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Gestione delle persone in base al cristianesimo – Intervista a Brunella Velasquez

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Nel blog di oggi, esploreremo come la gestione delle persone basata sui princìpi cristiani possa influenzare positivamente il clima lavorativo e promuovere il benessere delle persone all’interno dell’azienda.

Lo faremo insieme a Brunella Velasquez, manager di Imprenditore Non Sei Solo. Una donna che attribuisce gran parte del suo successo al rapporto con Dio, perché è proprio grazie alla fede che ha imparato ad amare veramente sé stessa e gli altri.

  • Nella prima intervista che abbiamo fatto insieme, ci hai spiegato i vantaggi dell’essere imprenditori e seguire la Bibbia. Ci hai raccontato come hai imparato ad amare veramente te stessa e gli altri attraverso la tua fede. Come si riflette questa cosa nella gestione delle persone all’interno di “Imprenditore Non Sei Solo”?

Io ho imparato ad amare me stessa dal momento in cui ho saputo cosa era l’amore che Dio provava verso di me. Sentire questo amore, mi ha travolta completamente.

Sono cresciuta senza avere vicino mio padre e questo mi ha fatto soffrire molto. Mi sono sentita sola, incompresa e non amata. Ero molto arrabbiata con Dio e mi lamentavo di quanto fosse ingiusto soffrire senza aver fatto nulla di male per meritare tutto ciò.

Avevo circa 11 anni e con le lacrime agli occhi, confusa e rotta nel profondo, cercavo con tutta me stessa di far arrivare a Dio tutta la mia frustrazione.

Ricordo il giorno in cui sentii l’amore di Dio per me. Mi trovavo nella mia stanza, sentivo che Lui mi diceva: “TU non sei sola.Ti ricordi di quei brevi momenti in cui hai sentito l’amore da parte di tuo padre? Ritorna lì, riprendi quei brevi istanti. Ora che ricordi quel piccolo sentire, sappi che io invece ti trasmetto questo amore, elevato all’infinito”.

Salmi 27: 9-10

“Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,

non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato,

ma il Signore mi ha raccolto.”

Da quel momento in poi, non ho mai smesso di sentire il Suo grande amore.

Sembra scontato dire: come fai ad amare qualcuno se non ami per primo te stesso/a? Bisogna rivedere questo aspetto e farsi un’analisi interna per capire se si è pronti ad amare gli altri.

Gesù nel vangelo di Matteo 22:37-39, semplificò ciò che dovevamo fare:

Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua

mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al

primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso.

L’amore nella gestione delle persone, non è altro che avere empatia verso il prossimo: ascolto, interesse, mettersi nei panni dell’altro, capire la sfera emotiva dell’altra persona.

Su imprenditore non sei solo il valore dell’amore è una delle linee guida per realizzare ciò che facciamo per chi è in difficoltà. Se arrivi da noi per voler aiutare chi è in difficoltà e metti davanti ad ogni cosa le TUE convinzioni e non fai altro che parlare di quanto sei figo TU; allora non stai aiutando qualcuno, ma sei interessato a fare vedere quanto tu sei più bravo dell’altra persona.

Questo non aiuterà il nostro assistito.

Invece, per riuscire ad aiutare qualcuno serve l’empatia verso il prossimo. E, come si fa a mettersi nei panni dell’altro?

Senza giudizio. Bisogna liberarsi per un momento dal proprio punto di vista e provare ad entrare nel mondo emotivo di quella persona, provare a capire ciò che è successo in quella vita, cosa l’ha portato a trovarsi in quella condizione. Il tutto con l’unico fine di capire come tirarlo fuori da quella situazione.

Non è semplice spogliarsi dalle proprie convinzione e dalle proprie vittorie per dire: aspetta un’attimo! qui devo veramente interessarmi a lui/lei come persona per capire cosa sia successo e aiutarlo davvero.

Serve guardare dentro le persone e tirar fuori il meglio che c’è in loro ed apprezzarlo. Questo è AMORE. Il lavoro che fa ogni nostro volontario è UNICO ed è fatto di questo. Non posso che ringraziare il Signore per la vita di ogni nostro volontario, socio sostenitore e per ogni componente del team interno di Imprenditore non sei solo.

  • Hai anche citato la parabola dei talenti come un insegnamento biblico rilevante per la gestione aziendale. Puoi condividere un esempio di come hai applicato questo insegnamento riconoscendo i talenti dei tuoi collaboratori e quali sono stati i risultati?

Un esempio di come abbiamo applicato l’insegnamento della parabola dei talenti nella gestione aziendale è attraverso il reparto di onboarding all’interno della nostra organizzazione. Questo reparto si occupa dell’inserimento dei nostri assistiti e segue attentamente lo sviluppo delle azioni all’interno del nostro percorso.

Il reparto di onboarding è composto da Rebecca, Giulia e guidato da Orlando. Sono una squadra potente, caratterizzata da professionalità, precisione e cura per ogni dettaglio. Io non sarei in grado di fare quello che fanno! Sono magnifici e io li ammiro molto.

Nella parabola dei talenti, si evidenzia che ognuno di noi ha ricevuto un dono, un talento, diverso da quello degli altri. Pertanto, come azienda o manager, è importante lavorare per identificare i talenti dei collaboratori e indirizzarli verso la vittoria.

Lara Campoli, la nostra responsabile, è un esempio di questo approccio. Lei è bravissima a riconoscere i talenti nei collaboratori e a farli sviluppare ulteriormente per raggiungere il successo. La sua fiducia in noi è palpabile e ci ispira.

Quando gestisco una classe all’interno di “Imprenditore Non Sei Solo”, credo nel potenziale di ogni supervisore e specialista. Sono convinta che, grazie al loro aiuto, i nostri assistiti usciranno dalla classe migliorati rispetto al momento in cui sono arrivati.

Nella pianificazione e nella gestione delle classi, tengo conto dei talenti dei collaboratori e mi assicuro che possano esprimere appieno il loro potenziale per aiutare gli altri. Non metterei un esperto di marketing a fare una consulenza fiscale, così come non metterei un esperto di gestione finanziaria a fare l’allenamento vendita. Ognuno ha un ruolo specifico e la Bibbia lo afferma chiaramente.

In Efesini 4:11 si legge: 

“Egli stesso ha stabilito alcuni come apostoli, alcuni come profeti, alcuni come evangelisti, alcuni come pastori e maestri.” 

Chi fa impresa e ha il timone della barca deve sviluppare sempre di più l’interesse dei propri collaboratori e scoprire quali sono i talenti dei tuoi uomini, apprezzarli e portarli verso la vittoria.

  • In che modo la pratica della gratitudine ha influenzato la tua leadership e il tuo rapporto con il team?

Guardando i lati positivi dei miei colleghi e di ogni nostro volontario, non posso che essere riconoscente a Dio per le persone che ha messo nella mia vita. Credo che svegliarmi la mattina con il cuore pieno di gratitudine sia la pratica con la quale Dio mi ricorda che c’è SEMPRE.

C’è un versetto su Romani 8:31, che dice:

Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?

Avere questa certezza, fa sì che inizi la giornata con un’altra marcia. Avendo questa convinzione è più facile che le persone che seguo, riescano a seguirmi. La gratitudine nel Signore alza il tono emotivo, verso l’entusiasmo e oltre! 

Una cosa che sicuramente mi ha aiutato moltissimo, è integrare quello che è la mia fede, insieme a concetti tecnici. In questo la tecnologia di OSM mi ha aiutato tantissimo. Grazie ai libri di Paolo Ruggeri, ai manuali di formazione e a tutti i professionisti che collaborano in questa grande azienda, sono riuscita ad acquisire più sicurezza a livello tecnico e a livello personale.

Dio mi ha mostrato come integrare i concetti cristiani alla tecnologia OSM, in modo da trovare un connubio perfetto tra la parte spirituale e quella materiale.

  • Come incoraggi la formazione spirituale e la crescita personale dei tuoi collaboratori nell’ambito dell’azienda? Hai qualche iniziativa specifica che promuove lo sviluppo spirituale del tuo team?

Li incoraggio attraverso la mia testimonianza. Mi spiego meglio: credo che il benessere del mio spirito, si manifesti attraverso ciò che dico e ciò che faccio.

Credo che ci siano varie forme di evangelizzare e che non esista solo l’evangelizzazione attraverso il parlare. Diffido da chi parla tanto, ma che si mostra incoerente con ciò che dice.

Quando conobbi mio marito, mi disse : Non mi parlare di Dio, io sono ateo. Rispettai sempre questa suo scelta. Ora lui ama il Signore, il suo incontro avvenne in modo personale. Ma sicuramente fu attratto da ciò che diceva Dio attraverso la testimonianza devota di chi parlava di Dio.

Io voglio fare lo stesso. Per questo lavoro continuamente nello studio della bibbia, ma non solo. Mi impegno per mettere in pratica ciò che dice la bibbia. Quando devo gestire delle situazioni, oppure affronto delle discussioni o fraintendimenti, penso a questo versetto:

Galati 5:22-23

Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà,

mitezza, dominio di sé; 23 contro queste cose non c’è legge.

Mi domando: Brunella, come sta messo il tuo spirito questa mattina? Senti amore, gioia, pace, bontà?

Sulla base della mia risposta, corro ai ripari.

Amo singolarmente tutti i miei colleghi, mi sento fortunata ad averli nella mia vita. Prego per loro e mi rendo disponibile sempre per parlare con loro riguardo a Dio. Ma non li forzo, non mi sembra giusto. I tempi di Dio sono perfetti, credo che Dio ha un piano prezioso per ognuno di loro.

  • Quali princìpi cristiani ritieni particolarmente utili per gestire le sfide e i conflitti all’interno del tuo team? Come li applichi per favorire la risoluzione pacifica e il mantenimento di un clima di armonia?

Partendo dal presupposto che siamo tutti umani e imperfetti, credo che nei momenti di conflitto, sia necessario tornare al principio di UMILTA’. E’ una virtù per la quale una persona riconosce i propri limiti, ed è priva di orgoglio. E’ veramente difficile!

Quando devo applicare questa virtù, vado alla parola di Dio e leggo su Matteo 20:25-28:

Ma Gesù, chiamatili a sé, disse: «I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo; appunto come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti».

Gesù fu un grande esempio di umiltà, lui figlio di Dio, venuto qui poteva vivere una vita da Re, avere tutto a disposizione e governare. Invece Lui venne per “servire e per dare la sua vita in riscatto per molti”.

Sono sincera, non mi basta leggerlo una volta sola; io ho necessità di leggere e rileggere la parola di Dio costantemente. Questo è quello che mi consente di vivere in armonia insieme al mio team e a tutto il gruppo di Inss.

  • Quali valori cristiani ritieni fondamentali per creare un ambiente di lavoro positivo e cosa consiglieresti ad un imprenditore per includerli nella gestione delle persone?

Mi viene in mente la parabola del grano di senapa:

«A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti semi che sono sulla terra; ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra». Marco 4:30 – 32

Un modo in cui possiamo interpretarlo, in termini di gestione del personale, è questo:

quando incontri un tuo collaboratore magari è molto abile a livello tecnico e caratterialmente è ok. Lì su due piedi, non hai una grandissima fiducia di quello che potrà fare per te e per la tua azienda. Forse la tua attenzione si sposta su altre risorse e non metterai l’attenzione su quella persona, magari la metti a fare un lavoro poco d’impatto per la tua azienda.

Permettimi di dirti che SBAGLI di grosso! Tu DEVI avere fede nel tuo collaboratore.

Come racconta Gesù nella parabola del grano di senapa; lo sai quanto è piccolo questo grano? è minuscolo. Ma, Gesù ci dice, se viene seminato per terra , allora crescerà e diverrà il più grande di tutti.

So che ora non riesci a vedere il potenziale del tuo collaboratore, ma devi avere fede

in quella persona, credere che abbia questo talento e che possa vincere.

Attento che La fede non basta però, devi anche FARE. Nella parabola, Gesù parla di semina e di terra. La semina richiede un tuo sforzo e la terra rappresenta la base in cui semini. Ci deve essere una base in cui la terra andrà lavorata, bisognerà appianare, in questo modo potrai mettere i semi e prenderti cura di loro per farli crescere. La terra è la base solida su cui poggia la tua azienda. Ci deve essere ordine, pulizia, deve essere un campo fertile. Un campo SANO.

Se tu dovessi inserire un nuovo collaboratore nella tua azienda, su quale “terra” metteresti questo seme?

Il lavoro dell’imprenditore in ambito di gestione del personale, non è un lavoro da poco. Serve perseveranza, attenzione e tanto amore.

Ma gestire al meglio ogni singolo componente non basta, devi creare un gruppo prospero. Perché un insieme di individui capaci, che provano ammirazione uno per l’altro crea una grande energia.

Puoi misurare un gruppo prospero vedendo la necessità che ha il tuo team di essere insieme, tutti insieme nei momenti di divertimento. A me, per esempio, quando so che sto per incontrare un mio collega oppure tutto il mio team, mi si riempie il cuore di GIOIA.

Consiglierei ad ogni imprenditore di prendere esempio di Gesù, ricordando che il titolare deve prendersi cura della sua squadra, accompagnarli e difenderli.

Vediamo come in Luca 10:16 diceva questo:

Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato.

La gestione delle persone basata sui princìpi cristiani offre un approccio profondamente umano, incentrato sull’amore, l’empatia, l’umiltà e la fiducia. Questi valori sono fondamentali per creare un ambiente di lavoro positivo e prospero, in cui il team può crescere e raggiungere traguardi insieme. 

E sono certa che l’esempio di Brunella e la sua testimonianza saranno fonte di ispirazione per gli imprenditori che desiderano integrare la spiritualità nel loro modo di gestire le persone e l’azienda.

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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