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Il mindset del karatè applicato in azienda – Con Laura Sessa

princìpi del karatè
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Se ti dicessi che puoi essere un leader migliore adottando i princìpi del karate, cosa penseresti? 

Immagina di guidare la tua azienda con la mentalità di un guerriero moderno, creando un team di collaboratori determinati, disciplinati e consapevoli delle proprie capacità.

Laura Sessa, co-titolare del franchisee OSM Partner Venezia, è un esempio vivente di come la mentalità del karateka possa trasformare il modo di gestire un’azienda. A 41 anni, ha iniziato a praticare karate e ha scoperto un mondo di insegnamenti che ha saputo applicare con successo alla sua vita professionale. La disciplina, l’umiltà e la perseveranza apprese sul tatami sono diventate le fondamenta della sua leadership.

Adottare i princìpi del karate significa ispirare e potenziare il tuo team, trasformandolo in una squadra coesa e resiliente. Scopri come la filosofia del karate può guidarti verso una gestione più efficace e umana, capace di affrontare e superare qualsiasi sfida.

Quali sono i princìpi fondamentali della mentalità del karateka che ritieni particolarmente utili per l’ambiente aziendale?

La filosofia del karate mi ha insegnato a raggiungere i risultati andando a lavorare sulla preparazione, sul coraggio, sui punti deboli, sulla velocità, sulla tattica, sull’assestare i colpi  e raggiungere gli obiettivi con il minimo sforzo e la massima resa.

Il principio di base della mentalità del karateka utile per il guerriero moderno nel contesto aziendale, è il PRINCIPIO DI ARMONIA, secondo cui è necessario essere in armonia e non in contrasto con la forza e l’impeto dell’avversario: “fluido come l’acqua e duro come la roccia”. 

L’alternanza del  “duro / morbido” è nel karate l’idea di base con cui sconfiggere l’avversario, arrendendosi a lui e utilizzando la sua stessa forza. E’ per questo che il praticante di Karate non si fa mai valere contro il suo avversario, dimentica sé stesso e segue il suo avversario più che sé stesso. 

Per me, adottare i princìpi del karate significa:

  1. allenare l’efficienza tutti i giorni (nel corpo, nel cuore, nella mente, nello spirito).
  2. cercare e trovare la condizione mentale corretta, ossia l’atteggiamento interiore con cui affrontare le cose. Ognuno dovrebbe riconoscere quale sia il proprio stato mentale ideale per “entrare in gara”.

Seguire una filosofia di vita aiuta a diventare un leader carismatico in grado di portare al successo i propri uomini e renderli belle persone ma soprattutto “truppe d’assalto”, capaci di affrontare e superare qualsiasi sfida, uniti.

Detto questo, l’umiltà potrebbe anche comportare il rimanere sempre dietro le quinte. Come il maestro che rimane lì, che in realtà è l’elemento fondamentale per la vittoria di tutti i suoi uomini, i suoi allievi. Mi sono resa conto che non si può rimanere indietro. Noi, come imprenditori, quindi come maestri, come giganti che fanno salire sulle spalle i nani, dobbiamo continuare a essere in prima fila, non a fare delle cose, ma a sviluppare delle visioni straordinarie, talmente grandi che sono poi quelle che accendono e attirano talenti in azienda. Questo è il mio modo di interpretare l’essere imprenditrice da karateka. Io dichiaro sempre che sono una guerriera, una persona che conosce la luce e il buio. 

La parte Yang, la luce, rappresenta la potenza, l’energia, ma va ben interpretata. Tra gli imprenditori ci sono molti che sono carichi di questa energia bianca, questa energia positiva, ma è talmente potente, talmente accecante, che rischia di abbagliare tutti quelli che hanno attorno. La grande consapevolezza sta nel poter essere sia buio che luce. Se sai gestire entrambe le parti, saprai sempre come comportarti con gli altri per permettergli di manifestare la loro luce. 

Come hai integrato i concetti tipici del karate, nel modo in cui conduci il tuo team in azienda?

La leadership efficace in azienda richiede non solo competenze manageriali, ma anche una mentalità forte e orientata al successo. Un modo per sviluppare tale mentalità è integrare i principi del Karate, come disciplina, rispetto e concentrazione, nel modo in cui si conduce un team. Ecco come applicare questi concetti per migliorare la leadership aziendale:

*1. Rispetto (Rei)*

Solo se guardi una persona per quello che è e per il suo potenziale, allora puoi valorizzarla. Tenendo in considerazione il suo potenziale, è inutile pretendere che tutti diventino rose: ci sono rose e ci sono carciofi. Senza nulla togliere all’uno o all’altro, io preferisco i carciofi. Questa metafora aiuta a capire che spesso giudichiamo i nostri collaboratori in funzione dei nostri paradigmi e schemi. Se per noi è bella la rosa, allora tutti dovrebbero essere rose. Ma questo ci rende scontenti perché stiamo imponendo qualcosa di non naturale.

Invece di imporre, dovremmo valorizzare le persone per quello che sono e per il loro potenziale. Questo è un elemento straordinario per mettersi nella condizione mentale giusta per far crescere le persone. Come quando entri in gara: devi avere la condizione mentale giusta. Se non sei nella tua condizione corretta, sbagli qualunque cosa, anche se sei allenato e conosci bene la tecnica. La consapevolezza di chi sei e dove sei è fondamentale e lo stesso vale per gli altri.

*2. Disciplina (Dō)*

La disciplina nel Karate significa seguire rigorosamente le regole e impegnarsi costantemente per migliorarsi. 

Il Karate richiede una disciplina ferrea per padroneggiare le tecniche e progredire nei gradi. Gli imprenditori possono applicare questa disciplina nel loro lavoro quotidiano, stabilendo obiettivi chiari e lavorando costantemente per raggiungerli. 

E la cosa bella è che, mentre insegni ad altri, cioè a quelli che vengono dopo, in realtà stai migliorando la tua tecnica. Insegnare agli altri non è spreco, non è perdita di tempo, ma è la base per crescere in maniera esponenziale. 

La disciplina per me è importante tanto quanto gli elementi motivazionali. Perché la disciplina ti permette di rimanere concreto ed è quell’elemento che ti porta al risultato nel lungo termine. Con la motivazione parti in quarta, sei carico, ma poi magari una delusione ti potrebbe far bloccare. Chi ha l’autodisciplina alta è costante nel tempo, un po’ come un diesel e quindi arriva bene o male al risultato.

*3. Determinazione (Fudōshin)*

Nel karate, come nella vita aziendale, è fondamentale avere già negli occhi la visualizzazione di quello che stai per fare. Nel kata, la forma di combattimento immaginaria, la prima cosa che devi muovere è la testa: definire la direzione verso la quale si deve muovere il corpo. La visione è il primo passo, ma poi serve insistenza e una forte volontà di andare in quella direzione con lucidità. È come essere già lì, mentre stai ancora partendo.

Ricordo una gara di kata in particolare: non sono arrivata prima, ma mi sono sentita una campionessa. Sono arrivata seconda, ma ho provato un’energia, una lucidità, una perfetta coerenza tra movimento e consapevolezza di quello che stavo facendo. Ne sono uscita felice, con un senso di pienezza.

Il punto è che riesci a visualizzare e raggiungere i tuoi obiettivi solo se stai bene, se sei integro. L’integrità è un elemento fondamentale anche nel business. 

Arrivi potente se sei coerente con i tuoi principi e valori. Anche i clienti lo percepiscono, sentono che ciò che dici lo dici con assoluta convinzione, perché sei coerente con ciò in cui credi. 

Lo stesso vale per i miei collaboratori: per sbloccarli, devo ripartire sempre dall’etica, dalla coerenza con i loro principi e valori. Spesso ci si blocca perché si perde lucidità e una parte della propria integrità. Quindi vado a ricercare i fallimenti, magari gli scopi mancati o le influenze negative che li frenano.

Per recuperare i miei collaboratori, lavoro anche sul loro progetto, perché a volte la loro determinazione non è forte come la mia e dimenticano la visualizzazione del loro progetto. Cominciano a seguire progetti di altri e si incasinano, perdendo integrità e coerenza con gli accordi presi. Quando affermano di non avere tempo, in realtà stanno affermando di non avere energia. 

Come nelle arti marziali, bisogna avere il coraggio di svuotare la propria tazza piena per accogliere nuovo tè, pronti al livello di gioco successivo. 

*4. Flessibilità (Ju)*

Il Karateka è un artista: un artista marziale, un artista della “guerra/vita” di tutti i giorni, nelle varie aree del vivere.

La flessibilità nel Karate implica adattarsi rapidamente alle situazioni e alle mosse dell’avversario. Nell’ambiente aziendale, la flessibilità è essenziale per affrontare i cambiamenti del mercato, le nuove tecnologie e le esigenze dei clienti. 

Essere flessibili e aperti al cambiamento permette loro di rimanere competitivi e innovativi nel loro settore.

*5. Concentrazione (Zanshin)*

La concentrazione nel Karate significa essere sempre consapevoli dell’ambiente circostante e pronti a reagire istintivamente. Nell’ambiente aziendale, la concentrazione è cruciale per mantenere la focalizzazione sugli obiettivi, evitare distrazioni e prendere decisioni informate. Essere concentrati porta a una maggiore produttività e successo.

Come leader, è importante essere presenti e attenti durante le riunioni e le discussioni di squadra. Evitare distrazioni e dedicare tempo e risorse sufficienti ai compiti più importanti aiuta a mantenere il team concentrato e orientato verso il successo.

*6. Pazienza (Nintai)*

La pazienza nel Karate è la capacità di attendere il momento giusto per agire, senza farsi prendere dall’impazienza. Nell’ambiente aziendale, la pazienza è importante per gestire le relazioni interpersonali, affrontare le sfide e perseguire gli obiettivi a lungo termine. La pazienza porta alla stabilità e alla resilienza.

*7. Umiltà (Kokoro)*

Anche se il Karate richiede determinazione e fiducia in sé stessi, insegna anche umiltà. Nel Karate, l’umiltà significa riconoscere i propri limiti e rispettare gli altri, indipendentemente dal proprio livello di abilità. Nell’ambiente aziendale, l’umiltà è fondamentale per costruire relazioni positive, imparare dagli altri e crescere professionalmente. Essere umili favorisce un clima di fiducia e collaborazione all’interno dell’organizzazione.

Quali sono le lezioni più importanti che hai imparato attraverso la pratica del karate e come le applichi nel tuo ruolo di imprenditrice?

Una delle lezioni più importanti che ho imparato attraverso la pratica del karate è l’importanza di guardare con occhi aperti e affrontare ogni sfida con coraggio.

Un’esperienza significativa è stata quando, da cintura gialla, mi sono iscritta a una gara di kumite. Avevo circa 42 anni e, a causa del numero ridotto di partecipanti, tutte le categorie furono accorpate. Mi sono trovata a combattere contro una cintura nera, moglie di un maestro slavo. Quella sfida mi ha insegnato una lezione fondamentale: parametrare bene i propri obiettivi.

In quel combattimento, il mio obiettivo non poteva essere vincere, considerando la disparità di esperienza e abilità. Ho quindi deciso che il mio scopo sarebbe stato uscire indenne dal confronto. 

Applicando questa lezione al mio ruolo di imprenditrice, ho imparato a fissare obiettivi chiari e realistici per me stessa e per il mio team. Mi assicuro che ogni traguardo sia raggiungibile, motivando il gruppo senza sovraccaricarlo di aspettative irrealistiche. 

Quali consigli daresti ad altri imprenditori per integrare la mentalità del karateka nel modo in cui gestiscono la propria azienda e il proprio team?

Per integrare la mentalità del karateka nella gestione aziendale e del team, consiglierei prima di tutto di capire a che livello di gioco si è arrivati, sia come imprenditori che come gestori di risorse umane. Questo significa avere una consapevolezza profonda del proprio percorso, delle proprie capacità e dei limiti che ancora si devono superare.

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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