Fino a qualche anno fa, chi poneva dubbi legittimi veniva tacciato di essere un complottista, un bigotto o un incosciente, un po’ come se farsi delle domande e mettendo in dubbio l’operato di un governo o di una fetta maggioritaria di popolazione volesse dire voler per forza creare problemi.
È stato fatto di tutta l’erba un fascio, come spesso accade quando si fa passare un’informazione o un racconto più articolato attraverso il filtro riduttivo dei main stream media.
Ci stiamo riferendo, in particolare, al tumulto mediatico generato da chi questionava la sicurezza dei vaccini anti-covid negli anni della pandemia e a seguire. Eppure il dubbio è legittimo, la fiducia può non essere cieca e soprattutto informarsi su quanto accade e sulla sicurezza di un medicinale – del quale si è obbligati ad usufruire – è un diritto.
Lo confermano, finalmente, anche le istituzioni, le quali si muovo – almeno in America – per chiedere verità.
Il fatto
Nello specifico, abbiamo aggiornamenti relativi ai movimenti giuridici americani con la FDA, Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, dipendente dal Dipartimento della salute e dei servizi umani degli USA.
Pare che tutto abbia avuto inizio con una causa del Public Health and Medical Professionals , un ente no profit che riunisce professionisti della sanità, medici, scienziati e giornalisti e si pone l’obiettivo di accumulare e pubblicare i documenti di autorizzazione della FDA che hanno autorizzato la diffusione e l’utilizzo dei vaccini anti-covid.
La causa in tribunale è stata avviata a seguito di un rifiuto della FDA di fornire i documenti richiesti. Sembra che il giudice interessato Mark Pittman (distretto di Fort Worth, Texas) abbia constatato che la pubblicazione della FDA è stata insufficiente, mancando il fascicolo di autorizzazione all’uso di emergenza dei vaccini Pfizer-BioNTech, il quale ora dovrà essere fornito entro giugno 2025.
Certamente questa documentazione sarà interessante da visionare, gettando luce su quello che già tutti ci stiamo chiedendo: è stato approvato tutto in modo frettoloso, veloce e superficiale, senza contare approfonditamente eventuali effetti avversi?
Se volessimo richiedere le medesime informazioni in Europa dovremmo rivolgerci alla EMA, European Medicines Agency, eppure non avremmo certezza della velocità del processo né di avere gli stessi risultati del tribunale americano. Vale la pena comunque tentare? Indubbiamente sì.
Per ora monitoreremo la causa che coinvolge la FDA e l’organizzazione indipendente di medici e scienziati.
Quest’ultima causa tuttavia non è l’unico tentativo di illuminare la questione, poco tempo fa abbiamo riportato ad esempio uno studio che questiona le statistiche della sicurezza dei medicinali utilizzati per combattere il virus COVID, così come tanti altri prima di lui.
Sono segni di speranza che la verità sta, un po’ alla volta, venendo a galla?
Sembra proprio di sì, ma per prendere le distanze da fantasie e infondati complotti ci atteniamo a quanto riportato e analizzato da chi, al contrario di un leone da tastiera, ha approfonditamente studiato la questione.
A presto nuovi aggiornamenti.



