In FE Group, non c’è spazio per scorciatoie o agevolazioni legate alle quote rosa: qui le donne, come tutti gli altri, si costruiscono la propria strada con impegno, determinazione e una visione chiara del futuro.
In Fe group Srl, l’azienda di famiglia guidata oggi da Cristina Fedrizzi, ogni membro della famiglia ha fatto esperienza all’esterno prima di rientrare e dare un contributo significativo all’impresa. Questo approccio ha permesso a FE-Group di crescere e prosperare in modo straordinario. Sotto la guida della nuova generazione, l’azienda ha registrato un aumento costante del fatturato e l’espansione in nuovi mercati, grazie alla capacità di innovare e diversificare l’offerta.
Cristina racconta con orgoglio le dinamiche familiari che caratterizzano FE-Group. “Siamo una famiglia unita anche nel lavoro. Quando sono entrata in azienda, lavoravo con mio papà e mia mamma; dopo due anni, si è unito mio marito. Nel 2004, ho convinto mio fratello a entrare, e poco dopo, anche sua moglie è diventata parte del team. Oggi, anche mia figlia Alice sta facendo i primi passi in azienda, segnando un importante cambio generazionale.”
Tutti loro hanno lavorato altrove prima di rientrare nell’azienda di famiglia, portando con sé esperienze e competenze diverse. Questa scelta ha arricchito FE-Group, dando nuova linfa e idee fresche a un’azienda che, pur rimanendo ancorata ai suoi valori, guarda sempre al futuro. Per Cristina, avere una nuova generazione in azienda non è solo una garanzia di continuità, ma una fonte di energia e motivazione per spingere l’innovazione e affrontare le sfide del domani.
Approfondiamo la storia di Cristina Fedrizzi per scoprire come la passione e la determinazione possano trasformare sfide in successi e guidare l’azienda verso un futuro innovativo.
La storia
Cristina Fedrizzi, oggi alla guida di FE Group, non ha sempre desiderato entrare nell’azienda di famiglia. Cresciuta in un ambiente dove la stampa e le etichette erano il fulcro di ogni discussione, Cristina si ritrovava a voler scappare da quel mondo che sembrava assorbire ogni energia dei suoi genitori, Fabio Fedrizzi ed Erna Hoerwarter, fondatori dell’azienda nel 1985. “Non ne volevo sapere di etichette e stampe”, racconta. “Per me, l’idea di entrare nell’azienda di famiglia era l’ultima delle opzioni. Volevo esplorare il mondo, imparare lingue e crearmi una carriera lontano da tutto ciò.”
Dopo le superiori, dove ha studiato lingue straniere, va in Germania per un anno a lavorare in un’agenzia turistica. Tornata in Italia, prova a lavorare brevemente nell’azienda di famiglia, ma la difficoltà di staccare dalla sfera lavorativa anche a casa, la spinge a rinunciare dopo pochi mesi.
Cristina trova quindi impiego in un’altra agenzia di viaggi a Bolzano, ma alla fine, a 21 anni, decide di rientrare definitivamente in Fedrizzi Etichette. Tuttavia, il ritorno non è affatto semplice. “Essere giovane, donna e figlia dei titolari, in un settore dominato dagli uomini, è un banco di prova durissimo”, ammette. Iniziando dal basso, Cristina affronta ogni genere di compito, dalle pulizie ai turni in produzione, inizia a frequentare corsi serali di contabilità per gestire al meglio l’amministrazione dell’azienda mentre lavora di giorno in azienda.
Col tempo, inizia ad apprezzare sempre di più il valore dell’impresa di famiglia, comprendendo quanto sia prezioso conoscere ogni aspetto operativo e gestionale dell’azienda. Questa crescita professionale l’ha portata a passare dall’amministrazione al controllo di gestione, fino a occuparsi delle relazioni commerciali e dell’espansione in nuovi mercati.
Oggi, FE Group è gestita da Cristina e suo fratello Luca, affiancati dai rispettivi coniugi, Vittorio Bighetti ed Elisa Girardi. Per Cristina, vedere la sua famiglia e la nuova generazione – incluso sua figlia Alice – lavorare in azienda è diventato un grande stimolo. “Il fatto che mia figlia sia coinvolta mi dà un’enorme motivazione. È bello vedere come l’azienda, che inizialmente volevo evitare, sia diventata un punto di riferimento anche per la mia famiglia.”
Azioni di successo
“Abbiamo toccato il fondo, un punto quasi di non ritorno, a causa della fiducia riposta in persone che non erano in linea con i miei valori, sia a livello professionale che tra i collaboratori. Mi sono trovata a dover affrontare una crisi profonda, ma è stato in quel momento che ho capito che dovevo risollevarmi e lavorare duramente per uscire da quel periodo buio. L’azione di successo, quindi, è stata metterci la faccia, prendere decisioni importanti e restare sempre sul pezzo, senza mai smettere di credere nella possibilità di farcela.
Un’altra azione di successo è sicuramente legata alla crescita dell’azienda. Abbiamo attraversato difficoltà, ma quando è arrivato il momento di prendere in mano le redini, ho sempre ragionato da imprenditrice, anche se formalmente ero una dipendente. Tuttavia, insieme a mio fratello e a mio marito, abbiamo deciso di prendere una posizione chiara: non volevamo semplicemente ereditare l’azienda dai nostri genitori, volevamo comprarla. Questo è stato un passo fondamentale perché ci ha spinto a prenderci pienamente la responsabilità dell’azienda, investendo sia denaro che tempo.
Quando abbiamo preso in mano noi l’azienda, abbiamo iniziato a espandere la visione. Prima ci chiamavamo ‘Fedrizzi Etichette’, poi siamo diventati FE Group proprio per non farci riconoscere solo come etichette e per dare maggior risalto ai nomi di papà Fabio e mamma Erna. Questo cambiamento riflette la nostra volontà di diversificare il business, aprendo nuovi dipartimenti, come una scuola di formazione e un settore di grafica creativa. Questo approccio ci permette di non dipendere da un unico settore, nonostante le etichette rimangano il nostro core business. Guardiamo al futuro con la consapevolezza che il successo non dipende solo da ciò che abbiamo fatto finora, ma anche da come ci prepariamo a ciò che verrà.
Infine, credo che la trasparenza sia stata un’altra azione di successo fondamentale. Essere onesti con clienti, fornitori e banche, senza paura di dire la verità, mi ha permesso di mantenere ottime relazioni. Queste relazioni si sono rivelate cruciali nei momenti di difficoltà, quando avevamo bisogno di un aiuto concreto. Questo, per me, è il vero successo.”
Quali sono le tre caratteristiche principali che ti contraddistinguono come donna e imprenditrice e che oggi credi ti abbiano aiutato a raggiungere le tue mete?

“Una delle caratteristiche che più apprezzo di me stessa è la mia indole da guerriera. Non a caso sono anche istruttrice di arti marziali; ho sempre sentito dentro di me questa spinta a lottare per ciò in cui credo. La determinazione e la resilienza sono altre due qualità che mi hanno guidato. Ogni volta che cado, mi rialzo con ancora più forza. Credo che una delle mie forze sia anche la dolcezza, l’amore che metto nelle cose. Penso che questo traspaia nel mio lavoro e nei rapporti con gli altri, anche se spesso lo dico più a me stessa che agli altri”.
Consigli per gli Imprenditori
Cristina offre alcuni consigli preziosi agli imprenditori, partendo dalla propria esperienza. “Il primo consiglio è di rimanere ancorati ai propri valori. È facile, in momenti di difficoltà o solitudine, lasciarsi sedurre da soluzioni che sembrano semplici, ma che possono allontanarci dai nostri principi. A volte, fidarsi di persone che non condividono i tuoi stessi valori può trasformarsi in un boomerang. Quando succede, ci si può sentire frustrati, chiedendosi come mai, nonostante tutta l’esperienza e la conoscenza, si è caduti in quella trappola. Ma dobbiamo ricordare che siamo umani e fallibili. L’importante è non colpevolizzarsi eccessivamente, ma piuttosto comprendere cosa ci ha portati a quel punto e perché abbiamo scelto una via più facile.”
Continua poi con un secondo consiglio: “Non avere paura degli errori. Se lavori con etica e integrità, i risultati arriveranno. Ci saranno sicuramente delle cadute, ma ciò che conta davvero è come ti rialzi da queste. La forza sta nel riconoscere i propri errori, imparare da essi e ripartire senza perdere di vista i propri valori.”
Infine, Cristina sottolinea l’importanza di non permettere alle delusioni di cambiare la propria natura. “Quando ci sentiamo feriti o traditi, il rischio è di cambiare atteggiamento, magari diventando più diffidenti o cinici. Ma questo non va bene. È fondamentale riflettere su ciò che ci ha turbato, ma continuare ad essere fedeli a noi stessi. Non lasciare che le esperienze negative cambino chi sei e i principi su cui hai costruito il tuo percorso.”



