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Gestione familiare e innovazione: La ricetta del successo di Gottardi Verona

Gottardi Verona

Gottardi Verona rappresenta un esempio di come la gestione familiare e l’innovazione possano coniugarsi per creare un successo duraturo. 

Parliamo con il titolare, Gianluca Gottardi, che ci svela i segreti dietro la crescita e l’espansione di questo panificio, che oggi conta ben cinque negozi tutti situati nella stessa zona.

Perché l’imprenditore dovrebbe leggere questa intervista?


Scopriremo come Gianluca Gottardi ha trasformato una piccola attività in un’impresa di successo, affrontando sfide e cogliendo opportunità con passione e determinazione. Questa intervista offre preziose intuizioni su come l’innovazione e la gestione familiare possono essere la chiave per superare le difficoltà e raggiungere nuovi traguardi nel mondo bakery.

Come hai iniziato il tuo percorso imprenditoriale?

Sin da giovane, ho sempre sentito che non ero solo un dipendente, ma che avevo una predisposizione innata per l’imprenditoria. 

Mio padre aveva un’officina meccanica dove montava forni per il pane ed io lo aiutavo. Questo lavoro non mi piaceva, ma mi ha dato un contatto diretto con l’industria del panificio e ha influenzato il mio percorso. Ho iniziato a lavorare in un panificio ad Avesa, dove ho imparato il mestiere e la gestione del business. Dopo un po’, il panificio in cui lavoravo stava vendendo, e con l’aiuto di mio fratello e di mia mamma, abbiamo acquistato e iniziato a gestire l’attività.

Le opportunità sono arrivate e abbiamo saputo coglierle. Ad esempio, un paio d’anni dopo l’acquisto del panificio, un’altra opportunità si è presentata quando il panificio del fratello del precedente proprietario è stato messo in vendita. Ho deciso di acquistarlo e di ampliare ulteriormente la nostra attività. 

Quali sono state le azioni che consideri vincenti per la crescita del tuo business?

Le azioni che considero vincenti per la crescita del mio business sono legate principalmente all’entusiasmo e alla passione per quello che faccio. Non è solo un lavoro, è qualcosa di più profondo. È fondamentale amare ciò che si fa e crederci sempre. Anche quando sono in ferie o a casa, la mia mente continua a pensare all’attività. Questo, per me, non è semplicemente lavorare, ma vivere un’idea, un progetto.

Un’altra chiave fondamentale è l’innovazione continua. Sono sempre curioso, cerco di osservare e imparare da ciò che mi circonda. Ovunque vado, sia in Italia che all’estero, prendo spunti. Se vedo un tipo di pane o un’idea interessante in giro, la porto a casa e cerco di replicarla, migliorandola. L’evoluzione costante è cruciale: non bisogna mai fermarsi o accontentarsi, ma cercare sempre nuovi stimoli e opportunità. Solo così si può crescere e distinguersi nel mercato.

Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare nel tuo percorso imprenditoriale?

La sfida più grande che ho dovuto affrontare nel mio percorso imprenditoriale è stata sicuramente la separazione da mio fratello. Eravamo sempre stati insieme, fin da bambini, nei giochi e poi nel lavoro. Quando abbiamo deciso di dividerci, inizialmente sembrava una montagna insormontabile, una rottura difficile da gestire sia a livello personale che professionale. Ma col tempo, ho capito che non solo sono riuscito a gestire la situazione, ma sono cresciuto ancora di più. Ho aperto nuove attività, ho preso il controllo di diversi progetti, e alla fine, le cose sono andate persino meglio.

Un’altra sfida importante è arrivata poco prima del Covid. Avevamo un grande negozio con ristorante, dove lavoravano 10 persone. Ma in quel periodo abbiamo subito delle perdite: alcune dipendenti erano incinte, altre se ne sono andate, incluso il cuoco, e ci siamo ritrovati in pochissimi. Poi è arrivato il Covid, che ha fermato tutto per un po’, ma siamo ripartiti ancora una volta, con determinazione. Abbiamo continuato, assumendo nuovo personale e andando avanti. 

Ogni periodo ha le sue sfide: dal caro bollette al Covid, ogni giorno porta nuove difficoltà. Ma siamo riusciti ad andare avanti anche grazie all’aiuto delle banche, con cui siamo ormai in sintonia. Quando c’è bisogno, loro ci sono, e questo ci ha permesso di superare momenti davvero difficili. La chiave è non arrendersi mai, continuare ad adattarsi e affrontare ogni ostacolo con la stessa passione di sempre.

Se potessi dare un unico consiglio agli imprenditori che ci leggono, quale sarebbe?

Il consiglio più importante che posso dare è: non mollare mai. Ogni difficoltà va affrontata con determinazione, senza lasciarsi scoraggiare. Bisogna sempre cercare una soluzione e vederla in modo positivo. Io sono convinto che mantenere un atteggiamento positivo sia fondamentale: quando affronti le sfide con ottimismo, le soluzioni arrivano più facilmente, quasi come se piovessero.

Se, invece, ti lasci sopraffare dal negativismo, i problemi sembrano crescere e diventare insormontabili. Quindi, il segreto è restare sempre concentrati e sul pezzo, cercando di vedere ogni ostacolo come un’opportunità per crescere.

Quali sono i progetti su cui stai lavorando attualmente?

Per me, le opportunità arrivano da sole, quasi come se ti venissero incontro. Non mi siedo mai a pensare “adesso devo aprire un nuovo negozio” o “dove potrei espandermi?” – sono convinto che quando è il momento giusto, l’occasione si presenta da sola.

Ad esempio, recentemente abbiamo aperto un negozio in uno spazio dove prima c’era un barbiere che è andato in pensione. Non era una cosa programmata, ma è nata l’opportunità e l’abbiamo colta. Abbiamo trasformato quel posto in una bella caffetteria, e sta andando davvero bene.

Questo è un po’ il mio approccio: finché non si presenta una vera occasione, secondo me è inutile stare lì a pensarci troppo. Quando però l’occasione arriva, mi concentro subito su come realizzarla al meglio, immagino già come arredare, come organizzare, come rendere il posto funzionale e accogliente.

Per me, un imprenditore è prima di tutto un sognatore. Deve avere la capacità di vedere oltre l’ovvio, di immaginare cose nuove, ma deve anche essere pronto a cogliere le opportunità quando si presentano, senza paura.

Come vedi l’evoluzione del mercato nel tuo settore nei prossimi anni?

Vedo un grande futuro per il nostro settore, ma solo per chi è disposto a evolversi e a non restare fermo. Se non ti muovi, se non innovi, secondo me sei destinato a chiudere. Il mercato del pane cambierà nei prossimi anni, diventando sempre più simile a quello della pasticceria: si punterà su prodotti di qualità superiore, che verranno venduti a un prezzo adeguato. La gente sarà disposta a pagare di più per un pane fatto con ingredienti eccellenti, curato nei dettagli, e questo richiederà un’evoluzione costante.

Chi rimane fermo agli standard di trent’anni fa, senza innovare, è destinato a sparire. Il panificio offre tantissime possibilità di espansione: puoi creare nuovi prodotti, sperimentare con nuovi ingredienti, offrire servizi diversi. Già solo con la materia prima hai la possibilità di fare molto, ma devi essere creativo e intraprendente.

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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