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Fare impresa da donna: le sfide più comuni e come superarle

È così complicato farsi strada nel mondo dell’imprenditoria se si è donna? Purtroppo, sì, ma non c’è da arrendersi, anzi. Nell’affascinante mondo della carriera, infatti, le donne sono perfettamente in grado di crescere con determinazione e creatività e sì, sono capaci di tutto, se lo vogliono. Nel lungo viaggio della corsa alla realizzazione di sé, le donne incontrano sfide da superare, stereotipi da abbattere e ostacoli da oltrepassare e trasformare in opportunità di crescita. Come si fa impresa da donna senza cadere nella trappola del “Non ce la farò mai”? Qui qualche dritta, ma più di tutti qualche sano principio di base. 

Accesso al finanziamento: scalare la montagna del credito

Una delle sfide più ardue per le donne imprenditrici è l’accesso al capitale. Le statistiche mostrano che le imprese femminili ricevono una quota inferiore di finanziamenti rispetto a quelle maschili, spesso a causa di pregiudizi radicati e di una rete di investitori prevalentemente maschile. ​“È così che funziona la società”, ma è anche così che è sbagliata, no?

Come si scala questa ripidissima montagna? Intanto, costruendo una solida rete di contatti e cercando mentori che possano offrire una guida e un supporto costanti. Non solo, perché è anche attraverso la partecipazione a programmi di accelerazione focalizzati sull’imprenditoria femminile che tante porte potrebbero aprirsi e tante opportunità presentarsi. Se non ci si fa vedere, se non si utilizza la propria voce, se non si fa emergere il proprio valore, come si può pretendere di occupare spazio e creare connessioni? 

Inoltre, piattaforme come WEConnect International e la National Association of Women Business Owners (NAWBO) offrono supporto e connessioni preziose. Il gender pay gap può essere abbattuto, ma noi ancora non abbiamo a disposizione tutti gli strumenti. Qualcosa possiamo farlo concretamente, ma il passo in avanti più ampio, lo deve compiere la società nella sua complessità.

Sfida numero uno attivata: ci vorrà pazienza, ma la voce, quella resta per sempre, quindi usatela.

Stereotipi di genere: rompere le catene invisibili

Nonostante i progressi, gli stereotipi di genere persistono, influenzando la percezione delle capacità e delle ambizioni delle donne. Questi pregiudizi possono (e lo fanno davvero, purtroppo) limitare le opportunità e minare la loro – nostra – fiducia, trasportandoci dentro un loop fatto di catene, di blocchi, di meccanismi malsani e di tante, troppe, limitazioni. Davvero il genere di appartenenza determina il valore di una persona? In quanto donne siamo realmente “inferiori” e meno capaci in ambito lavorativo? Perché non possiamo costruirci la carriera dei nostri sogni esattamente come i nostri colleghi uomini? Tanti interrogativi e ancora troppe poche risposte alla mano. 

Come si supera l’infinita catena invisibile? Dimostrando competenza, dimostrando determinazione: questi sono i punti di partenza. Lo so che vi farà arrabbiare, perché si torna di nuovo al solito cliché che le donne debbano sempre dimostrare il 1000×1000 in più rispetto agli uomini, ma da qualcosa si dovrà pure cominciare!? Inoltre, e non è da poco, provare a puntare ad ambienti inclusivi e alleati potrebbe essere un’ottima mossa. Trovare posti di lavoro sani in grado di riconoscere e di valorizzare il contributo femminile può davvero fare la differenza. Ricorda sempre: un battito di ali può scatenare un uragano…ed è esattamente ciò che vogliamo. Step by step, abbattimento e conquiste. E sì, ricercare e il supporto delle altre donne, attraverso confronti, parole, esperienze, emozioni, è assolutamente un plus rafforzativo.

Bilanciamento tra vita professionale e personale: l’arte dell’equilibrio

La conciliazione tra responsabilità lavorative e familiari/di vita privata (ciò che è extra lavoro non è per forza maternità!) rappresenta una sfida significativa. Le aspettative sociali spesso attribuiscono alle donne il ruolo principale nella cura della famiglia, creando un doppio carico difficile da gestire, o aspettative dettate da “norme sociali” perché, vedi i punti precedenti, “è così che funziona da sempre”.​

Come si sta in equilibrio? Provando a stabilire confini chiari e delegando, quando possibile. Questa per una donna è forse una delle sfide personali più difficili da affrontare: subentra il senso di colpa, il desiderio di fare impresa, quello di crescere e di realizzare i propri sogni immaginandosi felice, serena e soddisfatta sotto ogni punto di vista. Tutto questo senza troppe rinunce, o nel caso in cui ci siano, con la totale trasparenza nel sapere dire di “NO”. 

L’adozione di politiche aziendali flessibili e il supporto di una rete familiare e professionale possono alleviare la pressione. Ricordare sempre che prendersi cura di sé è fondamentale per sostenere gli altri ed è giusto, è sano, fa bene al proprio benessere.

Mancanza di modelli di riferimento: cercare stelle nel cielo imprenditoriale

La scarsità di donne in posizioni di leadership può rendere difficile per le aspiranti imprenditrici immaginare il proprio successo. Senza modelli da seguire, il percorso appare incerto e solitario.​ Dentro questa nebbia di percorso, cercare attivamente modelli di riferimento, anche al di fuori del proprio settore, è assolutamente efficace. Provate a partecipare a eventi e conferenze dove le donne leader condividono le loro storie: vi sentirete subito più forti, più stabili, più consapevoli del vostro valore. E si parla di lavoro, di crescita professionale, ma si parla di umano riconoscimento di sé, a prescindere da ciò che ogni giorno incontriamo e dobbiamo “sconfiggere”. 

Il modello potreste essere voi un giorno, la donna ispiratrice che ha fatto impresa di se stessa e ha raccolto i frutti del suo impegno. 

Il confronto e la competizione sani fanno bene e diventano alleati

Strettamente connesso al punto precedente, c’è anche questo, che riguarda la competizione e il confronto. Forse sembrerà strano, ma la competizione, se sana, è ottima per crescere e per fare impresa. Una donna imprenditrice è giusto che si confronti con altre donne imprenditrici ed è altrettanto giusto che da ognuna di esse ricavi qualcosa di buono per se stessa. Fare squadra è potente, ma lo è anche confrontarsi sui propri successi, sui propri fallimenti e sui percorsi intrapresi.

Le donne non sono nemiche, almeno questo è quello che dovrebbe essere. 

Riconoscendo questa vita, si impugnerà il proprio riflesso e la competizione diventerà forza interiore capace di andare avanti a luce piena anche quando tutto attorno è buio. Sì al confronto, ma non esagerate con il paragone: è molto semplice cadere nel baratro del “Lei è meglio di me e io non sarò mai così”.

Sguardo fisso ai propri obiettivi e sincerità, sempre: è questa la formula da applicare quando si ha voglia di diventare la migliore versione di sé. E poi una donna imprenditrice guarda a se stessa come un modello da cui imparare e da migliorarsi giorno dopo giorno: è questo che conta. La competizione inizia e finisce, ma la propria ambizione è destinata ad ampliarsi… e a esplodere in carriera.

Sindrome dell’impostore: affrontare il dubbio interiore

Questo è un altro tasto che duole, duole parecchio. Molte donne imprenditrici sperimentano la sensazione di non essere all’altezza, attribuendo i propri successi alla fortuna piuttosto che alle proprie competenze. Questo fenomeno, noto come sindrome dell’impostore, può ostacolare la crescita professionale e personale, alimentando le insicurezze e piantando radici negative su una pianta che ancora deve sbocciare.

Riconoscere questa sfida è complesso, ma non impossibile. Superarla richiede tempo e consapevolezza: provate a celebrare i successi, anche quelli più piccoli e siate orgogliose di ogni passettino, di ogni obiettivo raggiunto, di qualsiasi cosa ottenete con la vostra professionalità e il vostro essere “voi”. In questo, circondarsi di persone positive che sostengono e incoraggiano può aiutare a contrastare tutti questi sentimenti di auto sabotaggio. 

La condivisione delle proprie esperienze con altre imprenditrici può normalizzare questi sentimenti e fornire strategie per affrontarli. ​ 

Le sfide sono tante, i dubbi anche, le incertezze costanti. Eppure, in questo mare magnum di muri e soffitti di cristallo, resta sempre valida una verità: ogni scelta fatta per sé vale molto più di qualsiasi stipendio e di qualsiasi salita di grado. Intanto acquisiamo ciò che meritiamo, percorriamo insieme le tappe per diventare quella che abbiamo sempre ammirato da ragazzine. Siete pronte a salire la montagna? Da lassù la vista deve essere eccezionale. 

Mondo davanti, respirare a pieni polmoni l’idea che possiamo farcela.

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