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Passaggio Generazionale: Come trasformare tuo figlia/o nel nuovo Leader dell’ Azienda.

passaggio generazionale
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“Riuscirà mai mio figlio a gestire l’azienda con la stessa efficacia con cui lo faccio io?”

Questa è la domanda che molti imprenditori si fanno prima di un possibile passaggio generazionale. Lasciare la propria azienda ai figli rappresenta una sfida complessa che richiede impegno reciproco. Da un lato, l’imprenditore deve imparare a lasciar andare le redini, a fidarsi dei suoi successori, ad abbracciare l’innovazione e ad adattarsi ai cambiamenti. Dall’altro, il figlio o la figlia, incaricati di prendere il testimone, si trovano di fronte alla responsabilità di vivere all’altezza delle aspettative genitoriali, di guidare con successo l’impresa e di portare avanti il progetto di vita del genitore senza tradirne la visione e i valori.

Abbiamo già parlato di passaggio generazionale dal punto di vista di un figlio (trovi qui l’intervista). Oggi, però, cambiamo angolazione e diamo voce alla parte genitoriale del processo. Sarà Franco Canteri a condividere con noi le sue esperienze e riflessioni da genitore che ha passato il testimone alla giovane figlia Francesca.

Franco Canteri è il fondatore di Lakshmi, la prima linea di cosmetici professionali certificati 100% Eco Bio. La mission di Lakshmi è quella di diffondere l’amore per la natura facendo vivere alle persone esperienze di profondo benessere attraverso rituali di bellezza con prodotti Bio in continua evoluzione.

Lakshmi è stato creato proprio per contribuire allo sviluppo ed alla diffusione della coscienza e della conoscenza olistica per migliorare la qualità della vita degli esseri umani. Lakshmi è un’attività che si basa sull’amore per la natura, per le persone e per la loro salute fisica. L’obiettivo è quello di promuovere l’armonia e l’equilibrio interiore in ogni individuo, contribuendo a creare un legame più stretto tra l’essere umano e il mondo naturale che lo circonda.

Ora, però, lasciamo spazio all’intervista di Franco!

Franco, qual è stata la tua esperienza nel passaggio generazionale? Cosa ti ha motivato a prendere questa decisione?

Un momento decisivo in questo percorso di passaggio generazionale è stato l’incontro con Paolo Ruggeri, che ha giocato un ruolo chiave nella mia riflessione. Un giorno Paolo mi ha chiesto: “Perché non affidi a tua figlia la responsabilità dell’azienda?” Era un passo che avevo già considerato e su cui già avevo riflettuto da tempo, ma che esitavo a compiere, poiché ero pienamente consapevole delle sfide e dell’impegno che questo avrebbe comportato. L’osservazione di Paolo mi ha dato lo stimolo necessario per valutare seriamente l’idea di un passaggio generazionale.

Inizialmente, il fatto di “lasciar andare” l’azienda non mi è stato facile da accettare. Già in passato mi ero trovato nella posizione di dover delegare alcune responsabilità del mio lavoro a un direttore commerciale. Ricordo in particolare il momento in cui osservai questo direttore telefonare tutti i miei agenti, assumendosi la responsabilità di contattarli direttamente. A me, che al tempo ero ancora abituato a gestire personalmente le interazioni con queste persone, quel gesto suscitò una certa sorpresa. Mi chiesi, con un misto di stupore e riluttanza: “Sta davvero chiamando LUI i MIEI agenti?

L’abitudine a svolgere da solo tutte quelle mansioni mi rendeva difficile concepire che altri potessero occuparsene efficacemente. Tuttavia, con il tempo, i risultati hanno dimostrato che affidare quelle responsabilità ad altri è stata la scelta giusta! Lo stesso è accaduto nel passaggio di consegne a mia figlia Francesca, un percorso che, nonostante le iniziali resistenze, si è rivelato davvero illuminante.

Con il tempo, infatti, ho realizzato che le mie preoccupazioni non avevano senso di esistere. Ho osservato che, avanzando a piccoli passi, Francesca ha affrontato questa sfida con un entusiasmo straordinario e alta professionalità.

In più la sua preparazione era incontestabile: aveva completato un master in Spagna, acquisito esperienza lavorativa in un’azienda di cosmetici a Shanghai, in Cina, e poi perfezionato ulteriormente le sue competenze con un altro master. La sua formazione era ben più solida di quella con cui ero partito io (avendo io conseguito solo un diploma). Il contrasto tra i nostri livelli di preparazione, ma soprattutto il suo grande entusiasmo e la sua determinazione, mi hanno aperto gli occhi su quanto Francesca fosse eccezionalmente adatta a guidare l’azienda.

Inoltre, Francesca ha sempre profondamente interiorizzato i valori e la missione di Lakshmi, dimostrando una naturale capacità di condividerli e trasmetterli agli altri. Questa sua predisposizione ha reso la decisione di affidarle le redini dell’azienda non solo semplice, ma proprio naturale.

Come ti sei trovato a lavorare insieme a tua figlia?

La collaborazione con Francesca è stata sempre estremamente positiva, anche lavorativamente parlando, in parte perché il legame affettivo che ci unisce è profondo. Si percepisce chiaramente la sincerità del suo impegno verso l’azienda, mosso anche dal desiderio di vedermi felice e soddisfatto. Questo suo grande impegno non solo viene apprezzato da me, ma conquista l’affetto di tutti quanti.

A differenza di altri direttori commerciali del passato, che avevano ottenuto la stima di solo una parte dell’azienda o di un ristretto numero di persone, Francesca ha saputo guadagnarsi l’amore e la fiducia dell’intero team. La sua capacità di incarnare e vivere i valori aziendali ha generato un grande senso di unione all’interno di Lakshmi.

Posso dire che da quando è entrata lei in azienda, nel 2014, si è assistito a una rinascita dell’entusiasmo e, oltretutto, da quell’anno in poi, Lakshmi ha registrato una crescita costante del fatturato.

Come hai gestito eventuali differenze di visione o approccio tra te e tua figlia nella gestione dell’azienda?

Ho dato a Francesca la libertà di agire in autonomia, consentendole di esplorare, sperimentare e, quando necessario, imparare dai propri errori. Un esempio riguarda le nostre riunioni aziendali. Inizialmente, Francesca tendeva a preparare presentazioni eccessivamente lunghe e complesse, parlando molto e dominando lei stessa la conversazione. Con il tempo, però, ha capito l’importanza dell’ascolto attivo e ha radicalmente cambiato il suo approccio.

Nonostante fossi presente a queste riunioni, io ho comunque scelto di non intervenire direttamente, permettendole di trovare da sola la strada migliore. Non l’ho mai corretta in modo esplicito, piuttosto ho osservato come, autonomamente, arrivasse a comprendere cosa fosse più efficace. Questo l’ha portata a privilegiare l’ascolto, rendendo le sue riunioni decisamente più coinvolgenti e produttive. Un cambiamento davvero significativo che ha arricchito il modo in cui interagiamo all’interno dell’azienda.

Ci sono stati errori o lezioni apprese che vorresti condividere con chi sta affrontando un passaggio generazionale?

In diverse occasioni, mi sono reso conto di essere stato un po’ troppo distante dall’azienda e da Francesca. Ho erroneamente pensato che, avendo Francesca al comando e fidandomi molto di lei, potessi permettermi di delegare completamente e distaccarmi del tutto da Lakshmi. Questa convinzione mi ha fatto trascurare l’equilibrio necessario tra il dare spazio e il mantenere un coinvolgimento attivo.

Infatti, è fondamentale, come dicevo in precedenza, concedere ai nostri figli lo spazio e la libertà di prendere decisioni autonome. Tuttavia, è altrettanto importante assicurarsi di non abbandonarli, mantenendo una presenza discreta, ma costante. Questo anche perché l’esperienza accumulata da noi genitori, inevitabilmente superiore a quella dei nostri figli anche a causa dell’età, può rivelarsi un sostegno davvero prezioso per loro.

Da queste esperienze è quindi emersa la necessità di trovare un equilibrio sano, che permetta sia a me di mantenere un ruolo attivo e di supporto (senza soffocare l’iniziativa e l’autonomia di Francesca), sia all’azienda di beneficiare dell’esperienza e della visione fondatrice. Tutto questo abbracciando anche le innovazioni e le nuove energie portate dalla nuova generazione.

Per esperienza posso dire che questo equilibrio è fondamentale per un passaggio generazionale di successo, consentendo sia alla guida storica sia ai nuovi leader di contribuire al meglio al futuro dell’azienda.

Come hai preparato la squadra all’ingresso di una leader così giovane?

Inizialmente, Francesca ha cominciato a fare la sua comparsa in azienda, dedicandosi soprattutto al marketing, al prodotto, allo sviluppo di nuove linee e alla loro presentazione ai capi area e agli agenti. Man mano, ha assunto un ruolo sempre più attivo, iniziando a occuparsi direttamente degli agenti, visitandoli in giro per l’Italia e accompagnandoli per comprendere meglio il loro lavoro. Questo è stato enormemente apprezzato dagli agenti, che hanno riconosciuto il valore del rapporto diretto e personale che Francesca è riuscita a stabilire con loro.

La sua capacità di creare connessioni significative, unita al suo entusiasmo che supera la media, ha reso Francesca particolarmente efficace in questo ruolo.

Quali consigli daresti ad altri imprenditori che stanno considerando di passare l’azienda ai propri figli?

Innanzitutto, consiglio vivamente a ogni imprenditore di considerare seriamente l’opzione di affidare la gestione dell’azienda ai propri figli. La verità è che nessun imprenditore è insostituibile o indispensabile. Il mondo, e in particolare l’azienda, continua a evolversi anche senza la sua presenza diretta, perciò non ha senso aggrapparsi al controllo dell’azienda fino a tarda età. Piuttosto, è importante avere fiducia nei propri figli, permettendo loro di fare esperienze che non solo li perfezioneranno professionalmente, ma che potrebbero addirittura renderli più bravi e competenti di quanto noi genitori-imprenditori siamo.

Con l’avanzare dell’età, si corre il rischio di non capire più il mondo e, viceversa, che il mondo non capisca più noi. Pertanto, affidare le redini dell’azienda a una mente più giovane e fresca diventa fondamentale, consentendo così all’impresa di continuare a prosperare e ad adattarsi alle nuove sfide.

Quindi, il mio invito agli imprenditori è quello di aprirsi a nuove prospettive, di prendere un profondo respiro e lasciar andare, senza cercare di mantenere il controllo su tutto e senza lasciarsi sopraffare dall’ansia. Arriverà inevitabilmente il momento di passare il testimone, quindi perché non farlo ora?

È anche un’opportunità per valorizzare e apprezzare ciò che stanno facendo i nostri figli e per dedicarsi e godersi altri aspetti della vita. Ciò risulta essere non solo vantaggioso, ma anche arricchente.

Questo approccio non può che rafforzare il legame tra genitori e figli, come è successo tra me e Francesca. Sono immensamente soddisfatto e grato per aver preso decisioni coraggiose e sono fiero di vedere come Francesca abbia sposato, portato avanti e ampliato le mie visioni. Questa esperienza mi ha riempito e mi riempie tuttora di gioia e auguro a tutti gli imprenditori di poter vedere i propri figli abbracciare con passione il sogno e gli obiettivi della loro azienda.

Quindi, caro imprenditore, cosa stai aspettando? È ora di prendere un grande respiro, lasciar andare e godersi la meravigliosa vista!

Su cosa vorresti che scrivessimo? Manda una mail a redazione@imprenditore.info per farcelo sapere!

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