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I passaggi fondamentali per costruire un controllo di gestione aziendale – con Alessandro Bergamini

controllo di gestione aziendale
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Un controllo di gestione aziendale efficace è essenziale per garantire il successo e la crescita di qualsiasi impresa. Per raggiungere questo obiettivo, è fondamentale monitorare attentamente le aree chiave della tua attività.

Ho avuto il piacere di intervistare Alessandro Bergamini, Responsabile finanziario della scuola Mind Business School di Bologna e consulente aziendale specializzato in controllo di gestione e miglioramento dei processi aziendali per OSM – Open Source Management, per discutere delle quattro aree fondamentali da monitorare per un controllo di gestione aziendale ottimale.

1. Piano Finanziario

La pianificazione finanziaria è la fondamenta su cui si basa il successo di qualsiasi attività aziendale ed è importante partire con una chiara meta in testa. Senza una direzione definita, diventa difficile costruire un sistema di monitoraggio efficace. 

Determinare obiettivi di fatturato, incasso e profitto è essenziale per strutturare la propria società in modo da raggiungere tali traguardi. 

L’analisi finanziaria e del flusso di cassa gioca un ruolo fondamentale in questa fase. Questo tipo di analisi fornisce una panoramica dettagliata della salute finanziaria dell’azienda, permettendo di monitorare le entrate e le uscite di denaro. Quindi, per intenderci, quanti soldi liquidi abbiamo in più nel nostro conto corrente.

È come avere una bussola che ci orienta nel percorso finanziario dell’azienda, aiutandoci a valutare se stiamo procedendo nella direzione giusta.

Una cosa fondamentale da valutare nel piano finanziario è l’incidenza dei vari costi sull’incassato così da avere una visione chiara di cosa sta appesantendo ad oggi la situazione finanziaria dell’azienda.

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Questo è un modello esempio di piano finanziario, compilando questo formato otterremo i valori di incidenza di tutti i nostri costi sull’incassato, oltre ad avere una fotografia chiara dell’utile che la nostra azienda genera ogni mese.

2. Il Cruscotto di Controllo

Il cruscotto di controllo aziendale è paragonabile al cruscotto di una macchina, se non lo avessi, non sapresti quanta benzina hai, a quanto stai andando in velocità se c’è qualche problema all’auto. Ecco perché rappresenta un elemento cruciale per ogni imprenditore, essenziale per avere una visione chiara e dettagliata delle performance aziendali. Possiamo dire che  fornisce informazioni vitali sullo stato e sulle prestazioni dell’azienda, consentendo all’imprenditore di prendere decisioni informate e tempestive.

Quali sono gli indicatori principali da monitorare all’interno di questo cruscotto?

  • Ordinato o Venduto (VSS): Questo indicatore fornisce una panoramica dei preventivi accettati o degli ordini ricevuti dall’azienda, consentendo di valutare il livello di domanda e il successo delle strategie di marketing e vendita.
  • Valore del Consegnato (VSD): Rappresenta il valore dei prodotti o servizi effettivamente consegnati ai clienti, il così detto valore della produzione. Monitorare questo indicatore è fondamentale per valutare l’efficienza dei processi di consegna e l’adeguatezza della gestione degli ordini.
  • Fatturati e Incassato (GI): Questi due indicatori offrono una visione completa del flusso di denaro all’interno dell’azienda. Il confronto tra il fatturato (il valore delle fatture emesse) e l’incassato (il denaro effettivamente entrato sul conto corrente aziendale) consente di valutare la tempestività dei pagamenti da parte dei clienti e di identificare eventuali ritardi o problemi nella gestione delle entrate.
  • Crediti verso Clienti e Debiti: Monitorare i crediti verso i clienti (ovvero i soldi che i clienti devono ancora pagare) e i debiti (ovvero i soldi che l’azienda deve ancora pagare) è fondamentale per gestire la liquidità e prevenire situazioni di insolvenza.
  • Saldo dei Conti Correnti e finanziamenti aperti: Il saldo dei conti correnti fornisce una fotografia istantanea della situazione finanziaria dell’azienda. Monitorare regolarmente questo indicatore è essenziale per valutare la solidità finanziaria dell’azienda ed è la prova del 9 da confrontare con il risultato del piano finanziario.

In pratica, queste statistiche rappresentano il cuore pulsante dell’attività imprenditoriale, sono i valori sui quali dovrebbe confrontarsi l’imprenditore.

Consentono all’imprenditore di capire rapidamente se qualcosa non sta funzionando come dovrebbe e di intervenire prontamente per risolvere i problemi. Sono gli strumenti che consentono all’imprenditore di fare una diagnosi accurata della salute finanziaria e operativa dell’azienda, identificando punti di forza, debolezza e opportunità di miglioramento.


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Questo è il cruscotto di controllo, uno strumento che permette di monitorare in sequenza tutte le statistiche principali dell’azienda e la variazione rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, partendo dai preventivi accettati e arrivando fino a quando il denaro entra nei conti correnti.

3. Marginalità

La marginalità dei prodotti è un indicatore fondamentale nel controllo di gestione, va conosciuta e utilizzata per massimizzare il profitto del proprio business. Si tratta di comprendere non solo i costi variabili associati alla produzione di un bene o servizio, ma anche calcolare l’incidenza dei costi fissi sul singolo prodotto.

Per rendere questo concetto più tangibile, consideriamo un esempio pratico: la vendita di una pizza Margherita. Supponiamo di vendere questa pizza a 6 €, e facendo un calcolo accurato, scopriamo che i costi diretti associati agli ingredienti (mozzarella, farina, pomodoro, lievito, ecc.) ammontano a 1,50 €.

Tuttavia, è importante andare oltre e considerare anche i costi fissi associati alla produzione della pizza. Questi costi fissi includono, ad esempio, l’affitto del locale, le utenze, il personale, le spese pubblicitarie, ecc. Comprendere l’incidenza di questi costi fissi sull’intero processo produttivo è essenziale per stabilire un prezzo di vendita che copra non solo i costi diretti, ma anche una quota equa dei costi fissi.

Utilizzando un piano finanziario dettagliato, è possibile determinare con precisione quanto questi costi fissi influenzino il costo totale del prodotto o servizio che commercializzi. Una volta identificata questa incidenza, è possibile ricaricare in modo appropriato i costi fissi su ciascun prodotto venduto, garantendo così una marginalità adeguata e una redditività sostenibile per l’azienda.

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Questo è un modello di tabella per calcolare il margine dei prodotti, va inserito il prezzo di vendita al netto di IVA, il singolo costo variabile per il prodotto o servizio venduto (può essere inserito in valore assoluto o in percentuale se ad esempio si hanno delle provvigioni) e infine va inserita l’incidenza dei costi fissi individuata dal piano finanziario. (Vanno compilate solo le caselle colorate di blu)

4. Il Budget

Una delle principali funzioni del budget è quella di consentire all’azienda di pianificare le entrate e le uscite future. Questo avviene attraverso la definizione di obiettivi finanziari chiari e realistici, basati sull’analisi dei dati storici e sulle previsioni per il periodo a venire. Ad esempio, l’azienda potrebbe fissare obiettivi di vendita, di redditività o di crescita del fatturato per il prossimo anno finanziario, utilizzando il budget come guida per raggiungerli.

Una volta che il budget è stato definito e implementato, diventa essenziale monitorare ogni mese le performance a consuntivo rispetto alle previsioni. Alla fine di ogni mese, l’azienda valuta gli scostamenti tra i dati effettivi e quelli previsti nel budget. Questo processo consente di identificare tempestivamente eventuali variazioni o deviazioni dalla pianificazione e di adottare le misure correttive necessarie per mantenere l’allineamento con gli obiettivi prefissati.
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Per costruire il budget si può utilizzare lo stesso modello utilizzato per monitorare il piano finanziario, andiamo ad inserire al suo interno tutte le spese che sappiamo già di dover affrontare durante il corso dell’anno più tutti gli investimenti che abbiamo intenzione di fare, inserendo un valore di incassato e facendo una media sugli stessi mesi degli anni precedenti.

Di seguito trovi il file per il controllo di gestione che puoi scaricare:

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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