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Generazione Z…perché fidarsi?

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Molti pensano che la Generazione Z sia svogliata, inaffidabile, troppo giovane per poter svolgere incarichi “importanti”, ma è davvero così?
A questa generazione appartengono i Centennials, ragazzi nati tra il 1995 e il 2010 che si contraddistinguono per la loro intraprendenza e reattività. Ma perché assumerli? Potrebbero davvero portare beneficio alla tua attività?

La realtà è che assumere i giovanissimi comporterebbe un grande cambiamento nelle aziende: sono molto sensibili a tematiche sociali, inseguono fin da subito il desiderio dell’autonomia economica, evitano in ogni modo la monotonia favorendo il continuo cambiamento.
Tutto ciò richiede una variazione di rotta non indifferente per le aziende che devono fare i conti con uno stile di leadership, di selezione e gestione delle risorse umane molto differente rispetto al passato. E ad alcuni imprenditori tutto questo spaventa.

Spiegherò questo concetto riprendendo la storia del libro Chi ha spostato il mio formaggio? di Spencer Johnson, non lasciarti ingannare dalla forma fiabesca del racconto, concentrati sul suo significato.

La storia racconta di due topolini, Nasofino e Trottolino, e di due gnomi, Tentenna e Ridolino, che vivono in un Labirinto. Ogni giorno, per nutrirsi, devono partire alla ricerca di formaggio all’interno del labirinto. Una mattina i 4 trovano un grande deposito contenente tantissimi tipi di formaggi diversi e, felici e tranquilli, si recano in quel deposito ogni giorno. C’è però una differenza tra i topolini e gli gnomi: i primi sono sempre attenti agli eventuali cambiamenti e tengono addirittura le loro scarpe legate al collo per essere pronti, in caso di bisogno, a correre nel labirinto per cercare nuovo formaggio. Gli gnomi, invece, credono che il deposito sia per loro un posto del tutto sicuro, in fondo cosa potrebbe mai andare storto? Un giorno i 4 arrivano nel solito posto, ma il formaggio non c’è più. I topolini, che avevano già percepito il cambiamento, si adattano e ricominciano a cercare il formaggio, mentre gli gnomi, Tentenna e Ridolino, continuano a visitare il deposito ogni mattina, aspettando che il formaggio ricompaia magicamente. Col tempo Ridolino inizia ad accettare il cambiamento e riparte a correre per il labirinto fin quando, finalmente, trova il Nuovo Formaggio.

Il racconto insegna a vedere nel cambiamento qualcosa di buono, come impara Ridolino. Lo gnomo all’inizio pensava che il formaggio non sarebbe mai stato spostato e che ciò che gli era capitato dopo fosse solo una grande ingiustizia, ma poi capisce che è meno pericoloso affrontare il labirinto, anche se fa paura ed è pieno di incertezze, piuttosto che rimanere fermo senza formaggio.

Assumere i Centennials comporta un cambiamento nella propria azienda che può essere tanto spaventoso quanto necessario. A volte, senza che ce ne accorgiamo, rimaniamo vittime dell’arroganza e ci chiediamo “perché mai dovrei cambiare ciò che ha sempre funzionato bene?”, anche se, in cuor nostro, sappiamo che in questo momento, per funzionare bene, è necessario rivoluzionare qualcosa.

Purtroppo, spesso ci si sofferma più sulle eventuali conseguenze negative che sulle opportunità che si possono trarre da una situazione. Molti, infatti, descrivono la Generazione Z come inaffidabile, irrequieta, sbruffona, perché crede di poter arrivare in un’azienda e dire subito la sua pretendendo di essere ascoltata e presa in considerazione.

In realtà tutte le ricerche eseguite sui giovani provano che questi hanno dei valori nuovi e potenti, tra i principali la responsabilità (anche dal punto di vista finanziario), la determinazione, l’indipendenza, l’onestà, la lealtà e, inoltre, mirano all’impegno sociale e a lavoro. Spesso non si pensa che queste siano caratteristiche attribuibili ad adolescenti, eppure i ragazzi sono una risorsa di un’importanza incredibile e possono creare tanto valore all’interno di un’attività (se però in primis vengono valorizzati loro stessi).

I Centennials sono aperti ad un nuovo mondo e sono pieni di idee su cose che magari un titolare con tanta più esperienza non avrebbe mai pensato. Questo perché tra i 15 e i 25/30 anni la capacità di ideazione di una persona è potentissima, è grezza, e non ha ancora quella “raffinatezza” dell’adulto. Questa parte creativa non è da sottovalutare: i giovani hanno qualcosa da dire, ascolta le loro idee, sanno molto più di ciò che puoi anche solo immaginare e ti daranno tantissimi spunti per migliorare come persona e come attività.

Dobbiamo accettare che in un mondo iper tecnologico e molto veloce, sono i giovani a saperne interpretare le dinamiche al meglio. Pensa a quanta fatica fanno certe persone ad usare i social network mentre un ragazzo di 12 anni riesce con facilità a produrre video e contenuti di valore in pochissimo tempo. Per alcuni questo è umiliante, ma per chi è ha il giusto mindset, rappresenta un’opportunità da dover cogliere nell’immediato. Non è un caso che le aziende con un alto tasso di collaboratori giovani siano quelle che riescono a sviluppare servizi ed esperienze migliori per i propri clienti!

Inoltre la Generazione Z è carica, ha un’energia in grado di travolgere noi e tutti i nostri collaboratori, un’energia che fa migliorare e che viene percepita anche dai clienti, che si troveranno subito a proprio agio e felici di essere nella nostra azienda.

È importante avere fiducia verso i giovani perché, grazie a questa, potremmo veramente entrare nella loro testa e nel loro nuovo modo di ragionare vincente. I ragazzi, infatti, sono molto più orientati all’obiettivo piuttosto che all’impegno che, per carità, è estremamente importante, ma senza il risultato non si va da nessuna parte. Queste persone daranno loro stessi per arrivare al risultato, quindi al successo, tuo, loro e dell’azienda. Se ci pensi un istante, presto anche i tuoi clienti saranno persone della generazione z, quindi chi meglio di un gen z potrebbe capirne i bisogni e le esigenze?

Dobbiamo imparare a guardare la realtà con altri occhi, da un’altra prospettiva, quella dei più giovani. Una frase del libro sopracitato recita: “La resistenza al cambiamento risiede dentro di noi e nulla può migliorare finché noi non cambiamo”.

Seguendo le vecchie convinzioni e non prestando attenzione alle nuove generazioni e alle loro esigenze, non avrai mai successo e ti ritroverai tra qualche anno a lavorare da solo.

Il continuo cambiamento è normale, la vita di tutti i giorni impone dinamismo ed è necessario essere pronti a qualsiasi tipo di variazione. A volte i cambiamenti arrivano senza che te lo aspetti, ma non avere paura, questi ci possono sorprendere o creare disagio solo se non li prevediamo e se non siamo sufficientemente attenti.

Il nuovo formaggio della storiella è come la Generazione Z: si può credere che assumerla sia qualcosa di dannoso, che causerebbe un rallentamento nell’azienda e quindi opporvi resistenza, oppure si può credere che assumerla possa aiutarti con gioia a raggiungere grandi risultati, ad essere al passo col mondo, insomma… ad avere successo.

Non aggrapparti all’illusione di un vecchio formaggio che ormai non c’è più. Non avere paura, apprezza il cambiamento!

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