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Il cambiamento attraverso le piccole abitudini – Carlo Gionti

Lavorare, costruire business e aziende che riescano a crescere solide e abbondanti, non è sempre facile. Anzi! Possiamo concordare sul fatto che, chiunque ricopra responsabilità di qualsiasi tipo sulle proprie spalle, si scontra con più sfide di quelle che aveva previsto. Ecco perché, ad un certo punto, diventa necessario rivolgersi verso l’interno e accedere a delle risorse nascoste.

Si tratta dei nostri talenti, della nostra personalità e delle nostre peculiarità, che applicate al lavoro – così come a qualsiasi altro ambito – assicurano successo e grandi soddisfazioni.

Ce lo racconta meglio Carlo Gionti, giovanissimo imprenditore siciliano. Con i suoi 27 anni e l’ardente desiderio di creare una grande realtà aziendale, Carlo ha guidato fino ad oggi Caffé del Kassaro, ristorante di cucina tipica siciliana nel cuore di Palermo.

Per costruire una realtà simile, Carlo aveva e ha tutt’ora bisogno di riscoprire sé stesso e le proprie capacità, oltre che di prendersi cura di sé in modo proattivo. Pratica molto trascurata dalla classe imprenditoriale, ma quanto mai importante.

Come ci è riuscito?

Punto di partenza: troppa abitudine!

Tutto è iniziato con l’iscrizione al corso Spiritual Economics, un percorso che unisce principi di economia e imprenditorialità con una profonda introspezione spirituale, aiutando professionisti e imprenditori a trovare il loro equilibrio interiore.

Frequentando questo percorso sulla base di un desiderio di cambiamento, Carlo ha trovato la forza di riconoscersi, di capire quante cose stesse facendo più per inerzia che per scelta consapevole.

“Svegliarsi” è stato il primo passo. Forse “risveglio” può sembrare una parola forte, ma dopotutto basta pensare che viviamo una vita spesso impostata, statica e prevedibile. Mangiamo non solo per fame, ma anche per noia, spesso in orari poco funzionali o senza badare alla genuinità di ciò che ingeriamo. L’estensione della nostra mano è un telefono dal quale non riusciamo a separarci nemmeno in compagnia di persone a cui teniamo. Viviamo una vita in “pilota automatico,” dando più valore al successo dei nostri post che alle emozioni che stiamo vivendo.
“Svegliarsi da questo torpore” significa piuttosto lasciarsi alle spalle quanto è stato appreso per un momento, per concentrarsi su quello che si pensa autonomamente e senza influenza esterne. Svegliarsi significa ascoltare la propria vera voce, accettandola così com’è e per quel che dice, senza deviarla perché “c’è qualcosa di sbagliato”.

Non è una generalizzazione, ovviamente, ma è utile ammettere che a tutti noi è capitato di lasciarci trascinare dalla corrente delle cose futili, piuttosto che concentrarci sul presente.

Le nostre abitudini ci consentono di risparmiare energie, evitandoci di prendere decisioni continue e dispendiose: basta fare come si è sempre fatto e tutto procede. Ma dov’è scritto che quell’abitudine è la migliore per noi? La più sana, la più energizzante, quella che garantisce i risultati migliori?

Carlo riflette: “Siamo sicuri che stiamo facendo le cose giuste? Ci hanno insegnato così, seguendo schemi preimpostati, ma quanto di tutto questo abbiamo scelto davvero noi? Mettere in dubbio le abitudini e i modelli trasmessi è fondamentale”.

Riscrivere lo schema imposto: cambiare anche cose piccole!

Una volta presa consapevolezza che molte delle sue scelte erano guidate dall’abitudine piuttosto che da un volere interiore, Carlo ha iniziato a cambiare, un po’ alla volta, piccoli dettagli che hanno trasformato la sua vita. Dall’orario in cui iniziava la giornata alla gestione delle pause, fino alla qualità dei rapporti con i collaboratori, ogni cambiamento gli ha permesso di riappropriarsi della propria realtà.

Per esempio, Carlo ha modificato radicalmente il suo rapporto con l’alimentazione: ha ridotto i pasti troppo abbondanti, che lo lasciavano stanco e senza energie. Oggi preferisce pasti più leggeri, ricchi di proteine e verdure, distribuiti meglio durante la giornata. Ha anche scelto di limitare l’uso dei social per evitare di sprecare tempo prezioso con il telefono in mano. Questi cambiamenti, apparentemente piccoli, hanno avuto un impatto enorme sul suo benessere e sulla sua lucidità mentale.

Questi piccoli dettagli, poche e semplici abitudini, sono stati i principi fondamentali di una vera e propria rinascita, la quale si è rispecchiata poi nei risultati dell’attività.

Per far ciò, mi consiglia Carlo, serve essere allineati e coerenti con la parte migliore di sé.

Essere la miglior versione di sé

Cosa significa, in fondo, essere la miglior versione di sé stessi? Per Carlo, significa vivere in modo autentico, prendere decisioni consapevoli e non lasciare che le abitudini guidino ogni passo della vita. Si tratta di vivere pienamente il presente, di essere in grado di adattarsi e migliorarsi costantemente, senza accontentarsi di ciò che è comodo o familiare.

Se c’è una lezione che Carlo ha imparato e che desidera condividere, è che il cambiamento non deve essere radicale per essere efficace. Spesso sono i piccoli aggiustamenti, le scelte quotidiane fatte con consapevolezza, a fare la differenza. Un’azione alla volta, una decisione alla volta, possiamo riscrivere la nostra vita e renderla più autentica, felice e appagante.

“Vivi le tue mete come se fossero già realizzate, comportati come farebbe la parte migliore di te. Solo così possiamo creare una vita in armonia con ciò che desideriamo veramente”

Per approfondire la storia e il brand di Carlo, qui trovi i suoi social!

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Francesco Iavarone

Francesco Iavarone è un autore Pugliese che da anni lavora con le parole. Scrittore, Articolista e Copywriter. La passione per la ricerca e la scrittura nascono sui banchi di scuola per poi diventare una vocazione vera e propria. Dottore in fisica, ama studiare, indagare e scrivere di temi di nicchia, scrivendo con l’intento di far emergere la verità dai fatti presentati e investigati.

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