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I migliori Social Network per fare business

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Qual è il più adatto alla tua azienda?

Se vi dicessi che il primo, embrionale, esperimento di social network risale addirittura al 1971? Si chiamava ARPANET ed era un servizio di messaggistica online riservato a una ristrettissima cerchia di ricercatori ed accademici.

In 52 anni di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. E anche se prima di Facebook erano già stati lanciati diversi portali con le medesime caratteristiche di base, è ovviamente a Mark Zuckerberg che dobbiamo il boom dei social media.

Quella che era nata come una piazza virtuale in cui conoscere persone con interessi comuni, si è tramutato ben presto in un pilastro della società moderna. E come tale, non poteva esimersi dal diventare importante anche per il mondo del business.

DUE CORRENTI DI PENSIERO

Prima di addentrarci nel merito della questione, è opportuno fare una premessa. Ammesso e non concesso che la presenza sui social media deve essere integrata in una strategia di marketing di più ampio respiro, è meglio essere presenti su tutti i social, oppure focalizzare l’attenzione soltanto su uno? 

Dipende.

Pubblicizzare la propria azienda su tutti i social media potrebbe offrire una maggiore visibilità e la possibilità di raggiungere più clienti, ma oltre a richiedere risorse ingenti e competenze specifiche, rischia anche di diventare dispersivo.

Se per i grandi marchi diventa obbligatorio marcare il territorio ovunque, un’azienda più piccola, o semplicemente più “di nicchia”, potrebbe invece preferire di puntare tutto sul social network più adatto al proprio pubblico di riferimento. La naturale conseguenza sarebbe una community più solida e un’identità più marcata e facilmente riconoscibile.

La domanda ora sorge spontanea: qual è il miglior social network per fare business?

FACEBOOK

Inevitabile partire dal “re” dei social network, anche in termini numerici. Gli ultimi dati ufficiali pubblicati da Meta parlano di 2,8 miliardi di utenti attivi mensili, di cui 1,8 giornalieri. E anche l’Italia risponde presente, con oltre il 50% della popolazione che dichiara di utilizzare Facebook.

Il primo pro, enorme come la sua utenza, è quindi quello relativo alla possibilità di interloquire con un’ampissima fetta di popolazione, perlopiù adulta, visto che i giovanissimi sembrano snobbare il più “boomer” dei social media. Un’arma, però, a doppio taglio: grandi numeri equivalgono anche a una concorrenza sfrenata, e la mole di contenuti presenti può rendere difficile distinguersi e catturare l’attenzione, richiedendo sforzi di creatività non banali. Un esempio straordinario, peraltro in un campo non proprio allegro come quello delle onoranze funebri, è rappresentato da Taffo, i cui commenti ironici dell’attualità, legati al concetto di morte, fanno sempre incetta di like e condivisioni.

Facebook offre, inoltre, strumenti di targeting e di analisi davvero molto avanzati, consentendo alle aziende di raggiungere specifici segmenti di pubblico in base a interessi, età, residenza e altri parametri secondari, e anche di monitorare minuziosamente le prestazioni dei propri contenuti.

Purtroppo, però, i continui cambiamenti all’algoritmo rendono ormai quasi necessario affidarsi alle sponsorizzazioni a pagamento, visto che negli anni è diventato sempre più difficile emergere con la propria pagina limitandosi alla sola portata organica (gratuita).

Infine, è doveroso sottolineare la grande interazione diretta con il proprio pubblico, che può commentare pubblicamente o comunicare attraverso messaggi privati. Una buona gestione della community porta i clienti a sentirsi “coccolati” e crea un forte senso identitario con il marchio. L’altro lato della medaglia è che bisogna essere preparati anche a gestire i possibili feedback negativi. Una situazione che può diventare complicata, soprattutto perché, forti dello schermo che divide gli interlocutori, gli utenti rischiano di tramutarsi in “leoni da tastiera” e comportarsi in modo non consono.

LINKEDIN

Passiamo ora al più “aziendale” in assoluto. A livello globale Linkedin conta 850 milioni di membri, di cui 16 milioni nel nostro Paese. Numeri per nulla banali.

A differenza degli altri social, che hanno come focus principale il “tempo libero”, Linkedin è specificatamente centrato sul lavoro e sulle skill professionali degli iscritti.

Ecco perché potremmo ritenerlo il social network più idoneo al B2B, oltre che la vetrina ideale per mostrare la propria expertise e/o la visione della propria azienda.

È universalmente riconosciuto come la risorsa più preziosa per la ricerca di partnership commerciali o collaborazioni, ma ha anche un neo innegabile: il pubblico della piattaforma è molto business-oriented, e di conseguenza anche i clienti raggiungibili sono sì interessati all’argomento, ma anche infinitamente meno numerosi rispetto alla platea degli altri social media “generalisti”.

Altri due possibili ostacoli sono, anche su Linkedin, l’altissima competizione, tra l’altro tra aziende che condividono lo stesso mercato, e l’obbligatorietà a passare all’abbonamento Premium per usufruire di tutte le feature della piattaforma (e ovviamente le più interessanti sono quasi tutte a pagamento).

INSTAGRAM

Ritorniamo in “casa Zuckerberg”, che ha rilevato il social nel 2012 temendo che potesse soppiantare la sua creatura originale, ovvero Facebook.

A distanza di una decade possiamo dire che l’investimento da 1 miliardo di dollari sia stato lungimirante e fruttuoso: Instagram oggi conta 1,4 miliardi di utenti nel mondo e quasi 30 milioni in Italia.

A differenza di Facebook, oltre il 50% dell’utenza è Under 35. Capirete subito che, in base all’età a cui si rivolge la vostra azienda, la scelta tra i due social network appare naturale.

Ma Instagram si differenzia dal suo “fratellastro” anche per un maggiore focus sull’aspetto visivo, essendo una piattaforma essenzialmente incentrata sulle immagini, e sull’alto grado di coinvolgimento del pubblico, fattore verosimilmente dovuto alla fascia di età dell’utenza.

Se il vostro prodotto è molto “scenico”, Instagram è probabilmente la piattaforma migliore su cui pubblicizzarlo, anche in virtù di un algoritmo ancora “accomodante” nei confronti della visibilità organica.

In questo caso la competizione è soprattutto di natura estetica e può, chiaramente, diventare arduo attirare l’attenzione in un “mondo” costruito ad arte come quello di Instagram. Così come è complesso creare una vera e propria community, visto che sono le immagini, più delle parole, ad essere le vere protagoniste.

Personalmente, ritengo che il più grande limite della piattaforma sia la restrizione sui link, che non sono cliccabili all’interno dei post. È infatti consentito pubblicare un singolo link esclusivamente nella biografia dell’account, oppure nelle Storie che, però, durano solamente 24 ore. A meno di contenuti spaventosamente accattivanti, può quindi risultare complicato reindirizzare il traffico verso il proprio sito web di riferimento, minando i possibili introiti.

TIKTOK

Concludiamo la nostra rassegna con il più giovane (in tutti i sensi) dei social network. Nato in Cina nel 2016, conta 1,2 miliardi di utenti nel mondo e circa 19 milioni in Italia.

La particolarità del pubblico di TikTok è che, secondo le ultime statistiche, oltre il 70% degli utenti rientra nella fascia di età tra i 13 e i 24 anni. Già questo dato aiuta a identificare un preciso target di riferimento.

TikTok è noto per la sua capacità di fare diventare virali i contenuti in modo rapido e significativo, ma come per tutti i tormentoni, il successo può anche essere effimero e va cavalcato con la pubblicazione continua di nuove idee sempre più originali.

La parola d’ordine è quindi creatività. Ci sono aziende che hanno l’opportunità di esprimere la propria personalità e si sentono a loro agio in un contesto giovanile basato esclusivamente su rapidi video di massimo 60 secondi, e altre “più ingessate” che farebbero fatica ad appropriarsi di un linguaggio mordi e fuggi che male si presta a una dettagliata spiegazione di un prodotto o un servizio.

È una tipologia di marketing che o la si ama, o la si odia: non esistono mezze misure, perché su TikTok è difficilmente modulabile, a differenza di quanto accade sugli altri social network.

CONCLUSIONI

Come abbiamo approfondito in questo articolo, tutti i social network più importanti sono uno straordinario mezzo per espandere il proprio business e quelli analizzati oggi godono di peculiarità che li rendono più o meno adatti a seconda delle esigenze. Sta a voi decidere la soluzione migliore per la vostra azienda in base, soprattutto, al target di riferimento e alle modalità di marketing più congeniali al prodotto e/o servizio che offrite.


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