BANNER-time-management-nuovo.png

Gen Z e licenziamento: cosa sbagliano i giovani e cosa vogliono le aziende?

aziende

La Generazione Z si affaccia sul mercato del lavoro con grandi aspettative, ma spesso si scontra con una realtà che non sempre è pronta ad accoglierla. Come citavo qualche articolo fa, secondo un sondaggio di Intelligent.com, 1 responsabile delle assunzioni su 6 mostra riluttanza nell’assumere giovani appartenenti alla generazione Z. 

Perché? Sicuramente alcuni motivi possono essere una presunta mancanza di etica lavorativa, difficoltà di comunicazione e scarsa preparazione. Da alcuni anni, la Gen Z attira diverse critiche: vengono definiti “infedeli”, ” facilmente offendibili”, “sfidanti dell’autorità”, “troppo ossessionati dall’equilibrio tra lavoro e vita privata”, “troppo veloci a mollare”.

Ma la Gen Z sta davvero trascurando il lavoro o sono i colleghi più anziani a giudicarla con troppa fretta? 

Secondo Euronews, Holly Schroth, docente di un’Università della California, ha spiegato che i giovani della Generazione Z spesso danno più importanza alle attività extracurriculari per migliorare il loro “curriculum universitario”, anziché acquisire esperienza lavorativa. Questo ha portato ad avere  “aspettative irrealistiche” sul posto di lavoro su come relazionarsi con i propri capi.

“Loro [la Generazione Z] non conoscono le competenze di base per interagire socialmente con clienti e colleghi, né le norme di comportamento sul posto di lavoro”, ha affermato il docente Holly Schroth.

“Di conseguenza, spetta all’azienda integrare correttamente il nuovo dipendente e fornire un’adeguata formazione. Inoltre, il capo deve fungere da coach e da mentore”, ha aggiunto.

Ma vediamo più nel dettaglio: perché così tante aziende licenziano i dipendenti della Generazione Z? 

Come puoi vedere dall’immagine, i motivi più frequentemente citati per cui queste assunzioni non hanno funzionato sono stati la mancanza di motivazione o iniziativa (50%), mancanza di professionalità (46%), scarse capacità organizzative (45%), scarse capacità comunicative (39%). Altri fattori includono difficoltà con i feedback (38%), inadeguate capacità di problem-solving (34%) e altro ancora:

“Molti neolaureati potrebbero avere difficoltà a entrare per la prima volta nel mondo del lavoro, perché può rappresentare un enorme contrasto con ciò a cui sono abituati durante il loro percorso formativo. Non sono pronti a un ambiente lavorativo meno strutturato, dove si richiede autonomia“,  ha affermato in una dichiarazione Huy Nguyen, esperto nel settore.

“Sebbene possano avere qualche conoscenza teorica acquisita all’università, spesso mancano loro l’esperienza pratica e concreta e le competenze trasversali necessarie per avere successo nell’ambiente lavorativo”, ha aggiunto.

Al di là dell’esperienza, che è comprensibilmente limitata per un giovane data la sua età e il tempo ancora ridotto trascorso nel mondo del lavoro (fatta eccezione per alcuni casi, senza voler generalizzare, ma se hai 20 anni è probabile che tu non abbia ancora grande esperienza alle spalle). Per quanto riguarda le competenze trasversali, invece, si può già migliorare più facilmente!

Vediamo insieme ancora più nel dettaglio: cosa sbagliano i giovani sul lavoro secondo le ricerche?

  1. Spesso sottovalutano l’importanza delle soft skills
    Molti giovani si concentrano sulle competenze tecniche (hard skills) e sui titoli di studio, ma trascurano abilità fondamentali come la comunicazione, la gestione del tempo e il lavoro in team.
  2. Hanno aspettative irrealistiche
    Alcuni giovani si aspettano promozioni rapide, stipendi elevati o un ambiente di lavoro “perfetto”, senza comprendere che il successo richiede tempo, impegno e pazienza e che l’imprenditore non può certo dar loro tutto con uno schiocco di dita!
  3. Resistenza alle critiche
    Può capitare che i giovani reagiscano male ai feedback, percependoli come attacchi personali anziché opportunità di crescita. Io, da ragazza giovane, capisco questo meccanismo, ma capisco anche che, reagendo in questo modo, un ragazzo possa sembrare permaloso e anche un po’ pesante a volte agli occhi dell’imprenditore.
  4. Cercare la gratificazione immediata
    Molti giovani vogliono risultati veloci, ignorando l’importanza della costruzione di una carriera a lungo termine. Qui la società sempre più frenetica, i social, la velocità a cui va tutto il mondo non aiuta! 

D’altra parte, cosa vogliono le aziende?

  1. Proattività e voglia di imparare
    Le aziende cercano giovani disposti a mettersi in gioco, con un atteggiamento curioso e proattivo verso le nuove sfide. Sicuramente non delle persone permalose che non accettano le critiche!
  2. Affidabilità e responsabilità
    Essere puntuali, rispettare le scadenze e assumersi la responsabilità delle proprie azioni sono qualità sempre apprezzate.
  3. Flessibilità
    I giovani spesso cercano flessibilità, ad esempio negli orari di lavoro, e questo è comprensibile. Tuttavia, anche l’imprenditore dovrebbe aspettarsi lo stesso dai giovani collaboratori. Così come un ambiente flessibile permette a un ragazzo di uscire 10 minuti prima quando necessario, allo stesso modo l’imprenditore dovrebbe poter chiedere, senza esitazioni, che il giovane rimanga 10 minuti in più quando la situazione lo richiede.
  4. Collaborazione e capacità di lavorare in team
    La capacità di collaborare con colleghi e manager è fondamentale per il successo dei progetti.
  5. Orientamento ai risultati
    Le aziende cercano giovani che comprendano l’importanza di raggiungere obiettivi concreti e che siano disposti a impegnarsi davvero per ottenerli.
  6. Attenzione alla cultura aziendale
    Le aziende vogliono persone che si integrino nella loro visione e nei loro valori, dimostrando di condividere la mission e gli obiettivi dell’organizzazione. Non cercano certo collaboratori che si limitino a scaldare una sedia per otto ore al giorno, giusto?

Ora, abbiamo visto cosa sbagliano i giovani sul posto di lavoro e cosa vogliono le aziende dai giovani. Come ben vedrai c’è una differenza tra le due visioni!

Come colmare questo divario?

Un primo metodo (e non smetterò mai di dirlo) è quello di fare continuamente classi di formazione in azienda, sia tecnica che comportamentale. Soprattutto la seconda! 

Se sei un imprenditore, parti dalle aree in cui vorresti aiutare le persone che gestisci, in cui le vedi un po’ più carenti, e organizza delle classi di studio su quelle tematiche. 

Per esempio, se alcuni tuoi ragazzi non sono proprio bravi ad organizzare il loro lavoro e consegnano spesso in ritardo ciò che gli chiedi, organizza una sessione di studio/esercitazione/corso sul Time Management applicato ai collaboratori.

Poi, per colmare questo divario, è importante che entrambe le parti facciano attenzione al dialogo. Imprenditori e giovani devono impegnarsi a comprendere reciprocamente bisogni e aspettative e comunicare di conseguenza.

Inoltre, i giovani possono trarre vantaggio dall’apprendimento guidato da colleghi più esperti. Quindi, non aver paura di seguire e affiancare il tuo giovane collaboratore nelle sue mansioni. È giusto lasciargli libertà e fiducia, ma ogni tanto è bene che prendi ciascun tuo collaboratore singolarmente e cerchi di capire come sta, di cosa può avere bisogno nel suo lavoro. Dopodiché procedi ad affiancarlo nelle mansioni in cui ha più difficoltà. Vedrai che lo apprezzerà!

Un ragazzo consapevole delle proprie aree di miglioramento e un imprenditore capace di valorizzare un giovane talento creano insieme il perfetto futuro dell’azienda.

banner-mobileutili-patrimonio-e-rendite.png
Avatar photo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dibattito e Confronto Generazione Z Scenari ed Analisi Economiche

La prigione della mediocrità finanziaria

Traduciamo integralmente e riportiamo di seguito un pezzo che abbiamo ritenuto di gran valore per forma e contenuto. Qui l’originale. Autore: @systematicls, X. Traduzione: F. Iavarone. Introduzione Non sono uno “stock picker” (uno che sceglie singole azioni). Io credo in una strategia fatta di tante scommesse diverse, ognuna con bassa probabilità di successo (<= 53% […]

Continua a leggere
giovani motivati
Generazione Z

Non esistono più giovani motivati perché abbiamo smesso di crearli

Tempo fa ho sentito alcuni imprenditori lamentarsi di non trovare giovani motivati, preparati e pronti per il mondo del lavoro. Questo è vero, là fuori ci sono ragazzi che non hanno molta voglia di lavorare e non sono un granché motivati. Ma la vera domanda è: quanto stai facendo tu, come imprenditore, per cambiare questa realtà? Perché se vogliamo che le cose cambino dobbiamo prima agire noi per cambiarle.

Continua a leggere
azienda di famiglia
Generazione Z

Come si guida un’azienda storica a 30 anni (senza perdere le radici): la storia di Ilaria Felluga

Come innovare un’azienda di famiglia senza perdere la tradizione: la storia di Ilaria Felluga e della sua impresa vinicola nel Collio

Continua a leggere