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Fallen in war: Ucraina 2

Ucraina
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La caduta del Muro e la dissoluzione della federazione russa corrispondono al fallimento del Socialismo Reale, con l’apprezzata, seppur tardiva, apertura al LIBERO MERCATO, che non aspettava altro che avere nuove frontiere da derub…, sfrutt…, esplorare!

Infatti in Russia gli anni successivi sono quelli del saccheggio della proprietà una volta statale, da parte di corsari che altri non erano che la vecchia nomenclatura del PCUS, assurta al grado di oligarchi. 

Sono gli anni in cui sconosciuti personaggi, con la complicità delle banche internazionali (pecunia non olet!!), riescono nell’acquisizione di aziende del valore di miliardi a fronte di esborsi veramente irrisori se non nulli, alimentando centri di potere sempre più invadenti e facendo ingolosire la finanza cosmopolita, che da tempo mirava alle infinite risorse sovietiche. Tanto che la stessa banca centrale russa sembrerebbe ancor oggi partecipata e controllata, con il solito sistema delle scatole cinesi, dagli stessi soggetti che controllano tutte le altre banche centrali nazionali, quelli che l’economista Marco Saba chiama BANKSTER, i creatori della moneta a debito.

Questa è la situazione sul fronte interno. 

Sul fronte estero, invece, la filosofia dei NEOCON (neoconservatori) di contenimento del potere sovietico si dipana fondamentalmente in due mosse: l’acquisizione come Nato dei territori direttamente confinanti, alzando così il livello di guardia e la spesa militare russa, e la provocazione seguita da ogni sanzione possibile ed immaginabile.

Il primo tentativo di spallata all’equilibrio diplomatico ucraino ha luogo nel 2004, quando  le elezioni vedono contrapposti il filo russo Yanukovich al candidato “scelto” dagli Stati Uniti Juscenko, ben accreditato nella finanza internazionale e la cui moglie aveva già fatto parte dell’amministrazione statunitense. 

La vittoria del candidato filo russo viene contestata ed ha luogo la prima rivoluzione colorata, la RIVOLUZIONE ARANCIONE di piazza Maidan. Dopo le proteste, la Corte Suprema ucraina invalidò il risultato elettorale e fissò nuove elezioni. Questa volta ad uscirne vincitore fu proprio Juščenko. 

La paternità della rivoluzione sarà poi riconosciuta, negli anni successivi, da esponenti dello stesso governo USA, in sinergia con le “idee” OPEN di George Soros. Quindi l’ingerenza negli interessi nazionali di altri Stati per interessi propri, nazionali o peggio ancora privati che siano, non può essere più messa in discussione. Insomma, non può esserci più dubbio che, nonostante le promesse e nonostante l’etichetta,  qualcuno abbia pisciato fuori dal vaso.

Ha così inizio il primo governo filo nazista in Ucraina, presidente Juscenko, premier Julia Tymoschenko, ricchissima oligarca, entrambi accomunati da simpatie per così dire estremamente destrorse (chi vi scrive non ha nessuna etichetta politica o religiosa, mi sembra quanto meno bambinesco ed elementare dividere la complessità del pensiero in soli due contenitori, all’ “ammeregana”!!). In questo periodo, come già detto, viene riabilitata la figura del terrorista Stefano Bandera. 

Nel 2010 Juscenko esce sconfitto dalla tornata elettorale ancora contro Yanukovich. 

Questa volta il fondo monetario internazionale prova ad intavolare una trattativa col presidente ucraino, imponendogli, in cambio di aiuti, le stesse politiche di macelleria sociale richieste in Argentina, Grecia ed ora in Italia. 

Quando il Deep State USA capisce l’antifona, e cioè che il premier Yanukovich non cederà, ecco il nuovo colpo di Stato, con la seconda famigerata piazza Maidan, teatro di atrocità indicibili. 

Il tutto grazie ai mai interrotti e predetti rapporti con le frange estremiste e la supervisione della guest star Victoria Nuland, responsabile Eurasia per l’amministrazione USA e moglie del falco neocon Kagan (quella del NULAND GATE, dei “5 miliardi spesi per rovesciare il governo ucraino” e del “fuck the eu”). 

Col presidente Yanukovic fuggitivo in Russia, le nuove elezioni (se così possiamo chiamarle) portano al potere Poroshenko come presidente e Yatsenyuk come premier, coi suoi scagnozzi Klischko e Tyanibok … altro giro, altra corsa, nuovo governo filo Nato ma soprattutto filonazista. 

Qui comincia l’avvicinamento alla Nato e si intensifica sensibilmente la nazificazione dello Stato. 

La nascita di PRAVI SECTOR ( “settore destro”, organizzazione paramilitare chiaramente nazista), il riconoscimento del BATTAGLIONE AZOV e le ronde armate di cittadini sono solo i prodromi di quanto sta per accadere 

La discriminazione verso i russofoni diventa insostenibile, sembra incredibilmente di essere in Germania durante il Reich, tra giovani dal braccio teso e cambi di nome imposti. 

In Crimea, a maggioranza russa, non viene riconosciuto un referendum pacifico che sanciva il ritorno con la Grande Madre. La propaganda occidentale lo presenta come un’invasione di campo dei russi. Forse perché troppo popolare o troppo poco “in tinta” con il processo democratico divertente e “colorato“ di Kiev. 

Troppe scintille perché non si appicchi il fuoco e ad Odessa infatti scoppia l’incendio, purtroppo nel vero senso della parola. Alcune fonti parlano di incendio all’edificio, altre di veri e propri lancia-fiamme contro persone inermi. Fatto sta che, durante una manifestazione contro il governo di Kiev, un gruppo dimostranti si trova asserragliato in un palazzo, minacciato da gruppi di squadroni nazisti che hanno assunto il controllo della piazza. 

Impossibilitati a fuggire, i civili verranno bruciati vivi torturati e giustiziati in una delle scene più raccapriccianti della storia moderna, con tanto di celebrazione social.

Nei giorni successivi nel Donbass, per le stesse questioni, le proteste verranno sedate con la forza militare dal governo che sparerà sul proprio popolo, chiudendo entrambi gli occhi sulla pulizia etnica in corso (come da rapporto delle Nazioni Unite).

L’arrivo dell’ennesimo fantoccio, Zelensky, non ha cambiato niente, anzi. 

Infatti, rifiutandosi per ben due volte di ratificare i più che ragionevoli accordi di Minsk (Statuto speciale per il Donbass e cuscinetto di 25 km) approvati  anche dall’Europa, ha dimostrato di rispondere ad esigenze che non sono quelle del suo popolo, che continua a soffrire… chissà a chi dovrà rendere conto.

A riprova di quanto vi sto raccontando, casca a fagiuolo l’evento accaduto al gasdotto North Stream 2. La versione raccontata dai media mainstream, ovvero della responsabilità del governo russo, è una fiaba per bambini, fa acqua da tutte le parti. Perché mai il governo russo dovrebbe sabotare un gasdotto tramite il quale vende gas all’Europa e fa i “piccioli”??

La verità è che qualcuno oltreoceano ha interesse a sabotare i rapporti tra Europa e Oriente (per il momento la Russia, ma poi vedrete che arriverà il turno anche del gigante cinese), nella speranza di tenere in vita la propria economia, ormai più che defunta. Come d’altronde, ragazzi, dimostra la fuga dal petrol-dollaro di tantissime nazioni. Ce ne dà conferma definitiva il giornalista investigativo numero uno, non che premio Pulitzer, SEYMOUR HERSH, che recentemente ha rivelato quanto ha scoperto in merito al sabotaggio del gasdotto. Lascio a voi la lettura con il link a fine articolo.

La morale di questa storia ha a che fare solo in parte con “i cattivi che combattono i buoni”, anche perché il ruolo dei cattivi è fondamentale per spingere i buoni all’azione, così è disegnata la vita. 

Troppo spesso, infatti, abbiamo fatto (e continuiamo a fare) finta di niente, convinti che non ci riguardasse,… e invece … guarda un po’, è il nostro turno!!!

Pensiamo, ad esempio, al problema dell’immigrazione, che ha come causa primaria il fatto che da sempre, in quanto “occidente civilizzato”, abbiamo fatto di tutto (anche di peggio, come da anni denuncia il sedicente “sicario dell’economia John Perlkins) per accaparrarci ogni risorsa esistente e ci siamo sentiti in diritto di consumare anche per gli altri, al fine di mantenere il nostro tenore di vita, dispendioso, superficiale e folle. Mentre noi buttiamo pomodori perché non hanno forma accattivante, gran parte del pianeta vive un anno con un centesimo di quanto spendiamo per le vacanze … senza guardare a chi ha ragione (anche se Anima urla e noi facciamo orecchio da mercante), sarebbe ora di trovare un equilibrio, come si suol dire “SE NON TI OCCUPI DEL PROBLEMA SARA’ IL PROBLEMA AD OCCUPARSI DI TE”!!!

Il primo passo da compiere, quindi, è la presa in carico di responsabilità, che non deve assolutamente risultare solo metaforica. Si fa politica tutti i giorni, scegliendo come e cosa consumare in modo etico e coscienzioso. Solo così, con una fortissima spinta dal basso, potremo dimostrare che ci meritiamo una classe dirigente degna di noi, che guardi finalmente al nostro interesse perché è lo stesso loro, resistendo alla pressione del potere e del denaro, definito da Massimo Fini “sterco del demonio”. 

Il risultato del disinteresse verso la politica lo abbiamo davanti agli occhi. Oggi ormai nessun politico deve più rispondere ai propri elettori, visto che nella maggior parte dei casi si tratta di nominati. Quindi, non avendo referenti che abbiano potere decisionale, il lavoro sporco tocca farcelo con le nostre mani. 

Ad esempio, studiare soluzioni che ci permettano autonomia energetica potrebbe essere già un buon passo, senza aspettare il solito Stato (lo Stato siamo noi!!) ed il suo 110 truffaldino … a prescindere dalle teorie sul cambiamento climatico (alle quali personalmente non credo, quanto meno per come presentato e ve ne darò conto portandovi fonti attendibili), se posso trovare un’alternativa valida ad un comportamento dannoso, ben venga, purché realmente sostenibile ( e il LITIO non lo è!!!).

Come civiltà evoluta, con le nostre AI e CHAT GPT, mi sembra che siamo sempre un po’ in ritardo sugli eventi … forse è la consumata strategia dell’emergenza, grazie alla quale si finisce per agire sempre in deroga, con tanti cari saluti ai vari controlli (vedasi la storia degli appalti in Italia, l’affare delle mascherine, i banchi a rotelle, e così via) ed un caloroso benvenuto alla “banda degli onesti”, che come al solito banchetta.

Quello che doveva essere un promemoria è diventato un bigino … poco male … spero serva ai fini che ci siamo posti all’inizio. 

Questo è solo il primo accenno ad una realtà alternativa, pazzesca, spiazzante, terrificante ma molto più vera di quanto ci sia mai stata raccontata (d’altronde la storia la scrivono i vincitori). 

Primo passo della guarigione è prendere coscienza … la tana del bianconiglio è molto più profonda di quanto si creda … allacciate le cinture … e buon viaggio!!!

Ecco alcuni link per approfondire questa tematica:

Confessioni di un sicario dell’economia di John Perkins (minimumfax.com)

Ucraina: Il mondo al bivio – Giacomo Gabellini (ariannaeditrice.it)

Ucraina: una guerra per procura (ariannaeditrice.it)

How America Took Out The Nord Stream Pipeline (substack.com)

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Gerardo Orlandi

Fortunatamente per me, che sono un lettore molto molto curioso, ho fatto il libraio per 20 anni … una scoperta continua!!

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