Il nuovo asse milionario India-Russia. A maggio Nuova Delhi ha importato una quantità record di petrolio da Mosca. Parliamo di circa 2,1 milioni di barili al giorno. La cifra è stata raggiunta grazie agli sconti applicati dalla Russia. Non è stata una mossa “casuale”. L’economia del Cremlino ha attutato (con successo) il piano B per arginare la diminuzione di richieste della Cina.
Il nuovo asse milionario India-Russia
La nuova intesa è stata approfondita dal reportage dell’Economist. «Questa impennata ha portato – scrive il settimanale britannico – la quota della Russia nel mercato petrolifero indiano a quasi il 41%. Ha consolidato la sua posizione di primo fornitore del terzo importatore e consumatore di petrolio al mondo». Un successo non di poco conto per un’economia in guerra. Questo risultato è bissato dal recente forum internazionale di San Pietroburogo. Anton Kobyakov, segretario del comitato organizzatore, assicura: «Raggiunti accordi per un valore complessivo di sei trilioni di rubli (oltre 70 miliardi di dollari)». Inoltre le grandi aziende russe e le banche – Gazprom, Alfabank, Sberbank… – hanno fatto incetta di consensi. Torniamo, ora, agli affari petroliferi fra India e Russia. The Economist spiega che i raffinatori indiani hanno capitalizzato il greggio russo. Il petrolio di Mosca è diventato economicamente più interessante di quello del Medio Oriente. Come mai i prezzi da “primo giorno di saldi”? «L’invasione dell’Ucraina ha portato le nazioni europee a ridurre la loro dipendenza dal petrolio russo. Così facendo, l’India ha approfittato delle forniture scontate» scrive The Economist. Il settimanale britannico aggiunge: «Se questa tendenza dovesse continuare, ci sarebbero contraccolpi a livello internazionale e di OPEC. L’Arabia – evidenzia il reportage – difficilmente si lascerà scappare un cliente come l’India».
La crisi che non c’è
Come vi abbiamo raccontato in questo articolo, sono molteplici le balle raccontate dall’Unione Europea sulla Russia. Nonostante i 12 pacchetti di sanzioni, figlie della guerra, «secondo gli aggiornamenti del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Mosca crescerà più di tutte le economie avanzate del mondo, compresa quella USA». L’organismo finanziario prevede un balzo del 3,2%, superiore a quella di Stati Uniti (2,7%), Germania (0,2%), Francia (0,7%), Italia (0,7%) e Regno Unito (0,5%)». Le stime economiche dell’FMI rappresentano «un vero e proprio smacco per il blocco atlantico: hanno smontato la propaganda dei capi di Stato e dei media occidentali. Dal 2022 hanno sostenuto che le sanzioni avrebbero duramente colpito l’economia di Mosca, impedendogli di finanziare la guerra in Ucraina e facendola fallire» è il commento degli esperti. Il recente forum di San Pietroburgo conferma… l’opposto. Nell’ex Leningrado c’è stata pure la massiccia presenza del Dragone. Pechino è stata rappresentata dai colossi industriali, mediatici e finanziari. Senza dimenticare HonqQ: la casa automobilistica sempre più diffusa nella Federazione. I rapporti sino-russi hanno raggiunto il massimo storico. Se nel 2013 l’interscambio tra Mosca e Pechino valeva 87 miliardi di dollari, ora è quasi triplicato: 240 miliardi.
L’incastro Trump-Putin
Prosegue intanto la guerra fra Russia ed Ucraina. La notizia delle ultime ore arriva dagli Stati Uniti. Un funzionario del partito repubblicano ha raccontato all’agenzia di stato russa: «Trump fermerà la guerra. E lo farà parlando direttamente con Putin. Inizierà senza dubbio un dialogo e lo farà senza intermediari». Il funzionario del partito ha aggiunto che la Nato non deve essere presente in Ucraina. Il conflitto va dunque risolto attraverso negoziati. Come mai tutta questa importanza all’intervista? Perché dopo l’attentato al Tycoon, Wall Street tocca il record, nell’indice Dow Jones, con gli investitori che vedono più vicino il secondo mandato per lui. Gli ultimi sondaggi danno infine Trump in vantaggio di 3-4 punti. Vuoi vedere, come provocatoriamente abbiamo scritto qui, che il Tycoon risolverà la guerra in poco tempo?



