile specie per i servizi segreti americani, i quali hanno messo mani un po’ ovunque nella storia.
Eccone un elenco che riguarda specificatamente la CIA:
- Guerra di Corea (1950-1953). La CIA ha condotto operazioni di intelligence e operazioni segrete per sostenere le forze sudcoreane e americane, raccogliendo informazioni e conducendo sabotaggi dietro le linee nordcoreane.
- Colpo di Stato in Iran (1953) – Operazione Ajax. La CIA, insieme al MI6 britannico, orchestrò il colpo di stato contro il Primo Ministro iraniano Mohammad Mossadegh, installando lo Scià di Persia per proteggere gli interessi petroliferi occidentali.
- Colpo di Stato in Guatemala (1954) – Operazione PBSUCCESS. La CIA orchestrò il colpo di stato contro il presidente democraticamente eletto Jacobo Árbenz, accusato di essere filo-comunista, sostenendo un governo militare.
- Baia dei Porci (1961) e Operazioni contro Cuba. La CIA tentò di rovesciare il governo di Fidel Castro tramite l’invasione della Baia dei Porci, addestrando e finanziando esuli cubani, e continuò a compiere tentativi di assassinio e sabotaggio contro Castro negli anni successivi.
- Colpo di Stato in Brasile (1964). La CIA sostenne il colpo di stato militare che rovesciò il presidente João Goulart, percepito come una minaccia comunista
- Guerra del Vietnam (1955-1975). I servizi segreti parteciparono con operazioni di contro-insurrezione, disinformazione e assassini mirati. Sostennero i governi del Vietnam del Sud contro il Viet Cong e le forze nordvietnamite.
- Operazione Phoenix (Vietnam, 1968-1972). Programma segreto della CIA volto a neutralizzare la leadership del Viet Cong attraverso arresti, torture e assassini mirati.
- Colpo di Stato in Cile (1973) – Operazione Condor. La CIA aiutò a orchestrare il colpo di stato contro il presidente socialista Salvador Allende, sostenendo il generale Augusto Pinochet.
- Guerra in Angola (1975-2002). La CIA sostenne gruppi ribelli contro il governo filo-sovietico dell’MPLA durante la Guerra Civile angolana, principalmente fornendo armi e finanziamenti all’UNITA.
- Afghanistan (1979-1989) – Operazione Cyclone. La CIA finanziò e addestrò i mujaheddin afghani per combattere l’invasione sovietica, fornendo armi tra cui i missili Stinger per abbattere gli elicotteri sovietici.
- Iran-Contra (1980s).Operazione segreta in cui la CIA vendette armi all’Iran, utilizzando i proventi per finanziare i Contras, un gruppo ribelle in Nicaragua, in violazione delle leggi statunitensi.
- Guerra civile in El Salvador (1979-1992). La CIA sostenne il governo salvadoregno contro i ribelli del Fronte Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale (FMLN) attraverso addestramento militare e intelligence.
- Invasione di Grenada (1983). La CIA partecipò a operazioni di intelligence e disinformazione per giustificare l’invasione guidata dagli Stati Uniti per rovesciare il governo marxista.
- Operazioni in Libia (2011). La CIA ha svolto un ruolo nelle operazioni segrete di supporto ai ribelli libici contro il governo di Muammar Gheddafi, inclusa la raccolta di intelligence e il coordinamento di attacchi aerei.
- Guerra in Siria (2011-presente) – Operazione Timber Sycamore. La CIA ha fornito addestramento, finanziamenti e armi ai ribelli siriani che combattono contro il regime di Bashar al-Assad.
Conclusioni
Questo consiste in un ulteriore tassello da aggiungere al quadro geopolitico costruito negli ultimi 120 anni e che in questa rubrica cerchiamo di esplorare.
Questo elenco non dice nulla di nuovo, in effetti. Sono tutti eventi storici documentati e che possono essere approfonditi anche grazie ai documenti che la stessa CIA ha pubblicato e desecretato. Il vero salto di qualità nella lettura di questo pezzo di storia sta nel collegare i puntini, farsi domande e rendersi conto della rete di controllo che è in mano non a dei cittadini liberi e nemmeno a governi eletti, bensì a chi, ormai in modo palese, finanzia guerre, colpi di stato e gioca un ruolo fondamentale nell’economia mondiale.



