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Guida alla prosperità: strategie di successo per la gestione patrimoniale di un imprenditore

In collaborazione con Paolo Ruggeri

Parlando di Strumenti e strategie per massimizzare il successo imprenditoriale non possiamo non affrontare un argomento chiave che riguarda la capacità di creare prosperità attraverso la corretta gestione del patrimonio. Così, prima di chiudere la serie dedicata a come massimizzare il successo imprenditoriale, abbiamo deciso di dedicare un articolo per approfondire questa tematica e grazie al contributo di Paolo Ruggeri, offrire alcuni spunti a cui prestare attenzione.

La gestione patrimoniale è un aspetto fondamentale per garantire la sicurezza finanziaria e la crescita del proprio patrimonio nel lungo termine. Una gestione patrimoniale oculata implica una pianificazione strategica e una valutazione attenta delle risorse finanziarie.

La gestione del patrimonio aziendale è una pratica importante per qualsiasi azienda che desideri rimanere in attivo e ottenere profitti consistenti. Una delle principali sfide è la mancanza di dati e informazioni accurate per comprendere quali siano le azioni strategiche da mettere in campo nella gestione del patrimonio.

Durante il confronto nelle coaching intensive del corso Utili, Patrimonio e Rendite con diversi imprenditori, Paolo ha preso nota di alcuni punti fondamentali. Li affrontiamo qui di seguito.

FISCALE: BENE, MA NON BENISSIMO

Trovo ancora imprenditori che gestiscono la loro attività con una ditta individuale.
Segnalo ancora una volta che, fatta eccezione per la partita IVA forfettaria, questo tipo di struttura “societaria” è completamente inefficiente dal punto di vista dello scarico delle spese e dal punto di vista fiscale, sottoponendo chi la utilizza a una tassazione più elevata di alcune decine di punti percentuali.
Se non è il tuo professionista a dirti niente, devi chiedere un parere ad un altro professionista. A parte il rischio personale, molte attività – completamente legali – di tax planning non sono possibili con questo tipo di inquadramento. Significa che: paghi un botto di tasse in più.

Ci sono ancora, e sono rimasto sorpreso, degli imprenditori – soci di Srl – che pagano l’INPS personale sugli utili della Srl non distribuiti. Robe da pazzi. Non sto dicendo che non siano dovuti. La legge è chiara in tal senso. Sto solo dicendo che, ancora una volta, se ti trovi in una situazione del genere il tuo professionista è inefficiente o si dedica ad altro. Ci sono tanti modi – legali – per non essere soggetti a questa super tassazione che spesso porta il carico fiscale sull’utile ad oltre il 70%.

Un esempio:

Quando avviate un’azienda è buona norma registrare il marchio per proteggersi in caso di utilizzo non autorizzato nel futuro. Meglio registrarlo come persona fisica. Operando in questo modo, in seguito, quando l’azienda si espanderà, avremo modo – facendoci aiutare da professionisti qualificati – di concedere il marchio in licenza alla nostra azienda in cambio di un corrispettivo sotto forma di royalties che verranno pagate alla persona fisica. Solamente il 75% di questi incassi è soggetto a IRPEF e su questi incassi non si applica l’INPS . Un bel risparmio fiscale. Tassazione oltre 50.000 euro al 32,25%.

Attenzione:

Se oggi non sapete con una discreta approssimazione quanto pagherete di imposte a giugno 2024 sia come azienda che come persona fisica, è probabile che il vostro professionista non vi stia seguendo come dovrebbe. Infatti avrebbe dovuto convocarvi per un incontro nel mese di ottobre con il bilancio al 30/9 o 30/10 e discutere proprio di questo. Se lavorate con un professionista sovraccarico, vuol dire che sarà superficiale su tante cose, anche su aspetti della vostra gestione.

L’ho ripetuto tante volte nei miei corsi: ogni errore di impostazione e pianificazione fiscale, in 20 anni ti fa perdere un appartamento.  Non sottovalutarli.

PATRIMONIO: DEVI COSTRUIRE UN PATRIMONIO PERSONALE AL DI FUORI DELL’AZIENDA

Non starò ancora a raccontare la mia storia dell’imprenditore di Hatu che ho raccontato almeno decine di volte negli ultimi corsi, ma ci tengo a sottolineare che man mano che porti avanti la tua impresa dovresti lavorare per costruirti un patrimonio personale:

a) Fai utili e trasferiscili alla holding. Usa questi soldi nella holding per iniziare a investire nell’immobiliare. In questo modo in dieci anni potresti arrivare a possedere un appartamento avendolo pagato solamente il 30% del suo valore. Con un’azienda media, che faccia 150k di utile lordo all’anno, potresti avere 10 appartamenti in 10 anni. Impara la materia.

b) Investi almeno 1.000-2,000 euro al mese su un ETF come persona fisica. Fai un piano di accumulo e portalo avanti per dieci o più anni.

c) Quando possiedi cifre grandi, prendi in considerazione le obbligazioni. In 12-13 anni con le obbligazioni giuste puoi raddoppiare il tuo capitale, senza lavorare.

d) Il patrimonio personale di un imprenditore dovrebbe includere immobiliare a reddito (detenuto fuori dall’azienda), obbligazioni (sempre più necessarie man mano che ci si avvicina all’età pensionabile), finanza (ETF o azioni), eventualmente partecipazioni in aziende che generino dividendi. Altri strumenti: oro, crypto, terreni agricoli e, io consiglio sempre, anche dei soldi all’estero (detenuti legalmente e denunciati). 1,5 milioni almeno entro i 55 anni di età. Se non stai costruendo questo patrimonio, stai commettendo degli errori.  

c) Se investi in una start up non aspettare che faccia utile come unica fonte di remunerazione degli investitori ma organizza affinché paghi ai soci (e quindi anche agli investitori) una percentuale dell’incassato su base mensile. Altrimenti i tuoi soldi li rivedrai a babbo morto.

d) Non investire per favore in cose che non conosci. Se compri un’azione, guarda i bilanci dell’azienda in cui investi. Se compri un fondo, guarda che cosa c’è dentro e studia i bilanci. Altrimenti è come “investire al casinò”: il banco vince e tu perdi.

e) Mai affidare i tuoi denari a chi possiede meno denaro di te. Questo è l’errore dei dilettanti. Chi ha meno soldi di te ti farà perdere i tuoi soldi (a volte guadagnando lui).

f) Se hai liquidità che non usi sui conti correnti dell’azienda, acquistare un BOT che rende circa il 3% (o acquistando varie scadenze) potrebbe essere un modo abbastanza sicuro di remunerarla e cmq di avere il denaro facilmente disponibile. 

OPERATIVO

Il titolare dell’azienda, dopo la fase di start up, deve pagarsi un compenso. Io consiglio sempre di pagarsi un compenso a percentuale di modo da essere motivati a produrre di più. Il titolare deve trattare se stesso e il suo compenso come se fosse un fornitore. Se non ci sono i soldi per pagare, si può dilazionare, ma MAI cancellare il debito. Questo – anche se apparentemente sembrerebbe aiutare – rende solo l’azienda più debole. Il livello di necessità deve essere alto e questo include pagare il titolare.

Trova un modo intelligente dal punto di vista fiscale per prelevare questi denari. Non sempre il compenso amministratore (che costa 2,2 l’ammontare netto che viene pagato) è il sistema migliore.   

Suggerimenti di lettura

Scopri il libro Guida alla prosperità su Amazon

Se volete partecipare alla prossima edizione del Corso Utili, Patrimonio e Rendite e farvi seguire dal mio team su investimenti e fiscale, potete prenotarvi qui per iscrivervi con una promozione straordinaria, clicca il link per scoprila:

UTILI, PATRIMONIO E RENDITE: CIO’ CHE DEVI ASSOLUTAMENTE SAPERE COME IMPRENDITORE

Investire tempo ed energie nella gestione patrimoniale ti aiuterà a raggiungere i tuoi obiettivi finanziari e a garantire la sicurezza e la crescita del tuo patrimonio nel corso del tempo.

Leggi i precedenti articoli della serie di questo mese:

Ecco qui i link:

a cura di Aline Improta

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Aline Improta

La scrittura è fin da piccola il mio grande amore. Giornalista pubblicista dal 2010, negli ultimi dieci anni, ho riversato la mia passione in un altro settore: il marketing. Dopo anni a scrivere per le aziende, ritorno all'anima che c'è dietro ognuna di loro: gli imprenditori e tutte le persone che vivono in quell'ecosistema. Vi starete chiedendo come... Sono Editor e Ghostwriter per Engage Editore. la prima casa editrice italiana che pubblica libri dedicati agli imprenditori scritti da imprenditori. Amo le persone e credo che in ognuna di esse ci sia una luce da tirare fuori e una bellissima storia da raccontare.

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