Il settore del food sta vivendo un periodo di grande trasformazione, caratterizzato da sfide e opportunità senza precedenti.
In questo contesto, abbiamo il piacere di intervistare Nicola Bressan, fondatore di Italian Food Trading , un’azienda che si è affermata nel panorama alimentare italiano e internazionale. Scopriremo come Nicola ha affrontato le difficoltà imprenditoriali e come ha saputo capitalizzare sulle nuove tendenze del mercato.
Se sei un imprenditore o un professionista del settore alimentare, le esperienze e le intuizioni di Nicola offriranno preziosi spunti di riflessione su come navigare nel mondo del food e costruire un futuro di successo.
Come hai iniziato il tuo percorso imprenditoriale?
Ho iniziato il mio percorso imprenditoriale nel 2003 in Repubblica Ceca. Lì abbiamo avviato un magazzino in collaborazione con una socia e un piccolo team di quattro venditori che venivano da un’altra azienda. Inizialmente ci concentravamo sulla distribuzione di prodotti alle trattorie e alle pizzerie d’asporto, operando nella zona di Verona. Nonostante avessimo iniziato bene, fatturando 60.000 € il primo mese, ho presto dovuto affrontare difficoltà con la mia socia a causa di visioni diverse.
Nel corso dei primi anni, dal 2004 al 2005, abbiamo registrato fatturati di 3-4 milioni, ma con perdite significative che si aggiravano intorno ai 200-300 mila euro. È stato un periodo difficile, e se non fosse stato per i pagamenti rapidi derivanti dall’estero, probabilmente saremmo falliti. Per dieci anni, mi sono trovato in una situazione complessa: il mio commercialista descriveva la nostra condizione come una “bara fiscale”. Non era facile gestire lo stress e le limitazioni che ne derivavano.
Nel 2010, ho deciso di separarmi dalla mia socia e di cercare nuove opportunità. Nel 2011, ho avuto la fortuna di incontrare Paolo Ruggeri e OSM – Open Source Management e da lì le cose hanno preso un’altra direzione.
Oggi, la mia azienda ha raggiunto un fatturato di 12 milioni di euro, operiamo in tre settori e presto ne avvieremo un quarto. Lavoriamo principalmente nella ristorazione attorno a Verona, ma abbiamo anche esclusive con prodotti americani, in particolare oli per friggere, e siamo attivi nell’export di prodotti made in Italy, sia in Europa che a livello internazionale (con mercati in Indonesia e Bali). Dal prossimo anno, inizieremo anche a produrre dolci senza glutine, senza lattosio e a basso indice glicemico. Siamo cresciuti fino a un team di 45 persone. Non ci facciamo mancare nulla!

Quali sono state le azioni che consideri vincenti per la crescita del tuo business?
Le azioni vincenti per la crescita del mio business sono state molteplici, ma alcune si sono rivelate fondamentali.
Un aspetto chiave è stato investire molto tempo sui mercati innovativi, cioè cercare quei mercati che offrissero nuove opportunità, il cosiddetto “mercato giusto”. Questo ha richiesto una continua ricerca e apertura mentale, ma si è rivelato essenziale per differenziarsi dalla concorrenza.
Un’altra azione decisiva è stata puntare fortemente sulla formazione. La crescita personale e professionale, mia e del mio team, ha portato grandi benefici all’azienda.
Mi definisco un po’ uno “scopritore”: amo esplorare l’estero, vedere cosa c’è di nuovo e capire come integrare le tendenze globali nel mio business. Questa curiosità mi ha permesso di scovare nuove opportunità e di diversificare.
Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare nel tuo percorso imprenditoriale?
La sfida più grande che ho affrontato è stata senza dubbio la separazione dalla mia socia. In quel momento, l’azienda era praticamente fallita perché lei si rifiutava di firmare il bilancio nel processo di divisione. È stato un momento critico, uno di quelli che ti segnano per sempre.
Nonostante la difficoltà, grazie al supporto di mia moglie e dei collaboratori che avevo al mio fianco, sono riuscito ad andare avanti. Mi hanno detto: “Andiamo avanti, non importa cosa succederà, se l’azienda dovrà cambiare forma o identità, ci adatteremo, ma saremo sempre presenti”. Quella è stata una svolta fondamentale, un momento che rimarrà impresso nella mia vita, perché mi ha permesso di superare una prova che sembrava insormontabile e di continuare a costruire il futuro dell’azienda.
Se potessi dare un unico consiglio agli imprenditori che ci leggono, quale sarebbe?
Per me, la fede è stata una fonte di forza nei momenti difficili. È qualcosa che non puoi toccare o vedere, ma che ti sostiene e ti guida. Credere in qualcosa più grande di te stesso ti aiuta a mantenere la resilienza e a superare le sfide.
Quali sono i progetti su cui stai lavorando attualmente?
Prima di tutto, stiamo ampliando la nostra presenza all’estero. Fino ad ora, avevamo un commerciale molto bravo dedicato all’export, ma ora stiamo mettendo in campo un team di cinque persone per gestire i mercati esteri. I nuovi mercati che stiamo esplorando includono Cina, Giappone, Maldive ed Emirati Arabi. Questa espansione ci permetterà di diversificare e aumentare le nostre opportunità di crescita.
Inoltre, mi piacerebbe collaborare con Oms Restaurant. Fornendo prodotti a più di 500 ristoranti, potremmo sviluppare iniziative che aiutino questi locali nella loro gestione.
Come vedi l’evoluzione del mercato nel tuo settore nei prossimi anni?

Vedo un’evoluzione molto positiva nel mercato del nostro settore nei prossimi anni. Ci sono diversi fattori che contribuiranno a questa crescita: l’aumento dei costi delle materie prime, la crescente concorrenza e il fatto che le aziende tendono a diventare sempre più grandi, mentre altre più piccole devono trovare il loro posto nel mercato.
In questo contesto, noi puntiamo a specializzarci in prodotti di nicchia e di valore. Questo approccio ci consente di mantenere un nostro target ben definito e di distinguere la nostra offerta. Inoltre, il made in Italy ha un appeal incredibile all’estero; siamo considerati i migliori al mondo per la qualità e l’autenticità dei nostri prodotti.



