Global warming: lo studio tenuto… nascosto. Non è il classico articolo complottista per fare qualche click in più, è la semplice ricostruzione dei fatti che parte dal giugno più freddo degli ultimi 25 anni e arriva allo studio dei ricercatori di Utrecht. Nelle ultime ore è diventata virale l’immagine della Capanna Margherita, il rifugio più alto d’Europa, situata sul versante del Monte Rosa in provincia di Vercelli. La struttura è totalmente ghiacciata, la fotografia ricorda un frame dell’apocalittico film “The Day After Tomorrow”. Il riferimento hollywoodiano non è casuale, fra poco capirai perché.
Ci stanno dicendo la verità?
Per la Nasa il cambiamento climatico è «il cambiamento a lungo termine nei modelli meteorologici. Quelli osservati nel clima terrestre, a partire dalla metà del XX secolo, sono guidati dalle attività umane, in particolare dall’uso di combustibili fossili». Nelle ultime settimane abbiamo letto toni apocalittici riguardo all’argomento. La domanda è lecita. Ci stanno dicendo la verità? Molti fanno riferimento al libro “The Weather” di Anthony Smith. Risale al 2002 e spiega come il nostro tempo stia cambiando. Lo scrittore scientifico accompagna il lettore in un tour della Terra, evidenziando le preoccupanti manifestazioni del clima. Infine affronta la grande domanda: stiamo davvero alterando i modelli meteorologici di base a scapito della vita sul pianeta? Smith, nel corso degli anni, ha poi ribadito le sue teorie. Molti scienziati non sono d’accordo. Una lettera firmata da oltre 50 membri dell’American Meteorological Society mette in guardia contro le politiche dai gruppi di pressione ambientalisti. «Le iniziative derivano da teorie scientifiche altamente incerte». Poi hanno ricordato come il nostro pianeta, nei 4,5 miliardi di anni, ha visto alternarsi diversi cicli del clima. La Terra ha assistito a piccole e grandi ere glaciali per poi tornare ad avere climi caldi e miti in diverse fasce terrestri. Il problema – ribattono i sostenitori del global warming – è che i movimenti avvenivano in diverse centinaia o migliaia di anni, mentre dopo l’industrializzazione l’impennata del caldo record si è notata in pochi decenni. È vero che l’attività solare influenza la temperatura della Terra, ma quando si misurano l’impatto del sole, la componente sostanziale resta la CO₂. E molti scienziati evidenziano che, dal 1970, la temperatura media globale è aumentata a un ritmo sostenuto circa 170 volte rispetto al tasso degli ultimi 7.000 anni.
Un minuto a mezzanotte…
Ultimamente il web e i telegiornali sono pieni di notizie che vedono nel 2030 o nel 2040 il momento ultimo per invertire la tendenza in atto altrimenti inizierà il declino che porterà la Terra e l’umanità alla fine. In realtà, gli scienziati sono d’accordo sull’obiettivo di contenere l’aumento medio delle temperature al massimo di 1,5 gradi centigradi rispetto all’era preindustriale, anche se sembra difficile poterlo raggiungere entro il 2030. È più probabile che arriveremo a 2 gradi in più con molti impatti negativi sull’aria e sugli ecosistemi, sia terrestri sia marini, ma non sarà la fine del pianeta.
Cosa sta succedendo?
Intanto, in Pianura Padana (e non solo), si vive il giugno più freddo degli ultimi 25 anni. Mentre scrivo, alla Capanna Margherita – sì, l’immagine che ricorda il film The Day After Tomorrow – ci sono 6,5 gradi sotto zero. Come detto è il rifugio più alto d’Europa e ospita un importante laboratorio adibito alla ricerca scientifica ed è dedicato alla regina Margherita di Savoia che vi pernottò nel 1893 (anno dell’inaugurazione). L’intero edificio è ancora incastonato tra ghiaccio e neve dopo le recenti nevicate e con le temperature scese sotto 0. Non è l’unico caso. Al rifugio Dosdè, a 2.800 metri di quota, nel comune di Valdidentro (Sondrio) sono caduti in poco tempo 50 centimetri di neve. Stessa situazione anche in Valtellina, al Passo della Forcola e al Passo dello Stelvio. Perché? Il clima globale si basa su equilibri dinamici complessi. L’indebolimento del vortice polare sarebbe innescato dal rapido riscaldamento dell’aria a 30 chilometri di quota e cioè nella stratosfera, quello strato dell’atmosfera che va all’incirca dai 10 ai 50 chilometri di altitudine. In pratica è come se il vortice si deformasse e rompesse, lasciando “fuoriuscire” parti di aria gelida che arrivano fino a noi. Secondo gli esperti l’aumento delle temperature a livello globale sconvolge gli equilibri del clima, generando eventi meteo improvvisi, repentini e sempre più violenti, che di volta in volta assumono, a seconda dello scenario, la forma di siccità, ondate di calore, tempeste di vento, grandinate, alluvioni o gelate. Attenzione, però. Global Warming: lo studio tenuto… nascosto
Global warming: lo studio tenuto… nascosto
Da febbraio 2024 – sì, sono già trascorsi quattro mesi e magari è la prima volta che ne vieni a conoscenza – c’è una ricerca degli scienziati di Utrecht che lanciano l’allarme: l’Europa sarebbe sull’orlo di una nuova era glaciale. Un’ ipotesi che ribalta tutte le previsioni e che sembra difficile da credere. Eppure sono proprio le alte temperature che starebbero contribuendo a una drastica inversione di tendenza e che potrebbe portare a scenari simili a quelli del film… The Day After Tomorrow. Ora hai capito? Se non lo avessi visto o lo avessi dimenticato, clicca qui per il trailer… Protagonista di questa inversione climatica è la Amoc, acronimo dall’ inglese Atlantic Meridional Overturning Circulation. Che cos’è? La corrente atlantica meridionale che sarebbe sempre più vicina al collasso. Grazie a nuovi modelli matematici, i ricercatori guidati da René van Westen hanno trovato il modo per capire quando il ‘punto critico’ della corrente atlantica meridionale sarà vicino: il segnale sarà dato dal rallentamento del declino della salinità al confine più meridionale dell’Atlantico. «Una volta raggiunta quella soglia – sostengono gli autori dello studio – è probabile che la svolta si verifichi entro un periodo compreso tra 10 e 40 anni».



