Perché spesso, una bella donna, se è intelligente, è prima bella e POI ANCHE intelligente?
Perché troppo spesso, se una donna è intelligente, determinata e intraprendente, lo è NONOSTANTE la sua bellezza?
La storia della “bella che non balla”, non regge da nessun punto di vista. Ma certi modi di dire, di fare e di pensare sono duri a morire. E per una donna, o una ragazza, che muove i suoi passi nel mondo del lavoro, esserne consapevole è fondamentale.
Il nostro aspetto fisico è da sempre il nostro primo biglietto da visita. Fin da quando siamo piccoli, impariamo che la cura della propria immagine è qualcosa che ci avvantaggerà sempre in ogni contesto: a scuola, nella società, a lavoro. In fondo, le persone sono attratte dalla bellezza, desiderano la bellezza e investono sulla bellezza.
Ma può la bellezza diventare una prigione? Eccome se può, e talvolta le sue sbarre sono veramente complesse da smussare e aprire.
Ne ho parlato qualche giorno fa con Giada Pezzaioli, una mamma imprenditrice, influencer, incoronata Miss Mondo nel 2010.
Bellezza tra fortuna e sfortuna: essere belle può diventare un problema per la propria carriera?
“Per diverso tempo ho pensato che la bellezza identificasse completamente la mia persona. Sono sempre stata considerata BELLA dalle persone che mi guardavano. Chi avevo intorno non perdeva mai l’occasione di ricordarmi quanto fossi fortunata ad essere così bella. È andata così da quando ho memoria. Dall’asilo fino all’università: io ero quella bella. Tutto questo ha innescato in me una serie di pensieri, contro i quali, crescendo, ho dovuto lottare parecchio.”
“Io ero quella bella e basta. E forse è anche per questo che ho investito gran parte del mio tempo (e della mia carriera) partecipando a concorsi di bellezza, mettendo in mostra soltanto il mio corpo, soltanto il mio involucro. Nonostante sapessi di valere di più, di ESSERE molto di più della semplice “bella ragazza”, ero finita per credere alla versione di me che raccontavano gli altri.”
‘E se un giorno avessi perso la bellezza chi sarei diventata?’ – mi chiedevo. Se non fossi più stata quella bella, chi sarei stata? Potevo essere qualcosa di diverso dalla bella ragazza, tanto graziata da madre natura?”.
Dalle parole di Giada emerge il ricordo di una sofferenza passata tra sensi di colpa e paura del giudizio altrui. Il racconto comune di una ragazza che si fa donna nel bel mezzo di una società che troppo spesso anziché motivare, insinua dubbi e paranoie. Eppure Giada oggi è un’imprenditrice di successo, influencer e madre di due bambini meravigliosi.
Come hai fatto a uscire dalle sabbie mobili della “bella che non balla”? – Le ho chiesto.
“Ho lavorato tanto su di me. Ho imparato a vedere me se stessa attraverso i miei occhi, togliendo il potere dell’ultima parola agli sguardi degli altri. Ho stabilito il confine della mia identità. Ho cercato di fare luce e chiarezza sui miei valori e ho ricercato una mia personale definizione del concetto di bellezza.”
Cos’è la bellezza per te? Una definizione tanto complessa quanto essenziale
“Per me la belezza oggi significa amore per sé stessi, significa cura, salute e benessere del corpo e dell’anima” – continua Giada. “Non ha niente a che vedere con la frivolezza e la superficialità. Tutt’altro: la bellezza è una cosa seria!”.
Spesso ci lasciamo condizionare dalle etichette che gli altri ci affibbiano dopo una manciata di secondi e di sguardi… Diventiamo quello che dicono gli altri e perdiamo il contatto con chi siamo davvero. Ma la nostra identità spinge dalle viscere. Dopo un po’ di tempo in cui non ne può più di stare dentro ai contorni di un’etichetta confezionata da qualcun altro, esplode con tutta la sua forza!
“Io non sono una sola cosa, nessuno lo è. Noi siamo moltitudine. Ed è questa la bellezza che ogni essere umano racchiude dentro di sé; nelle sue differenze, nelle peculiarità e nella sua unicità. Per questa ragione, oggi, che sono diventata ‘grande’ non provo più nessuno disagio di fronte a coloro che di me non vedono altro che il mio involucro. Oggi sono io a dirmi quanto sono bella, allo specchio: orgogliosa di tutto quello che sono riuscita a realizzare con le mie forze”.
La bellezza per Giada ha cambiato forma nel tempo, fino a diventare oggi il simbolo della riconciliazione con sé stessa, ricerca e accettazione della propria identità multisfaccettata. Le belle ballano eccome, perché le persone “belle” sono quelle che sorridono, che si mettono alla prova, che lavorano duramente per costruire qualcosa di buono per gli altri. E queste persone sì che ballano, ballano mentre riescono a far danzare altrettante persone.
Ricorda che non è il colore dei tuoi occhi, né la tua altezza, nel tuo senso o la lunghezza delle tue gambe a definire la bellezza del cuore. Non è il tacco alto o lo spacco del vestito a definire la tua professionalità.
Ammirare VS Guardare: una differenza abissale
“Ciò che mi sento di dire alle ragazze che si affacciano ora al mondo del lavoro è di ricercare uno proprio stile, uno stile in linea con la loro personalità, mentre cercano di scoprire chi sono e qual è la loro missione in questo Universo. Mi sento di dire loro di sperimentare, con la consapevolezza che cambieranno sia dentro che fuori. Con la certezza che niente e nessuno potrà mai definire al loro posto se si meritano o meno di avere successo al lavoro e nella vita”.
Secondo Aristotele una cosa è bella nel momento in cui realizza pienamente il suo scopo. Una cosa è bella quando stanno in perfetta armonia tra di loro forma e contenuto. Ecco, io non saprei dirlo meglio. La bellezza nonostante sia un concetto davvero molto labile e appartenga pertanto a un terreno scivoloso, credo sia un valore intrinsecamente umano che di per sé non può far altro che incentivare le persone a migliorarsi e a elevarsi.
Qualcosa che, come dice Giada, ha a che fare con uno dei sentimenti più potenti: l’amore, ciò che ci invita a prenderci cura di noi stessi e degli altri, del nostro corpo e del nostro spirito insieme. Che crea gioia, appartenenza ed entusiasmo per tutti coloro che sanno ammirare e non semplicemente guardare.
C’è un momento che devi decidere: o sei la principessa che aspetta di essere salvata o sei la guerriera che si salva da sé…Io credo di aver già scelto…Mi sono salvata da sola.
MARILYN MONROE



Bellissima intervista.
Grazie Carlotta :)!!
Un articolo fantastico!!!!
Grazie Paolo! La bellezza salverà il mondo!