Come trovare il giusto equilibrio tra amore e disciplina per assicurarti di mettere in atto politiche di management efficace?
Ne parlo con Elisabetta Comite, Socia e direttore operativo di OSM – Open Source Management e responsabile della Scuola MBS – Mind Business School. Elisabetta è conosciuta per la sua capacità di guidare e correggere le persone nel contesto lavorativo, e condividerà con noi approfondimenti preziosi su come trovare l’equilibrio tra amore e disciplina nella gestione dei team.
Perché è importante per te approfondire questo argomento?
Perché ti aiuterà a creare un ambiente lavorativo produttivo e positivo.
Come definiresti il legame tra amore e disciplina nella tua vita e, in particolare, nel tuo ruolo di leader?
La disciplina è sempre stata una mia caratteristica distintiva, un pilastro su cui ho costruito la mia vita. Mi ha permesso di affrontare le sfide con determinazione e tempestività, senza indugiare o procrastinare. Ad esempio, di fronte a un problema con un cliente, non esito un istante a intervenire e risolvere la situazione.
Dall’altra parte c’è l’amore, che aggiunge una componente di umanità e sensibilità alla disciplina. Mentre la disciplina può essere rigida, l’amore la ammorbidisce, consentendo di gestire le situazioni con gentilezza e comprensione. Per me, l’amore implica interesse, gratitudine e cura per ciò che faccio.
Come leader, è cruciale saper bilanciare questi due elementi. Se voglio che le persone si sentano valorizzate e rispettate, devo mostrare amore e empatia. Allo stesso tempo, la disciplina è necessaria per garantire che le cose vengano fatte e che l’azienda mantenga alti standard di qualità ed efficienza. Nella mia esperienza, quando è mancato uno di questi due elementi, il risultato è stato un disastro.
Qual è, secondo te, la differenza tra la forza e la determinazione?
La differenza tra forza e determinazione risiede principalmente nell’approccio e nell’energia coinvolta. La forza è un concetto legato al fisico, richiede un’immediata energia fisica e una preparazione adeguata. Per esempio, se devo applicare forza fisica per spostare un oggetto pesante, devo essere ben riposato e avere le energie fisiche necessarie per farlo. La determinazione, invece, è più legata alla mentalità e all’atteggiamento. È una sorta di energia mentale, una volontà ferma e resiliente che mi permette di affrontare le sfide con serenità e persistenza.
Quando mi trovo di fronte a ostacoli o ad obiettivi da raggiungere, la determinazione mi aiuta a superare le difficoltà lungo il cammino. Anche se le interferenze possono arrivare, come un cliente insoddisfatto o un collaboratore che si licenzia, la determinazione mi permette di affrontarle con calma e risolutezza, senza esaurire le mie energie fisiche.
La forza fisica, d’altra parte, può affrontare le interferenze, ma richiede uno sforzo continuo e può portare rapidamente alla stanchezza. La determinazione, invece, mi dà la capacità di superare le sfide con maggiore fluidità e costanza, senza dover lottare contro la fatica fisica.
Come si possono integrare amore e disciplina per raggiungere un equilibrio soprattutto quando si gestisce un team di giovani?
I giovani portano una carica di energia e entusiasmo straordinaria, insieme a una volontà di apprendere rapida e un desiderio ardente di fare la differenza. Tuttavia, è anche vero che possono manifestare un certo grado di ego e sensibilità, tipico di chi sta ancora costruendo la propria identità e maturando nel contesto professionale.
La disciplina è essenziale per fornire una guida chiara e un sostegno strutturato al team. Aiuta a mantenere un ambiente di lavoro efficiente e organizzato, permettendo di affrontare le sfide quotidiane con determinazione e rigore. Invece, l’amore entra in gioco per fornire sostegno emotivo e compassione. Consente di comprendere le esigenze individuali dei membri del team e di creare un clima di fiducia e rispetto reciproco.
In questo contesto, l’amore non significa solo affetto, ma anche interesse genuino per il benessere e lo sviluppo personale e professionale dei giovani. Si tratta di essere presenti, ascoltare attivamente e incoraggiare il loro potenziale, senza giudicare o criticare eccessivamente. Dall’altra parte, la disciplina serve a mantenere un certo livello di struttura e responsabilità, garantendo che le attività siano svolte con impegno e dedizione.
Quando si gestisce un team di giovani, è importante trovare un equilibrio tra amore e disciplina. La disciplina è come una spinta che ti solleva dagli intricati labirinti della mente, rimuovendo ogni incertezza e indecisione. Ti porta direttamente all’azione, senza lasciare spazio al rimuginare o alle incertezze. Dall’altra parte, l’amore funge da luce che illumina quei labirinti, permettendoti di comprendere i tuoi pensieri più profondi e le tue emozioni più intime.
Quali sono i passaggi pratici che consiglieresti ad un imprenditore o manager per coltivare un approccio equilibrato con i suoi collaboratori?
Per coltivare un approccio equilibrato con i collaboratori, ecco alcuni passaggi pratici che consiglierei a un imprenditore o manager:
Prima fase: Quando arriva un nuovo collaboratore giovane e inesperto, è essenziale impegnarsi nella sua formazione con disciplina. Devi stabilire una guida ferma, resistere all’impulso di fare tutto da solo e investire tempo nella creazione di manuali e affiancamenti. Non devi solo insegnare il mestiere, ma anche trasmettere la mentalità del lavoro. Quindi, devi essere presente, fargli provare e riprovare finché non acquisisce le competenze necessarie. La tua disciplina è fondamentale per garantire che il nuovo membro del team si integri correttamente.
Seconda fase: Quando il collaboratore acquisisce una certa autonomia ma commette ancora errori, è il momento di intervenire con amore e disciplina. Correggi gli errori in modo costruttivo, offrendo supporto e incoraggiamento. Devi comprendere cosa è successo, ma anche imporre la disciplina necessaria affinché l’errore non si ripeta. Può essere frustrante, ma devi mantenere la tua determinazione e sostenere il collaboratore finché non raggiunge la competenza necessaria.
Terza fase: Quando il collaboratore ha ottenuto dei successi e inizia a sperimentare nuove soluzioni anche rispetto alle azioni in cui non ha molta esperienza. In questo caso, con tanto amore e disciplina, devi riportarlo a fare la procedura standard e farlo vincere e poi potrà sperimentare. La tua fiducia in lui è importante, ma devi anche garantire che rispetti gli standard aziendali.
Quarta fase (opzionale): Se il collaboratore non è più adatto per l’azienda, devi gestire la situazione con amore e disciplina per il bene di entrambi. Comunica chiaramente le ragioni del termine della collaborazione e offri supporto durante la transizione.



