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Guida alla cessione di crediti fiscali fra privati: Un’opportunità per le PMI

crediti fiscali
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In un contesto economico in cui la fluidità finanziaria rappresenta la linfa vitale per le piccole e medie imprese (PMI), la cessione di crediti fiscali emerge come una strategia vincente per mantenere in salute le finanze aziendali. 

Con un ritrovato interesse da parte delle banche, ma non solo, questa pratica offre una doppia chance: un immediato afflusso di liquidità per chi cede i propri crediti e significativi risparmi fiscali per l’acquirente. 

Come funziona esattamente? E quali accortezze sono necessarie?

Ne parliamo con Matteo Zelli, avvocato della rete Partner d’Impresa, che ci aiuterà a capire tutti i vantaggi per le imprese.

Che cosa sono i crediti fiscali?

I crediti fiscali nascono da incentivi statali, come i noti bonus edilizi, che permettono alle aziende di ridurre direttamente le tasse da pagare. Quando un’impresa decide di non utilizzare direttamente questi crediti per diminuire il proprio carico fiscale, può optare per cederli a terzi, ottenendo così liquidità.

Perché cedere o acquistare crediti fiscali?

Da un lato, l’impresa che decide di cedere i propri crediti (il cedente) trasforma in contanti un vantaggio fiscale potenziale, supportando così le proprie necessità di cassa. Dall’altro, l’azienda che acquista tali crediti (il cessionario) può beneficiare di uno sconto sul valore nominale dei crediti stessi, utilizzandoli per compensare varie imposte e contributi, come IVA, IRES, o contributi INPS, ottenendo così un risparmio fiscale (ad esempio al pagamento di € 850.000 viene trasferito un credito del valore di 1M per compensare imposte come iva, ires, contributi INPS ecc…).

La chiave del successo: la prudenza

Nonostante le opportunità, il percorso è disseminato di insidie. La cessione di crediti fiscali, specie quando implicano somme considerevoli, richiede un’attenzione particolare per evitare complicazioni. 

Recentemente, il legislatore è intervenuto per mitigare i rischi di responsabilità solidale fra cedente e cessionario, tutelando chi acquista da eventuali inadempienze fiscali del venditore. Tuttavia, meno dibattuta ma altrettanto critica è la posizione del cedente, spesso in cerca di liquidità urgente e, quindi, potenzialmente vulnerabile.

Come tutelarsi?

Per l’impresa che cede, è fondamentale verificare la solidità finanziaria del cessionario. Ciò include l’analisi dei bilanci per valutare la capacità di onorare l’acquisto dei crediti. Questo passaggio non è solo una formalità: una conoscenza approfondita delle condizioni economiche dell’acquirente può fare la differenza tra un affare vantaggioso e uno fallimentare. 

Il mio consiglio, quindi, è quello di visionare attentamente i bilanci dell’azienda acquirente per valutarne la solidità e, ove possibile, richiedere referenze (anche bancarie), oltre a procedere ad una ricognizione diretta dei beni il cui valore viene rappresentato nelle immobilizzazioni iscritte a bilancio, perché i dati contabili non sempre corrispondono alla realtà di fatto (es. potrebbe esserci una notevole differenza fra il valore contabile di un immobile e quello di mercato). 

Strategie di pagamento

Per minimizzare i rischi, una pratica raccomandata è la segmentazione della cessione dei crediti in tranche, consentendo il pagamento dilazionato. Ogni pagamento sarà correlato al trasferimento di una porzione del credito fiscale, garantendo una corrispondenza diretta tra pagamento e cessione.

Questo significa che, anziché cedere in unica soluzione 4 annualità, sarebbe più opportuno trasferire il credito in 4 diverse tranche, ognuna seguita dal pagamento di ¼ del prezzo di cessione. In tal caso il trasferimento dell’annualità successiva avverrà solo in seguito al pagamento dell’annualità precedente.

Garanzie

A tutto ciò andrebbero poi accompagnate vere e proprie garanzie per il cedente, in modo da avere la certezza che al trasferimento del credito seguirà il pagamento.

Garanzie tradizionalmente “forti” sono rappresentate da quelle che colpiscono beni immobili o mobili del debitore o di terzi; trattasi di ipoteca e pegno, anche nella sua forma non possessoria.

In estrema sintesi, il debitore (colui che intende acquistare il credito fiscale) offre in garanzia dei beni o diritti reali al creditore, il quale in caso di mancato pagamento potrà mettere in vendita forzatamente il bene ed essere preferito ad altri sul ricavato oppure chiederne di diventarne proprietario (c.d. assegnazione).

Tali strumenti di tutela, seppur offrano concrete probabilità di soddisfazione del creditore, hanno lo spiacevole svantaggio di richiedere molto tempo per trasformare la garanzia in denaro liquido.

Per tale motivo a questi strumenti se ne affiancano altri “rapidi”, i quali hanno l’innegabile vantaggio di tutelare quasi nell’immediato la posizione dell’azienda che ha ceduto i crediti e che deve incassarne il prezzo.

Il più comune è la sottoscrizione di una polizza fideiussoria in ragione della quale un soggetto diverso dal debitore detto fideiussore (banche, assicurazioni, confidi, ecc…) garantirà il pagamento al creditore.

La fideiussione potrebbe essere rilasciata anche dal privato, magari legato all’azienda che intende acquisire i crediti e che dispone di un patrimonio personale aggredibile.

In entrambi i casi consiglio vivamente di verificare con attenzione la solidità del garante, sia esso un’impresa o un privato.

Si potrebbe poi optare per un pegno di quote di società di capitali, come una SRL ad esempio.

Nello specifico il socio di riferimento dell’azienda acquirente dei crediti garantirà personalmente il pagamento dando in pegno al cessionario dei crediti le quote della società che li acquisterà.

In caso di mancato pagamento il creditore avrebbe la possibilità, per assurdo, di acquisire quote sociali dell’azienda che ha tratto vantaggio dal mancato pagamento dei crediti fiscali ceduti, oltre ad esercitare il diritto di voto in assemblea dei soci per tutta la durata del pegno.

Un’altra soluzione innovativa è l’escrow agreement, o contratto di deposito fiduciario, che prevede l’intervento di un terzo custode. Questa figura si incarica di rilasciare i fondi al cedente solo a seguito della conferma del trasferimento del credito fiscale, offrendo un ulteriore livello di sicurezza.

Conclusioni

La cessione di crediti fiscali rappresenta un’opportunità preziosa per le PMI, capace di generare benefici tangibili sia per chi cede sia per chi acquista. 

Tuttavia, come in ogni operazione finanziaria, la chiave sta nel procedere con cautela, armati di tutte le informazioni e le garanzie necessarie per proteggere la propria posizione. In questo scenario, l’assistenza di professionisti del settore come i Partner d’Impresa non è un lusso, ma una necessità, per navigare con sicurezza in un percorso ricco di opportunità ma anche di sfide.

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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