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Gamification del lavoro: come motivare i giovani dipendenti con elementi di gioco

Gamification

Secondo l’imprenditore Luis von Ahn, uno dei co-fondatori di Duolingo (l’app per imparare nuove lingue), convincere le persone a usare uno smartphone per imparare qualcosa “è come sperare che mangino i broccoli quando accanto a loro c’è il dolce più buono mai preparato” (ascolta qui lo speech di Luis von Ahn). App come Duolingo, infatti, devono competere sia con la dipendenza creata dai social network sia con tutte le altre cose che si possono fare con uno smartphone. Quindi, se si vuole motivare davvero qualcuno a usare Duolingo, dice von Ahn, bisogna “fare in modo che i broccoli siano buoni come il dolce”.

È a questo che serve la gamification, che comprende elementi come punti, livelli e classifiche, ma soprattutto logiche basate su obiettivi da raggiungere, sfide, strategie, sistemi di ricompense e strumenti che aiutano a misurare i progressi, come i contatori che misurano i giorni consecutivi in cui si utilizza un’app. Sfruttano meccanismi psicologici simili a quelli impiegati per coinvolgere di più gli utenti dei social network, e funzionano perché soddisfano bisogni come quelli della ricerca e della scoperta, della socializzazione, della competitività o della collaborazione, soprattutto in chi apprezza già le dinamiche di gioco.

Quindi…chi ha detto che il lavoro dev’essere per forza noioso e monotono? 

Esistono tanti modi per renderlo più divertente, dinamico e coinvolgente, sia per i collaboratori che per l’imprenditore stesso. Uno di questi è proprio la gamification, ovvero l’uso di meccanismi tipici dei giochi per incentivare la motivazione e migliorare la produttività dei collaboratori. Si tratta di giochi, di applicazioni interattive, di sfide e di tante altre cose che possono essere applicate senza troppi sforzi all’interno del tuo team. Nei prossimi paragrafi scopriremo come farlo al meglio!

Perché la gamification funziona?

La gamification si basa su dinamiche come punti, livelli, premi e classifiche per rendere le attività lavorative più stimolanti. Tutto questo sfrutta dei meccanismi psicologici ben collaudati: il senso di progresso, la competizione positiva e il riconoscimento immediato. Secondo studi di settore, i dipendenti coinvolti attraverso la gamification risultano più produttivi e motivati, con un impatto diretto sulla performance aziendale. Questo vale ancor di più per la Generazione Z, che è cresciuta in un’epoca dominata dai videogiochi e dalla gratificazione istantanea, e abituata a un mondo che si muove a ritmi velocissimi.

Come applicare la gamification in azienda

Non preoccuparti, integrare elementi di gioco in azienda non significa trasformare l’ufficio in un parco avventura, ma rendere le attività quotidiane più appassionanti, più coinvolgenti. Puoi applicare la gamification in diversi modi, qui te ne suggerisco alcuni:

  • Potresti suddividere i compiti che dai ai tuoi collaboratori in traguardi progressivi. Proprio come nei videogiochi, puoi impostare piccoli obiettivi chiari per i tuoi collaboratori, suddividendo il lavoro in “livelli” da raggiungere. Questo li aiuterà a mantenere alta la motivazione, perché ogni progresso sarà percepito come un successo.
  • Premia i successi delle tue persone con riconoscimenti e incentivi concreti. Il riconoscimento è uno dei fattori base della motivazione. Oltre a incentivi economici (bonus, premi in denaro…), puoi premiare i tuoi collaboratori con certificazioni o riconoscimenti di qualsiasi tipo. Ad esempio, durante una cena aziendale, potresti assegnare certificati di merito a chi si è distinto per il suo contributo alla crescita dell’azienda. Sembrerà una banalità, ma anche un semplice attestato può rafforzare il senso di appartenenza e spingere le persone a replicare le azioni che le hanno portate al successo.
  • Creare classifiche tra i membri del team stimola il miglioramento continuo senza creare un clima tossico. Una competizione sana può essere un grandissimo stimolo.  Per esempio, se hai una rete di venditori, potresti creare una classifica mensile dei venditori in base a quanto hanno venduto e premiare chi ha ottenuto i migliori risultati. Chi non vince sarà motivato a migliorare il mese successivo, mentre chi ha ottenuto il titolo farà il possibile per mantenerlo.
  • Fornisci feedback immediati per stimolare il miglioramento. Un riscontro veloce aiuta i collaboratori a correggere gli errori e migliorare le prestazioni in tempo reale. Il feedback costante e costruttivo, se ben gestito, diventa un elemento davvero motivante, riduce le incertezze e migliora l’efficacia del lavoro.

Adottare anche solo alcune di queste semplici strategie renderà il lavoro più gratificante per i tuoi collaboratori e allo stesso tempo li renderà più produttivi e li farà sentire valorizzati e coinvolti.

Esempi concreti di successo

Grandi aziende come Google hanno già adottato la gamification per la formazione dei collaboratori, i processi di selezione e altro ancora. Vediamone alcune:

  • Deloitte, multinazionale britannica, ha implementato un sistema di premi per incentivare la partecipazione ai programmi di formazione. Si chiama Leadership Academy ed è un vero e proprio programma di formazione digitale per dirigenti e manager che utilizza badge, punti e classifiche per incentivare l’apprendimento continuo. Proprio come se fosse un videogioco sul telefono. L’obiettivo della gamification in Deloitte è quello di rendere la formazione manageriale più coinvolgente.
  • Microsoft ha sviluppato strumenti interattivi, come il Microsoft Language Quality Game, un programma per migliorare la qualità delle traduzioni nei prodotti Microsoft. I dipendenti giocano suggerendo miglioramenti e ricevono punti e classifiche per il loro contributo. Oppure un altro strumento è il Ribbon Hero, un’applicazione che insegna agli utenti a utilizzare Microsoft Office attraverso sfide interattive, trasformando l’apprendimento in un gioco. L’obiettivo della gamification in Microsoft è quello di migliorare prima di tutto la formazione dei dipendenti sui software aziendali e poi aumentare la qualità dei prodotti tramite i suggerimenti dei dipendenti stessi.
  • Walmart ha creato un videogioco per formare i dipendenti su come gestire un negozio Walmart, prendere decisioni rapide e servire i clienti nel modo migliore. L’obiettivo qui è quello di aumentare la qualità del servizio clienti e migliorare le competenze dei lavoratori in modo semplice e divertente
  • Domino’s Pizza ha realizzato un’applicazione che insegna ai dipendenti (e ai clienti) come creare la pizza perfetta attraverso un gioco interattivo. L’obiettivo della gamification qui è quello di formare i pizzaioli in modo più coinvolgente, diverso dal solito, e allo stesso tempo migliorare l’esperienza del cliente.
  • L’azienda Unilever ha addirittura usato la gamification per il recruiting, creando un processo di selezione del personale che utilizza giochi basati su neuroscienze per valutare le competenze cognitive ed emotive dei candidati. L’obiettivo qui è quello di rendere il processo di selezione più innovativo e “leggero”.

Come implementare la gamification anche in una PMI?

A questo punto ti starai chiedendo: da dove posso partire con la gamification in azienda? Anche se può sembrare complesso, iniziare non è così difficile come potrebbe sembrare. L’importante è seguire un approccio strutturato. Anche le piccole e medie imprese, infatti, possono sfruttare la gamification con soluzioni più semplici. Ecco dei consigli pratici per avviare un progetto di gamification nelle risorse umane:

  1. Prima di tutto analizza la tua forza lavoro, conosci i tuoi dipendenti. Non esiste un approccio universale alla gamification: ciò che motiva un team di venditori potrebbe non funzionare con il reparto IT o con quello amministrativo. Come sono fatti i tuoi dipendenti? Cosa li accende davvero? Quali sono i loro sogni? Sono motivati dalla competizione? Oppure preferiscono il riconoscimento per gli sforzi individuali? Sono in grado di usare la tecnologia o hanno un basso livello di competenze digitali? Questi punti sono importanti perché ti permetteranno di mettere una base solida alla gamification della tua azienda.
  2. Definisci traguardi chiari: cosa vuoi ottenere? Vuoi migliorare le vendite? La produttività? Incentivare lo sviluppo di nuove competenze? Far sì che più collaboratori si interessino alle attività di formazione? Definire degli obiettivi chiari ti aiuterà a scegliere le tecniche di gamification più adatte e a misurare nel modo più corretto i risultati del tuo team. La gamification deve avere uno scopo preciso. Se l’obiettivo è vago, sarà difficile per te capire se questa iniziativa sta avendo successo.
  3. Solo dopo aver analizzato le persone e definito gli obiettivi, puoi selezionare le meccaniche di gioco e gli strumenti più adatti. Non ha senso partire dagli strumenti senza una strategia chiara. A questo punto, puoi scegliere quali software interattivi utilizzare oppure progettare giochi di ogni tipo su misura per i tuoi collaboratori. Ad esempio, potresti lanciare una sfida tra i venditori: chi realizza il maggior numero di vendite entro un mese vince un premio o una targa, con una classifica che motiva il team e stimola la competizione sana.
  4. Una volta che hai lanciato il progetto, non pensare che il lavoro sia finito! La gamification è un processo dinamico, quindi raccogli feedback costante e osserva i dati per capire cosa funziona e cosa migliorare. Non avere paura di cambiare o modificare le meccaniche per migliorare l’esperienza dei tuoi collaboratori. L’obiettivo è mantenere alta la motivazione nel lungo periodo!

La gamification non è solo un trend, ma una vera e propria leva per rendere il lavoro tuo e dei tuoi collaboratori più coinvolgente possibile. Le aziende che integrano questi principi nella propria organizzazione riescono a motivare i dipendenti, aumentare la loro produttività e migliorare la cultura aziendale. Cosa c’è di meglio!?

E tu, sei pronto a trasformare il modo di lavorare dei tuoi collaboratori? 

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