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I modelli di riferimento sono cambiati?

ispirazione
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Per motivare, per accendere un giovane collaboratore, è importante capire quale è il modello a cui lui ambisce. Conoscere il modello o la persona di riferimento può aiutare molto l’imprenditore a stimolare il ragazzo. Mettiamo caso che tu, per spronare un giovane, gli dica: “Continua così e diventerai come Jeff Bezos!”. Ora supponiamo che lui riconosca anche la potenza di Jeff Bezos, ma che per lui non sia poi così importante e che in più magari lo conosca solo per sentito dire, senza sapere di preciso cos’abbia fatto nella vita.

Oppure ancora pensa se tu, pensando di fare la cosa giusta, gli dicessi: “Continua così e diventerai come Sfera Ebbasta!” solo perché Sfera Ebbasta è un personaggio più contemporaneo. Sicuramente tu lo faresti con le migliori intenzioni, ma, senza rendertene conto, staresti facendo di tutta l’erba un fascio. Questo perché non è detto che, se una persona è seguita soprattutto da giovani, debba per forza essere il punto di riferimento di tutti i ragazzi. Capisci anche tu che motivare un gen z in questi modi non avrebbe assolutamente senso perché è come se stessi cercando di farlo sognare su modelli che per lui non hanno valore.

Ho cercato tramite un sondaggio di capire se i giovani avessero un modello di riferimento comune. In realtà si è visto che, per questa generazione, non esiste un preciso punto di incontro, un personaggio che ispiri tutti i ragazzi, ma ci sono sicuramente alcune caratteristiche ammirate da molti. Ho quindi chiesto ad un gruppo di gen z qual è il personaggio pubblico (italiano/internazionale) che è per loro fonte di ispirazione e perché ambiscono a diventare come lui/lei. Nell’esporre i risultati di questo sondaggio utilizzerò proprio le citazioni dei ragazzi che mi hanno risposto, in modo da renderlo attendibile al 100%.

Trovo che il modello di riferimento di un giovane dica tanto della sua persona e di quali sono i suoi valori. Questo l’ho notato anche nella somministrazione del sondaggio. Chiunque può essere un punto di riferimento per ognuno di noi: imprenditori, sportivi, attori, cantanti, persone a noi vicine… Due ragazzi, ad esempio, mi hanno risposto che il personaggio a cui si ispirano è Paolo Ruggeri, titolare della loro azienda, nonché la mente che ha creato tutto il mondo di OSM. Una dei due ragazzi ha spiegato che si ispira a Paolo “perché ha costruito un’azienda sana e in forte espansione, ma resta una persona umile e spettacolare” e l’altro ragazzo ha aggiunto: “Paolo, tra i tanti personaggi di successo che seguo, è l’unico che evidenzia quanto siano importanti i valori umani e le persone. In più ha carisma e una conoscenza mista di tantissimi argomenti sull’efficacia personale e sul business”.

Nel mondo siamo circondati da modelli di riferimento e tu, come Paolo, potresti essere di ispirazione a tantissime persone. Ogni imprenditore ha l’incredibile opportunità di essere visto come un punto di riferimento da tutti i suoi collaboratori. Paolo, con la sua cultura immensa, la sua onnipresenza e la sua attenzione verso il prossimo, è un modello da ammirare per chiunque lavori con lui. Tutti quelli che frequentano OSM vogliono diventare come Paolo!

Tornando al sondaggio, alcuni, un 10% circa, hanno detto chiaramente di non avere una persona di riferimento o comunque che non veniva loro in mente nessuno al momento.

Poi c’è un gruppo, un 12%, che si ispira a imprenditori per diverse ragioni. Uno dei principali motivi di ammirazione è la forza che alcuni personaggi hanno avuto nel credere in sé stessi e nei propri sogni senza mai demordere. Due esempi sono Steve Jobs (fondatore di Appleche, con una mentalità creativa, pragmatica e minimalista, ha cambiato il modo di vivere delle persone) e Harland Sanders (fondatore del KFC, “l’emblema dell’uomo che si è fatto da solo e che non si è mai arreso. Ha sempre guardato il futuro e non si è mai buttato giù”)

Sempre riguardo l’argomento imprenditoria, molti si ispirano a imprenditori che sono attenti alle persone, che ci tengono ai propri collaboratori e che fanno vincere non solo loro stessi, ma anche gli altri. Un esempio è Brunello Cucinelli (stilista e imprenditore tessile estremamente attento, affezionato e buono con i suoi collaboratori). Oppure Steven Basalari, proprietario del Number one di Brescia, grande imprenditore e investitore, non solo dal punto di vista del denaro, ma anche delle persone. Steven, infatti, investe molto nelle persone e nelle alleanze!

Altri (intorno al 16%) sono rimasti invece colpiti da chi, partendo da zero, è riuscito ad ottenere comunque grandi risultati. È stato citato in questo ambito Silvio Berlusconi “perché ha creduto nell’impossibile”, ma anche perché “nonostante sia nato in una famiglia di ceto medio/medio alto (borghese o forse anche benestante se vogliamo dire) si è costruito il suo impero partendo lo stesso da zero”

Infatti, i suoi primi lavori sono stati lavori normalissimi, che qualunque essere umano può fare come gavetta. Ha fatto il cantante e intrattenitore sulle navi da crociera, il venditore porta a porta di scope elettriche. Poi ha avuto il coraggio di partire con una piccola attività aprendo la sua agenzia immobiliare e suonando i campanelli delle persone. È incredibile come una persona, indifferentemente dal suo stato sociale o economico di partenza, si voti ad una professione partendo dal punto più basso di questa e affrontando la scalata con le sue numerose difficoltà solo per poter imparare e migliorare di più facendo così”

Anche Eminem (un cantante) è riuscito, partendo da meno di zero e con solo la sua passione per la musica, a realizzare i suoi sogni. “Mi incoraggia pensare che dal nulla, se ci si mette impegno, ce la si può fare. Indipendentemente dal punto o dalla situazione da cui si parte” mi ha raccontato una ragazza.

Anche altri hanno affermato di ammirare personaggi come chirurghi o cantanti che dal niente, solo grazie al loro coraggio e alle loro pochissime competenze, sono riusciti a raggiungere i propri sogni. Insomma, molti sono motivati dalle storie di chi all’inizio non “era nessuno” e poi ha avuto grande successo. Penso che questo sia normale essendo noi molto giovani. La generazione Z non ha iniziato a lavorare da così tanto tempo (alcuni addirittura ancora non hanno cominciato) e sente di essere all’inizio, molto indietro e con un mondo ancora da scoprire. Ciò la porta a sentirsi ancora molto vicino allo zero, alla partenza, e quindi ad ispirarsi alle persone che, senza grandi conoscenze o esperienze, hanno realizzato i loro sogni grazie al loro forte desiderio di crescita.

Un altro 14% non ammira tanto personaggi pubblici, ma, per lo più, persone vicine e conosciute. Per alcuni i genitori, per altri familiari come cugini o fratelli, per altri ancora collaboratori o amici.

Molti giovani sono più ispirati dalle persone che li circondano quotidianamente. Questo perché ne conoscono maggiormente la vita e vedono come si muovono in situazioni e difficoltà quotidiane. Inoltre, a mio parere, una persona famosa può mostrarsi di un certo tipo in pubblico, ma poi, magari, nel privato essere totalmente diversa. Spesso i social media mostrano solo una parte. Magari un personaggio pubblico mostra solo le cose belle che fa, per esempio dal punto di vista lavorativo. Poi, però, non so come sia la sua famiglia, se i suoi figli gli vogliono bene, se è un genitore presente… Io sicuramente mi ispirerò a lui dal punto di vista lavorativo, ma non potrò ammirarlo al 100% perché non saprò mai realmente chi quella persona sia. Una persona vicina, invece, la vedrò in situazioni di tutti i tipi, anche nei momenti di difficoltà, e questo mi farà sentire ispirata da lei.

Un altro tema che viene messo in evidenza dall’8% delle persone è quello dei diritti e del rispetto e quindi anche del desiderio di abbattere qualsiasi preconcetto.

Un esempio è Coco Chanel,che ha contribuito all’emancipazione femminile. Una ragazza invece ha risposto al sondaggio col nome della cantante Cher e ha spiegato anche il perché:

“In un video Cher racconta: «mia mamma una volta mi ha detto che avrei dovuto sposare un uomo ricco ed io le ho risposto, mamma, sono io l’uomo ricco». Ecco, ambirei ad essere lei proprio perché nella società odierna, ma da sempre, è vista come una cosa normale che la donna sia mantenuta dal marito. Io ambisco più ad essere quella che guadagna nella coppia, non solo per un fatto di soldi, ma proprio per una questione di genere fin dall’inizio. Credo che, dato che abbiamo voluto così tanto l’uguaglianza di genere, sia opportuno anche prendersi le responsabilità”.

Sempre riguardo alle lotte per i diritti, è venuto fuori anche il nome di Martin Luther king, “perché ha dato una dimostrazione di coraggio e di dedizione alla sua missione, e nonostante in quel periodo anche le manifestazioni pacifiche di cui era rappresentante venissero represse, lui continuò a promuovere il suo messaggio e a unire le masse, a tal punto di scontrarsi con la morte, ottenendo però una distribuzione internazionale del suo messaggio e una presa di coscienza popolare”.

Credo che i giovani siano riconoscenti e per questo sentono di avere una responsabilità verso tutte quelle persone che hanno lottato per rendere il mondo migliore e ottenere pari diritti. Oltre a questo, alcuni gen z sono attenti anche all’argomento della beneficenza, del desiderio di far del bene e aiutare chi ha bisogno. Sono quindi ispirati anche da personaggi che utilizzano la propria popolarità e il proprio successo per scopi benevoli come raccolte fondi e donazioni, come Chiara Ferragni e Jovanotti.

Un 12% si ispira a personaggi pubblici di tipo sportivo, principalmente per la loro disciplina. Due esempi sono Giannīs Antetokounmpo (giocatore di basket che grazie alla sua grande disciplina è riuscito a superare chi aveva più talento di lui) e David Goggins (ex Navy Seal che, avendo vissuto situazioni davvero dure e trovando consolazione solo nel cibo, arrivò a pesare molto. Ora è un atleta da record ed è ammirato per il suo spirito di sacrificio).

Un altro esempio di disciplina e perseveranza è Kevin Levrone: “un bodybuilder che non ha mai vinto un Mister Olimpya, anzi,” mi raccontava un ragazzo “arrivava secondo ogni volta. Questo non per qualche mancanza, ma più per un motivo politico. Quando ha iniziato a realizzare che era tutto per questioni burocratiche non ha mollato, al contrario, ha detto che avrebbe vinto ogni singola competizione esistente all’epoca e così ha fatto. Oggi ha oltre 50 anni, ma è ancora in perfetta forma ed è partner di una delle maggiori compagnie di integratori alimentari. É la mia fonte di ispirazione perché, nonostante si sia visto chiudere moltissime porte in faccia, non ha mollato e ha continuato ad andare avanti, facendo vedere a tutti chi è il migliore”.

Un altro personaggio ispiratore è Conor McGregor, combattente di arti marziali miste. Oltre ad avere disciplina, Conor mostra anche quanto sia importante nella vita, per fare successo, crearsi un personaggio. Mi spiegava un ragazzo: “Conor mi ha fatto capire l’importanza di creare un personaggio, farlo vincere e rimanere coerente con le scelte, le vittorie e gli insuccessi di quello stesso personaggio, ma allo stesso tempo di non permettergli mai di intaccare la tua vera, profonda, e nascosta essenza”.

Per avere successo è importante “costruirsi un personaggio” in modo da distinguersi dagli altri ed entrare nell’immaginario collettivo. La reputazione di ognuno di noi è direttamente proporzionale al modo con cui comunichiamo la nostra competenza. Se siamo preparati in qualcosa e lo comunichiamo in modo efficiente, riusciremo sicuramente a spiccare rispetto a tutti gli altri, magari anche rispetto a chi ha più esperienza. Se ti mostri come una persona estremamente autorevole nel tuo campo, le persone si fideranno di te. Per questo costruirsi un personaggio è importante e Conor McGregor ne è un esempio.

Anche Andrew Tate è riuscito perfettamente a crearsi un personaggio e, dopo averlo fatto, ha iniziato ad aiutare altre persone a diventare la migliore versione di sé. Andrew Tate è un ex kickboxer di fama internazionale, più volte campione del mondo, imprenditore e formatore. Due ragazzi hanno affermato che Andrew Tate nell’ultimo periodo ha cambiato il loro modo di pensare, soprattutto nella gestione dello stress e nella fiducia in sé stessi. Ammirano questo personaggio perché non ha paura di nulla, va contro le ingiustizie e aiuta altri uomini a migliorarsi.

Le persone rimaste si ispirano a cantanti, politici, influencer che hanno lo scopo di portare sui social sani principi, storici che rendono interessante qualsiasi tipo di vicenda, e addirittura scienziati come Einstein che non si sono fermati a dogmi e verità precostituite, ma che, grazie alla loro intuizione e fantasia, hanno oggi un ruolo importante nell’immaginario comune e nel mondo della fisica.

Una delle persone a cui ho somministrato il sondaggio mi ha dato una risposta diversa e che ci tengo a riportare: “L’ispirazione è un sentimento che ti fa pendere verso un’azione, un cambiamento; tendenzialmente positivo. Penso che in ogni percorso e in ogni persona ci sia una lezione, una morale e un insegnamento da portare a casa. L’ispirazione fa leva sull’empatia. Fa leva sull’insuccesso personale. Io, insoddisfatto di qualcosa, vedo qualcun altro realizzarsi (lavoro, amore, fama, successo, felicità), magari partendo da condizioni più complesse delle mie. Partendo dal niente o addirittura da sotto il niente. Allora lì, empatizzi verso una situazione di difficoltà e ammiri lo skyrocket verso la realizzazione. Pensi che se ce la hanno fatta loro, tu non sei da meno e puoi fare altrettanto”.

Mi trovo molto d’accordo con queste parole. L’ispirazione nasce da un nostro desiderio ardente, da un nostro sogno, insomma, qualcosa che vorremmo, ma che ancora non abbiamo. Qui scatta l’ammirazione. Molti infatti, rispondendo al sondaggio, mi hanno detto: “Mi ispiro a quella persona perché anche io vorrei essere così”.

Sul vocabolario Treccani uno dei significati della parola “ispirazione” è il seguente: “stato di entusiasmo, di eccitazione fantastica in cui l’artista crea la sua opera, e il motivo stesso che eccita e feconda la sua fantasia”

Questa è l’ispirazione, qualcosa che accende la nostra fantasia. Quando vediamo qualcuno che ammiriamo, notiamo qualcosa in particolare che ci attrae. Generalmente è una caratteristica che vorremmo, anche solo in piccola parte, migliorare in noi o, a volte, che già abbiamo e di cui andiamo molto fieri.

Tutti abbiamo delle carenze e ci saranno sempre momenti in cui verremo messi di fronte a queste. Banalmente quando vediamo qualcuno fare una cosa in cui vorremmo essere bravi anche noi, ma non lo siamo. Veniamo posti davanti ad un nostro limite. Lì sta a noi capire se vogliamo affrontare la nostra mancanza come qualcosa che ci fortifica, che ci avvicina al miglioramento, e quindi far sì che, come dicevo prima, si accenda la nostra fantasia e la nostra motivazione; oppure, possiamo provare invidia e in questo caso il nostro limite e le nostre carenze ci torneranno indietro.

Quello che consiglio all’imprenditore è di conoscere bene i propri collaboratori, perché può davvero aiutare a farli migliorare e a motivarli. Come dicevo all’inizio, sapere quali sono i personaggi che un giovane ammira, può essere molto utile per incitarlo. Per sapere qual è il suo modello di riferimento, però, è importante conoscere bene il ragazzo! D’altra parte, sembra un po’ controintuitivo, ma il punto di riferimento di un giovane può esso stesso aiutarti a conoscere il ragazzo. Quindi il mio consiglio è proprio quello di non sottovalutare questo argomento, perché può essere utile in molti campi della gestione di un gen z!

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