Anni fa, pensando all’intelligenza artificiale, si palesavano nell’immaginario comune scene di film fantascientifici e di tecnologie ancora lontane. Brillavano magari scene di Star Wars e Star Trek nelle menti degli appassionati. O magari di HAL 9000, il sistema informatico senziente che abita e gestisce l’astronave di “2001: Odissea nello spazio”. Oppure, se vogliamo scavare ancor di più nell’immaginario comune, potremmo citare la narrativa di Isaac Asimov, il quale già prevedeva e ipotizzava un modo ibrido: tra l’umano e l’artificiale.
Anche se lo scenario dipinto da questa produzione artistica è differente dalla attuale realtà – per fortuna, ci sarebbe da dire – una cosa è certa: lo sviluppo e l’ampia distribuzione di strumenti basati sull’ intelligenza artificiale sta profondamente modificando il tessuto sociale, inteso come insieme di pensieri, abitudini, comportamenti, attività lavorative e approcci al business.
Un grande cambiamento porta con sé rivoluzioni e rischi, come ogni grande passaggio nella storia umana – ripensiamo ad una rivoluzione industriale di due secoli fa e che si manifesta oggi come una “rivoluzione informatica” -. Vediamo pertanto di rappresentare un quadro generale.
Cosa è l’IA
In breve, possiamo definire l’Intelligenza Artificiale come un sistema informatico capace di imitare il pensiero umano. La ricerca affonda le sue radici nel secondo dopoguerra e va di pari passo con lo sviluppo di computer e internet. Non è una novità che il tasso di evoluzione della tecnologia sia esponenziale. Seguendo questo trend, l’intelligenza artificiale non si è fatta molto attendere prima di raggiungere una diffusione così vasta.
Cosa permette di fare?
Permette, adattandosi in molteplici ambiti, di accelerare e compiere ogni genere di lavoro ed operazione. Ritroviamo esempi di intelligenza artificiale nei tutor o nelle chat di supporto di numerosi siti, blog e servizi; negli anni più recenti l’utilizzo si è diffuso anche nelle analisi di mercato, nel mercato azionario, nelle indagini su prodotti e sulle oscillazioni dei prezzi, per arrivare addirittura all’ambito medico dove numerose analisi e diagnosi – anche di patologie delicate – possono essere effettuate da una IA ben addestrata e preparata.
Cosa ci aspetta nel futuro?
Le generazioni attuali, quelle che sono nate e crescono tutt’ora nella fioritura tecnologica del terzo millennio, sono e saranno sempre più abituate a interfacciarsi con la tecnologia in modo spontaneo, come se fosse sempre esistita. Ci aspettiamo un futuro sempre più integrato con la tecnologia, con ogni probabilità un po’ diverso da Star Wars, ma sicuramente la macro e microeconomia, la sanità, l’edilizia, i settori di produzione industriale e tanti altri lavori che oggi sono un’esclusività degli esseri umani, saranno profondamente modificati dall’utilizzo di intelligenze artificiali e dalle novità della robotica.
Qual è l’impatto per l’economia e le aziende?
Pensiamo un attimo all’economia. La distribuzione della ricchezza potrebbe indubbiamente variare. Ci si aspetta indubbiamente un consistente investimento sul settore tecnologico e su quello informatico. Avremo pian piano sempre più bisogno di chi mastica il linguaggio della programmazione e dell’educazione delle macchine, dalle quali dipenderemo sempre più.
I capitali si sposteranno verso la formazione del personale, verso l’acquisto di software ed hardware che reggano e gestiscano le nuove tecnologie e verso la consulenza con informatici e tecnici esperti del settore.
Si assisterà ad una – forse repentina – trasformazione delle assunzioni e del mondo del lavoro. Molti più tecnici, esperti, ingegneri e professionisti con un background scientifico/tecnico. Ognuno formato e preparato magari su una sfumatura specifica del settore. Ma la cosa più importante è che, con ogni probabilità, tutta questa offerta professionale non saturerà il mercato – come si potrebbe sospettare – perché la domanda sarà davvero alta, tanto da richiedere sempre più personale.
Nascerà un mercato diverso, con bisogni diversi e risposte sempre più veloci e complesse, ma dannatamente efficaci. Indubbiamente un mercato che non ammetterà ignoranza, ecco perché ogni imprenditore, professionista o lavoratore necessita di rimanere al passo con formazioni adeguate e studi inerenti.
Lavorativamente parlando, c’è da preoccuparsi?
In sintesi, no, se si saprà adattarsi, studiare, investire su sé stessi e sulla propria formazione. Il mercato e il lavoro non saranno eliminati, solo cambieranno, pur conservando il meccanismo di domanda e offerta. La vera domanda sarà piuttosto: cosa potremo offrire noi coi nostri servizi, col nostro know how, con le nostre aziende e con tutto ciò che fino ad ora abbiamo appreso? Ogni altra domanda o attaccamento al passato potrebbe essere nocivo per un business.
Siamo al sicuro?
La sicurezza globale, a questo punto, potrebbe essere l’unica nota stonata. La facilità e la velocità con le quali si potrebbero creare fake news è impressionante.
Se circolasse, ad esempio, anche solo per pochi minuti un’immagine diffamatoria di un personaggio politico o di un prodotto specifico, potremmo assistere a fluttuazioni vertiginose del mercato. Questo è il potere dell’intelligenza artificiale: il potere di non distinguersi più dalla realtà, consentendo a chiunque – governi inclusi – di veicolare informazioni, cambiare le carte in tavola e usare la rete social per manipolare un altro numero di individui.
Rischioso è anche il connubio con internet, specie coi social network, dove praticamente abbiamo riversato informazioni personali e delicate. Serve consapevolezza: viviamo in un mondo nel quale qualsiasi immagine, audio o video può essere riprodotto, replicato o alterato. In questo modo, chiunque potrebbe spacciarsi per un nostro amico o parente, avendone rubato i profili social e l’identità.
Necessiteremo quanto mai di parametri di misura e gestione della diffusione di questi strumenti, educando più persone possibili a riconoscere un prodotto umano da uno artificiale. Le conseguenze di un’eccessivo utilizzo e sviluppo della IA sono proprio la confusione generale che si verrebbe a creare.
Conclusioni
La certezza è che, pur volendo, non potremo in alcun modo arrestare l’ascesa e la diffusione dell’intelligenza artificiale: troppe variabili in gioco. Stare in guardia è saggio e quanto mai necessario, consapevoli del fatto che, sempre e comunque, l’intelligenza umana conserva un valore creativo e la capacità di toccare orizzonti – come l’emotività – che quella artificiale non sarà mai capace di comprendere realmente. Per fortuna non tutto, nell’essere umano, è logica e calcolo.


